I liceali Bnei Menashe visitano Auschwitz per la prima volta

I liceali Bnei Menashe visitano Auschwitz per la prima volta

Cinque adolescenti della comunit? ebraica Bnei Menashe hanno visitato Auschwitz, come parte del viaggio di classe volto all’educazione e presa di coscienza degli orrori nazisti e del genocidio del popolo ebraico.

I cinque ragazzi che hanno fatto aliy? dallo stato indiano del Manipur nel 2012 e 2014, con l’aiuto di Shavei Israel, stanno studiando presso il liceo Abir Yaakov nella citt? di Nahariya in Israele settentrionale.

Visitare la Polonia e imparare sulla Sho? nel luogo dove ? accaduta, ? parte regolare del curriculum di ogni liceo israeliano, che vede migliaia di studenti fare il viaggio lungo una settimana, ogni anno. Tuttavia questa ? la prima volta che un gruppo Bnei Menashe si ? unito a questo “rito di passaggio” israeliano.

“Mi sento pi? connesso all’ebraismo dopo avere imparato cosa sia stata la Sho?”, ci ha detto Yaniv Hoinge. “In realt?, mi da un forte senso di amore per Israele. La Sho? ha reso Israele ancora pi? importante per il popolo ebraico”.

Hoinge ? del?Churachandpur ? ha fatto aliy? nel 2012 con i suoi genitori. Gli altri ragazzi che sono volati in Polonia questa settimana sono Obed e Simeon Lhouvum di Gamgiphai in Manipur, arrivato anche lui in Israele nel 2012, e David Haokip e Tzion Baite, arrivati nel paese nel 2014 assieme alle loro famiglie.

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Per il 72esimo anniversario della liquidazione del ghetto di Litzmannstadt di Lodz, parla uno dei nostri emissari in Polonia, Rav Dawid Szychowski

Per il 72esimo anniversario della liquidazione del ghetto di Litzmannstadt di Lodz, parla uno dei nostri emissari in Polonia, Rav Dawid Szychowski

Il 29 agosto 1944, ? partito dal ghetto di Lodz – organizzato dai nazisti – il trasporto verso il Campo di Concentramento di Auschwitz-Birkenau. La citt? di Lodz, con il suo sindaco Hanna Zdanowska, hanno voluto commemorare il tragico evento.

“E’ partito con quel trasporto 1/3 della popolazione di Lodz, parte integrante della societ? del tempo” sottolinea la Zdanowska.

Dawid Szychowski, rabbino a Lodz ed emissario di Shavei Israel ha partecipato, facendo notare come in questo momento debba?esserci posto per il dolore silenzioso e per la sofferenza. Il rabbino Szychowski ha fatto l’esempio di Giobbe, che dopo avere perso tutti gli averi e la sua famiglia, si ? concentrato sulla riflessione. “Il momento di immersione nel dolore ? il momento nel quale ci incontriamo con Dio e con l’Assoluto, per porre la domanda: che senso ha la sofferenza”, ha detto il nostro rabbino.

Ecco qui uno degli articoli della stampa polacca dedicato all’evento:

http://www.dzienniklodzki.pl/kultura/a/72-rocznica-likwidacji-litzmannstadt-getto-spotkania-z-ocalalymi-w-programie-obchodow,10524612/

 

Allo scoperto

Allo scoperto

di Laura Ben-David

Durante un lungo viaggio di conferenze alle quali ho partecipato negli Stati Uniti, ogni minuto era contato e ogni azione programmata. Quindi quando sono stata avvicinata, dopo un discorso che ho tenuto a Southfield in Michigan, da una donna che voleva sapere se potevo fare un discorso ad un altro gruppo quel pomeriggio stesso, la mia iniziale reazione era di crederlo impossibile.

Quando per? mi ha detto che gruppo rappresentava, non ho avuto dubbi, avrei partecipato. Cos? un’aggiunta dell’ultimo minuto ? diventata il momento pi? commovente di tutta la mia attivit? di relatore.

Mi ha detto di essere Esther Posner, una bambina che era stata nascosta durante la Shoah. Il suo “gruppo” si sarebbe riunito quel pomeriggio e avrebbero apprezzato forse il mio intervento.

Ma che gruppo ? esattamente? Ho chiesto aspettandomi un club di lettura o di t? per signore. Mi ha detto che era la?World Federation of Jewish Child Survivors of the Holocaust and Descendants. Questo sarebbe stato l’incontro annuale di Hanukk? del Michigan. Ci sarebbero state circa 70 persone, la maggior parte di loro bambini nascosti durante la Shoah.

Mi sono venuti i brividi solo a sentire dell’esistenza di un tale gruppo. E ad essere la relatrice principale?ero onorata come non mai. Ovviamente l’avrei fatto, anche se significava creare una nuova presentazione, adattarla al pubblico, avere solo poche ore per prepararmi e infilare il tutto in un programma gi? molto intenso.

Il programma esistente che avevo organizzato per il viaggio tratta degli Ebrei “perduti” e “nascosti” in tutto il mondo, ai quali Shavei Israel, dove lavoro come direttrice del marketing e dei nuovi media, aiutava a riconnettersi con il proprio patrimonio ebraico e con lo Stato di Israele. Una di queste comunit? che seguiamo sono gli Ebrei nascosti della Polonia durante la Shoah – quasi l’inverso del gruppo al quale avrei parlato.

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