Nella Giudecca di Salemi la stele commemorativa ? stata restaurata

Nella Giudecca di Salemi la stele commemorativa ? stata restaurata

In Sicilia, il Lions Club di Salemi ha voluto restaurare la stele che commemorava la cacciata degli ebrei ?- dopo l’editto di Spagna del 1492 – dalla citt? siciliana.

La stele era stata collocata nella ex Giudecca nel 1992, a ricordo del 500nario dell’editto dei re spagnoli.

Negli anni si erano perse diverse lettere della stele e quindi il Lions Club della citt? ha deciso di intervenire. Il 31 maggio 2017 si ? svolta la cerimonia di consegna, al Sindaco e alla citt?, del monumento gi? restaurato.

Successivamente, si ? svolta anche una conferenza sulla Giudecca di Salemi presso il Castello della citt?, alla presenza di oltre cento persone, tenuta dal prof. Salvatore Angelo – socio fondatore dell’Istituto di Cultura Ebraica SLM, presente a Salemi dal 1991.

Nella foto il sindaco di Salemi e il presidente del Lions Club.

(Ringraziamo Salvatore Angelo per le informazioni)

Shufersol e Shavei Israel aiutano gli immigrati ad accogliere l’Anno Nuovo

Shufersol e Shavei Israel aiutano gli immigrati ad accogliere l’Anno Nuovo

I recenti immigrati in Israele, delle comunit? Bnei Anousim, Bnei Menashe e Subbotnik, hanno un altro motivo per celebrare questo Anno Nuovo: la catena di supermercati israeliani Shufersol ha donato 50mila Shekel (circa 12mila euro) in coupons, per i nuovi Olim, per aiutarli nelle spese festive.

Questa ? la seconda volta che Shufersol aiuta le comunit? seguite da Shavei Israel; la catena aveva fatto la stessa donazione prima delle ultime feste di Pesach.

Read more

Gli Ebrei di Bukara

Ebrei Di Bukara nel 1890
Ebrei Di Bukara nel 1890

Il termine ?Ebrei di Bukara? si riferisce agli ebrei dell?Asia Centrale dell?entit? politica del Di Bukara, quelli di Samarcanda, e della Valle di Fergana. Oggi, la regione ? divisa tra le ex Repubbliche Sovietiche dell?Uzbekistan, Tagikistan, e Kirghizistan.

Secondo la tradizione degli Ebrei di Bukara, sarebbero discendenti di una delle Dieci Trib? Perdute di Israele, esiliate dagli Assiri nell?VIII sec. p.E.V., in particolare da quella di Naftali e di Issachar.

Un?altra tradizione sosterrebbe che gli Ebrei di Bukara possono far risalire le loro origini fino alla conquista di Babilonia da parte di Ciro, re di Persia, nel 539 p.E.V. In ogni caso gli Ebrei di Bukara sono considerati uno dei gruppi etnico-religiosi pi? antichi dell?Asia Centrale e nei secoli hanno sviluppato una loro distinta cultura.

Riguardo alla seconda ipotesi, i ricercatori hanno capito che gli Ebrei hanno vissuto in Persia fino al 331 p.E.V., quando Alessandro Magno soggiog? il re Sogdiano – Sopitamene e conquist? la regione. Alla morte improvvisa di Alessandro nel 323 p.E.V., i Seleucidi presero il controllo, seguiti dai Parti, che ristabilirono l?Impero Persiano.

I Parti diedero agli ebrei la cittadinanza ebraica e permisero loro di professare l?ebraismo liberamente. Sotto il regno dei Parti, le comunit? Bukhara fiorirono. Nel 224 E.V., per?, i Sassanidi conquistarono la regione. Fecero del Zoroastrismo la religione principale e cominciarono a perseguitare gli ebrei per il loro rifiuto alla conversione. Alcuni Ebrei di Bukara si trasferirono nelle zone settentrionali e orientali della regione, a causa delle ostilit? antiebraiche.

Durante l?espansione dell?Islam nel secoli VII e VIII, il controllo del Bukara venne spartito tra molti regnanti Arabi. Nell?874, i Samanidi presero il controllo e fecero di Bukara la capitale del loro impero. Furono abbastanza tolleranti verso gli Ebrei, anche se costrinsero tutti i non musulmani che non volevano convertirsi a pagare delle tasse molto alte. Agli ebrei venne concesso lo status di dhimmi, o ?Infedeli Protetti?.

Nel 1219, i Mongoli, guidati da Gengis Khan, conquistarono di Bukara, saccheggiando e dando alle fiamme la citt? fino alle fondamenta, distruggendo la comunit? ebraica di Bukara. Nel 1300, un nuovo leader ? Timur, ricostru? Samarcanda e Di Bukara, e fece insediare gli Ebrei Persiani per lavorare come tintori e tessitori, per sviluppare l?industria tessile dell?impero. Si dice che si potesse riconoscere un Ebreo di Bukara per le sue mani tinte di viola. La comunit? costru? una sinagoga che fu in uso per i successivi 500 anni. Gli Ebrei di Bukara in generale si facevano chiamare ?Isro?il? (Israeliti).

Interno della Sinagoga Grande a Bukara, schizzo basato su una fotografia di Elkan Nathan Adler
Interno della Sinagoga Grande a Bukara, schizzo basato su una fotografia di Elkan Nathan Adler

Bukara pass? per le mani di molti regnanti, dai Musulmani agli Uzbeki (nomadi Turchi) ed infine ai Russi. La storia pi? recente sulla comunit? si trova qui e qui.

I Rusape in Zimbabwe

Il Tabernacolo dei Rusape
Il Tabernacolo dei Rusape

Vi ? una comunit? di autoproclamati ebrei nel villaggio di Rusape, a circa due ore di strada da Harare, in Zimbabwe. I Rusape sostengono di essere ebrei spiritualmente, anche se non geneticamente, discendendo da una delle Trib? Perdute di Israele, esiliate dalla nostra Terra dagli Assiri nel 722 p.e.V.

Secondo il sito Jews of Africa, gli ebrei Rusape possono tracciare la loro recente incarnazione all?incontro del 1903, tra un ex schiavo americano ? William Saunders Crowdy, che era stato anche pastore battista, e Albert Christian che port? gli insegnamenti di Crowdy, infine, in Sud Africa.

La comunit? Rusape ha costruito il proprio ?tabernacolo? a circa 7 km dalla cittadina, dove si riuniscono tutti insieme per pregare. Celebrano le stesse feste degli ebrei occidentali, studiano l?ebraico, e seguono le regole di vita ebraica, con origine nel Vecchio Testamento. La comunit? conta diverse migliaia di persone.

Solomon Guwazah, della comunit? Rusape, ha scritto una lettera al giornale The African Sun. Eccone qui un estratto:
?Noi crediamo che gran parte degli Africani (Neri) discenda di fatto dai primi Ebrei e quindi che la maggior parte dei Neri discenda dai 12 figli di Israele?.Noi crediamo che la vera fede dei discendenti africani sia l?Ebraismo e non l?Islam, poich? l?Islam ? la rivelazione dei discendenti di Ismaele?. Read more

La lasagna mediterranea di Grazia

Di Alessandra Rovati, The Jewish Week

Lasagna alle melanzane
Lasagna alle melanzane

Nell?arco della storia, intere comunit? di Ebrei si sono ?perse? a causa delle conversioni forzate e della graduale assimilazione. Tuttavia, in molti casi i loro discendenti si sono passati (pi? o meno segretamente) la conoscenza di regole speciali, rituali, nomi o pi? gustosamente, ricette, che li distinguevano dalle popolazioni attorno.

Negli ultimi anni, molte di queste trib? leggendarie e molti Ebrei nascosti, stanno cercando di fare un pieno ritorno al popolo ebraico. Dall?India alla Spagna, dal Portogallo al Brasile, dalla Cina all?Africa, dall?Italia Meridionale alla Polonia: innumerevoli persone stanno abbracciando uno stile di vita ebraico religioso ? sia che abbiano gi? fatto un ?ritorno? formale che una conversione, o meno.

Ovviamente, in questo processo, devono spesso ripensare al loro modo di mangiare. Il risultato ? l?abbraccio di tradizionali usi culinari, o la creazione di nuovi. Read more

Gli Ebrei in Giappone

Per anni vi sono state speculazioni secondo cui, una delle Dieci Trib? Perdute sia migrata nella terra del Sol Levante. Mentre questa teoria viene spesso liquidata come bizzarra, vi sono nondimeno un numero interessante di fatti da notare.

Un festival chiamato ?Ontohsai? si svolgeva il 15 aprile ogni anno e illustra la storia del sacrificio di Isacco del capitolo 22 della Genesi. Durante il festival, un ragazzo viene legato con una corda ad una colonna in legno, e sistemato su un tappeto di bamb?. Un sacerdote scintoista gli si avvicina preparando un coltello e taglia una punta della colonna, ma a quel punto un messaggero (un altro sacerdote) arriva, e il ragazzo viene rilasciato. Dei sacrifici di animali vengono quindi offerti (75 daini con l?orecchio tagliato ? pare che ci sia una connessione con il montone preparato da Dio e sacrificato dopo il rilascio di Isacco. Visto che il montone venne catturato nel bosco per le corna, l?orecchio si potrebbe essere tagliato).

Japanese-Tefillin1-300x205
Tefillin giapponesi?

La tradizione del ragazzo si ? mantenuta fino all?inizio dell?epoca Meiji. Masumi Sugae, uno studioso giapponese e uno scrittore di viaggi dell?epoca Edo (circa 200 anni fa), ha scritto un diario dei suoi viaggi, annotando cosa aveva visto a Suwa. Si parla nel dettaglio di ?Ontohsai?. I suoi appunti sono custoditi presso il museo vicino a Suwa-Taisha.

Dietro al tempio di ?Suwa-Taisha? vi ? una montagna chiamata Monte Moriya (Moriya-san in giapponese). Gli abitanti dell?area di Suwa chiamano il loro dio ?Moriya no kami?, che significa il ?dio di Moriya. Questo tempio ? stato costruito per onorare questo dio. Si dice che questo dio venga venerato da 78 generazioni. Moriah ? il luogo nell?antica Israele dove Abramo port? Isacco per il sacrificio. Read more

Cuba

Come nelle altre isole Caraibiche, anche a Cuba i primi abitanti Ebrei sono arrivati con Cristoforo Colombo all?epoca dell?Inquisizione spagnola.

Ben Frank ha fatto molti studi a riguardo, sostenendo che i primi Anousim arrivarono nel 1492 ? tra questi vi era Luis de Torres, che venne inviato da Colombo per spedizioni esplorative in cerca di oro. Non vi trov? oro, ma in cambio scopr? qualcosa che avrebbe riempito le casse del regno spagnolo: il tabacco. Torres successivamente si stabil? in Costa Rica.

Altri famosi Anousim che arrivarono con Colombo erano Juan de Cabrera sulla Pinta, e Rodrigo de Triana. Secondo Wikipedia, un altro ebreo ? Francisco Gomez de Leon ? venne posto davanti ad un tribunale dell?Inquisizione all?Avana. Venne poi giustiziato a Cartagena e il suo grande patrimonio fu confiscato. Read more

Purim: bere per ringraziare Haman?

Immagine?

?

?Purim ? certamente la festa Ebraica dal messaggio pi? moderno e tragicamente pi? vicino a noi. Gli ebrei di Shushan ci somigliano, raccontano in modo straordinario di una identit? ebraica in Diaspora, in bilico tra culture diverse, di una identit? che conosce poco orgoglio e molta assimilazione. Purim illumina in maniera singolare vite ebraiche che non hanno forze espressive reali, ma si nutrono di volont? di carriera e di emulazione all?interno del mondo non ebraico. ?Gli ebrei di Shushan sono separati, lontani gli uni dagli altri, indifferenti al senso della propria storia e del destino comune del proprio popolo. Lontana la terra di Israele dagli eventi di Purim, lontana concettualmente prima ancora che geograficamente, talmente lontana che per Shachrit non recitiamo l?Hallel, i salmi festivi di lode. Gli ebrei di Shushan vivevano sicuri nelle loro case, erano certi delle loro posizioni sociali, culturali, economiche all?interno del regno di Assuero. Certi e poco propensi a pensare alle proprie origini: gli ebrei di Shushan credevano in Mordechai e nella classe ebraica dirigente che sedeva a palazzo pi? di quanto credessero ebraicamente in se stessi e nella loro storia millenaria. La cronologia degli eventi storici intorno la Meghill? racconta molto pi? di quanto si possa immaginare. Nel 370 a.e.v.. Ciro il Grande Re di Persia ordin? la ricostruzione del Bet HaMikdash, 70 anni dopo la profezia di Geremia che annunci? la sua distruzione. Nel 369 a.e.v. sal? sul trono Assuero che immediatamente ferm? la costruzione del Bet Hamikdash. Quanti furono gli ebrei che accolsero l?invito contenuto nell?editto di Ciro e risposero alla chiamata politica ed identitaria verso la terra di Israele? Solo il 15% per cento degli ebrei? emigr? verso Gerusalemme, la maggioranza rest? in Diaspora temendo l?insicurezza politica ed economica di Israele e preferendo la tranquillit? sociale persiana. Una tranquillit? che nel 357 a.e.v subisce il tentativo di legale distruzione ad opera di Haman, Per una comunit? come quella di Shushan la persecuzione signific? paura, terrore, pericolo di vita ma anche trauma culturale. Per persone che vivevano come persiani, che avevano nomi persiani, vite persiane, valori persiani essere identificati come ebrei fu un trauma profondo. Per una regina come Ester, che nascose la propria ebraicit? altrimenti non sarebbe stata accettata a palazzo come insegna Ibn Ezra, il vero terrore pass? prima di tutto per un serio ritorno a se stessa ed una dichiarazione pubblica di ebraicit? e dopo per la salvezza del proprio popolo. Mordechai stesso non era ?visibilmente? ebreo ed Haman deve chiedere informazioni ad altri per sapere quale fosse il popolo di colui che lo offendeva non inchinandosi. Ed anche questo inchino rifiutato da parte di Mordechai ad Haman andrebbe interpretato pi? come un rifiuto politico che come un atto di orgoglio religioso. Il trauma persecutorio risveglia, loro malgrado, l?identit? dei nostri padri in Persia ed i versetti che descrivono il primo vero dialogo ?ebraico? tra Mordechai ed Ester sono tra i pi? commoventi e significativi in tutto il Tanach. Mordechai richiama Ester ai suoi doveri di regina e di ebrea, avendo per? ritrovato la fede in una salvezza che sarebbe giunta agli ebrei ?anche da altra parte? (Ester 4,14).? Ester risponde al richiamo da ebrea e da regina, comandando che gli ebrei di Shushan si riuniscano insieme, socialmente e spiritualmente, digiunino, preghino, tornino a se stessi e questa sar? la nuova forza per la regina che dovr? presentarsi, senza invito, di fronte ad Assuero per chiedere la salvezza ebraica anche a rischio della propria vita.( Ester 4, 16) La Meghill?, insegnano i maestri, non pu? essere letta al contrario perch? cosi facendo non si esce d?obbligo. Eppure la Meghill? ? un testo che racconta un percorso sociologicamente ?al contrario?. Gli ebrei di Shushan assimilati e sicuri delle loro conquiste economiche ed identitarie, in altri termini sicuri della loro assimilazione, tornano a se stessi ed al proprio popolo, abbandonando, a causa delle persecuzione, parte delle loro sicurezze. Il dramma sta proprio nella persecuzione che fu il primo motore della teshuv? di Ester, Mordechai e della loro generazione. A Shushan le leggi antiebraiche divennero, tragicamente, parte della stessa identit? ebraica. Scrive Elena Loewenthal nel pamphlet ?Contro il giorno della Memoria? che: ?l?identit? ebraica sente le persecuzioni subite come un abnorme incidente storico, non certo come un destino necessario.? Magari questo fosse vero per le percezioni identitarie di molti ebrei contemporanei, persone per le quali la persecuzione ? essa stessa base dell?identit? ebraica e per molti di loro senza Haman non ci sarebbe stata teshuv?, consapevolezza ebraica ed orgoglioso ritorno. Forse per questo i nostri maestri ci invitano a Purim a bere fino a non saper distinguere tra ?Benedetto sia Mordechai? e ?Maledetto sia Haman?: i nostri maestri si rendono conto che bisogna perdere un po? della propria sana ed ebraica lucidit? per poter accettare l?idea che l?abnorme incidente storico chiamato Haman ha, suo malgrado, ?svegliato le coscienze degli ebrei di Persia.

Tu Bishvat, Festa degli alberi o festa dell’uomo?

Immagine

Tu Bishvat, il Capo d?anno degli alberi, ? apparentemente solo una festivit? della Natura, il giorno? della rinascita deli alberi e della loro fioritura? dopo l’inverno. Le fonti di TuBishvat sono nel Talmud: ? il 15 di Shevat ? il Capo d?Anno degli alberi.? Si trattava di un confine agricolo legato alle decime ed alle offerte per il Tempio.?? Esistono? per? anche delle similitudini tra la festa dell?albero e quella dell?uomo, come ? detto che ?l?uomo ? un albero del campo? ( Deuteronomio 20, 19) e per questo il 15 di Shevat pu? anche essere considerata la festivit? della rinascita dell?uomo.

In che modo possiamo paragonare l?uomo all?albero e cosa possiamo imparare sul significato di Tu Bishvat?

E? interessante che nelle nostre fonti spesso troviamo paragoni tra l?albero e l?uomo:

  • ?poich? l?uomo ? come un albero del campo? ( Deuteronomio 20, 19)
  • ?poich? i giorni dell?albero sono come i giorni del mio popolo? ( Isaia, 65, 22.)
  • ? Come un albero piantato su corsi d?acqua? ( Geremia 17, 8)

Cosa?vogliono insegnare questi versetti?

In apparenza sembrerebbe che il paragone pi? esatto, per il genere umano, ?sia quello con il regno animale piuttosto che con il regno vegetale. Eppure esiste un contesto pi? significativo che rende il mondo vegetale pi? simile all?uomo rispetto al mondo animale: la maggior parte degli animali camminano su quattro zampe o strisciano o nuotano, in genere quindi vivono in maniera orizzontale, mentre sia l?uomo che i vegetali, entrambi vivono in posizione verticale ed eretta e crescono verso l?alto.

La posizione verticale dell?uomo non ? una caratteristica marginale quanto una struttura fondamentale della nostra coscienza.

?L?albero del campo, che con pazienza ed insistenza si sviluppa verso l?alto e fa fiorire i suoi rami ai lati, ricorda la misura della crescita dell?uomo.

L?albero ha quattro parti: radici, fusto, rami e frutti. Le radici sono nascoste sotto terra e assorbono i materiali nutritivi, il fusto ? il corpo principale dell?albero e lo fa crescere verso l?alto, i rami si sviluppano verso i lati ed infine, nel caso di alberi da frutto, l?albero produce appunto i?frutti che permetto ad?altri di nutrirsi.

Esistono poi 4 elementi? dei quali l?albero ha necessit? per crescere e svilupparsi: la terra, l?acqua, l?aria ed il fuoco ( il sole). Gli uomini hanno anche loro necessit? degli stessi elementi.

La terra,?si deve ?piantare l?albero nella terra, in maniera orizzontale. La terra gli fornisce il nutrimento necessario alla crescita ed anche un posto per lo sviluppo delle radici. La cosa ha lo stesso senso anche per l?uomo. I nostri saggi ci insegnano nel Talmud, che un uomo che ha rami molto ampi, ma non ha radici forti nella terra ?un vento forte pu? capovolgerlo?. L?uomo ha bisogno di radici forti per poter affrontare i venti potenti. Da ci? deriva la necessit? di essere connessi alla tradizione, alla storia, alla comunit? in modo tale che l?uomo abbia una base solida.

L?acqua, l?acqua piovana viene assorbita dalla terra ed attraverso la struttura delle radici, arriva al fusto dell?albero, ai rami ed al resto. Senza acqua l?albero si rinsecchirebbe e morirebbe. Anche l?uomo ha bisogno di acqua, sia dal punto di vista fisico che spirituale. Di una bevanda esterna che sazi sia il corpo che l?anima. L?uomo non pu? dissetarsi dall?interno, da solo?ha bisogno di educazione, di uno studio e?di ispirazione sterne.??Come l?albero ha bisogno dell?acqua.

Aria, l?albero ha bisogno di aria per esistere, aria che contenga ossigeno, del quale l?albero ha bisogno per respirare e della anidride carbonica per il ciclo della fotosintesi. In una atmosfera senza equilibrio, l?albero ?soffoca e muore. Anche l?uomo ha bisogno di ossigeno. E? interessante notare che in ebraico la parola ?anima? ha radice nella parola ?respiro??come adire che l?anima ha bisogno anche di respirare?l?uomo ha bisogno dell?energia contenuta nell?aria per svilupparsi, per collegarsi con la realt? e la vita.

Fuoco, l?albero ha bisogno anche di fuoco, ovvero?la luce del sole, per esistere. L?energia solare assorbita attiva il processo della fotosintesi una reazione chimica primaria per lo sviluppo dell?albero. Anche gli uomini hanno bisogno di fuoco, di calore per poter esistere. Sia che si tratti di calore della famiglia, sia delle buone relazione con la societ? o dell?abbraccio della Comunit?, del suo popolo.

?Mi sembra che questo sia il compito della comunit? nella storia ebraica e nel mondo moderno: preoccuparsi che l?uomo ebreo abbia intorno a se i quattro elementi che gli permettano una crescita spirituale, culturale, sociale ed identitaria.? La comunit? deve preoccuparsi che l?uomo abbia terra e radici, acqua biologica ed acqua spirituale, aria che lui possa respirare per esistere ed essa deve anche preoccuparsi che lui abbia calore umano e sociale.?

Se una comunit? riesce a fornire i propri ?servizi? in questa maniera, allora potr? avere successo nel far vivere e far crescere uomini e donne ebrei eretti come alberi, che sono fieri della loro ebraicit?, che sanno affrontare in maniera eretta ogni vento che vorrebbe abbatterli, uomini e donne che hanno radici, fusti, rami e frutti.?

?

Buona festa degli alberi e dell?uomo.

?