Parash? Acharei Kedoshim – La Santit

Parash? Acharei Kedoshim – La Santit

Dalla parash? di Shemin, seguendo un cammino interpretativo interessante, ci ritroviamo a confrontarci con il concetto di santit? all?interno di? vari aspetti del mondo ebraico: la kasherut, le regole alimentari, la santit? della nascita in Tazri?, delle relazioni? sociali in Metzor?, delle abitazioni,? dei luoghi di vita.

? Siate Santi, perch? Io, il Signore vostro Dio, sono santo.? Levitico 19,2.

E? interessante, in questo versetto, il cambio tra un comandamento al plurale, ?Siate santi, (kedoshim)? e la contestualizzazione, al singolare, di questo stesso comandamento: ?Perch? Io il Signore vostro Dio, sono santo,(kadosh).?

Nella sua completezza il versetto recita: ?Il Signore disse ancora a Mos?: ?Parla a tutta la comunit? degli Israeliti e ordina loro: Siate santi, perch? io, il Signore, Dio vostro, sono santo.?

Alla santit? unica, inimitabile ed irripetibile di Dio corrisponde un comandamento collettivo che richiama la santit? della comunit?, di tutta la comunit? dei figli di Israele e ci invita ad ulteriori riflessioni.

Una santit? che non ? mai un richiamo astretto, ma passa per il cibo, per le relazioni intime, per ogni azione quotidiana con significato, li dove la Tor? richiama alla santit? come impegno e come luogo non sempre razionalmente comprensibile.? Read more

Parash? Tazria Metzor? – La purit

Parash? Tazria Metzor? – La purit

Levitico 12, 1-8?L’Eterno parl? ancora a Mos?, dicendo: 2??Parla cos? ai figli d’Israele: Se una donna ? rimasta incinta e partorisce un maschio, sar? impura per sette giorni, sar? impura come nei giorni delle sue mestruazioni. 3?L’ottavo giorno si circoncider? la carne del prepuzio del bambino. 4?Poi ella rester? ancora trentatr? giorni a purificarsi del sangue; non toccher? alcuna cosa santa e non entrer? nel santuario, finch? non siano compiuti i giorni della sua purificazione.?

E? sempre complicato relazionarsi con il testo biblico e con il senso del suo insegnamento rispetto alla purit? ed all?impurit?. D?istinto noi moderni saremmo portati ad allontanarci dal testo o ad abbandonarlo liquidando il senso della purit? rituale come un retaggio del passato, come una sorta di strana cerimonia sacra che altro non era se non una forma di ritualizzazione di un dettame igienico.

Sarebbe facile e sarebbe semplicistico liberarsi di questo dettame biblico e relegarlo tra gli scaffali di ci? che non ci appartiene pi? in quanto figli della contemporaneit?. Read more

Parash? Vayikra – Il significato dei sacrifici

Parash? Vayikra – Il significato dei sacrifici

Dobbiamo ammettere che ? davvero complicato per noi moderni comprendere il significato profondo dei sacrifici, elemento centrale del libro del Levitico. Levitico 1, 5-6: ?Poi immoler? il capo di grosso bestiame davanti al Signore, e i sacerdoti, figli di Aronne, offriranno il sangue e lo spargeranno intorno all’altare, che ? all’ingresso della tenda del convegno.?Scorticher? la vittima e la taglier? a pezzi…? Animali tagliati, scorticati, fatti a pezzi?un mondo come il nostro dove la sensibilit? verso il mondo animale ? davvero profonda il sacrificio rituale resta qualcosa di incomprensibile. Forse la domanda che dovremmo porci ? se il nostro mondo ? davvero profondamente sensibile nei confronti del mondo animale.

Commentando questo passaggio della Tor? Rav Kook scrive in in Igrot haReiy? IV, 24 che per poter comprendere il ritorno dei sacrifici nel nostro mondo dobbiamo, in un certo senso, liberarci da un certo peso della cultura europea. I sacrifici, agli occhi di Rav Kook, non sono un rito primitivo, bens? contengono un messaggio di santit? che non pu? essere compreso se non attraverso la rivelazione divina rispetto allo stesso messaggio messianico che si riveler? nella sua completezza con la Redenzione finale del popolo ebraico e del mondo intero. In altre parole l?intera cornice degli aspetti pratici dei sacrifici si riveler? solo con la volont? divina che ci sveler? il senso profondo del rituale. Read more

Parash? Shoftim – Una societ? giusta

Parash? Shoftim – Una societ? giusta

La parasha di questa settimana affronta il tema del sistema giudiziario all’interno del popolo ebraico alla vigilia del suo ingresso in terra di Israele quando si sta trasformando da popolo nomade in popolo stanziale con tutto il peso ed i diritti che implicano la costruzione di una societ? giusta ed equa. Quando si affronta il tema della amministrazione della giustizia e della gestione delle controversie all’interno dei futuri cittadini di Israele viene indicata la necessit? di recarsi “nel luogo scelto da Dio” per interrogare i sacerdoti, i leviti ed il giudice “che ci saranno in quei giorni” per sapere come applicare il giudizio dei maestri. Fondamentale ? capire il senso della espressione ” in quei giorni”, una indicazione di tempi e di applicazione del giudizio costantemente in armonia, quasi a dire che le parole dei maestri non possono essere avulse dal contesto in cui vivono.

Ma anche colui che cerca la giustizia deve esprimere il proprio impegno nell’alzarsi per cercare giustizia, nel salire verso il luogo scelto da Dio, nel non restare immobile, perch? una societ? giusta ? una societ? nella quale si accetta il movimento e non la staticit? del giudizio: il movimento di chi ? chiamato a giudicare ed il movimento di chi cerca giudizio e giustizia.

 

Parash? Behaalotech? – Il ruolo di un maestro

Parash? Behaalotech? – Il ruolo di un maestro

La parash? dei Behaalotech? contiene la descrizione della consacrazione dei Leviti al servizio divino e molti sono i versetti che si occupano della cerimonia di consacrazione e del senso della missione dei Leviti all?interno del popolo ebraico e nel rapporto con Dio stesso.

Al capitolo 8 del libro dei Numeri al versetto 14 ? scritto chiaramente che: ?Cos? separerai i Leviti dagli Israeliti ed i Leviti saranno miei.[?]?

Il senso di questo ?possesso? ? cos? commentato da Ibn Ezra che afferma che si tratta di ?un grande onore? perch? ?miei? implica il senso che essi saranno ?devoti a me? dice Dio e questo esprime un grande livello di spiritualit?. Sforno sottolinea che ?miei? significa che loro ed i loro discendenti devono essere pronti a compiere il mio servizio e questo significa che il loro ruolo dovr? essere cos? fortemente interiorizzato in loro da potersi trasmettere di generazione in generazione, perch? loro saranno indissolubilmente legati a Dio.

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