Dopo tanti anni di attesa, la signora Anna – ebrea Subbotnik – ha ricevuto la cittadinanza israeliana

Dopo tanti anni di attesa, la signora Anna – ebrea Subbotnik – ha ricevuto la cittadinanza israeliana

Anna Lazarevna Bocharnikova, una delle leader della comunit? ebraica di Vysoki in Russia, ? venuta in Israele per fare Aaliyah (immigrazione ufficiale) quasi 9 mesi fa. Per lei il 4 luglio 2019 sar? per sempre ricordato come una data speciale della sua vita. E’ stato in questo giorno che ? stata invitata all’Ufficio Immigrazione di Gerusalemme per ricevere la sua “teudat zehut”, la carta d’identit?, dopo tanti anni di attesa.

Anna Lazarevna era in contatto con Shavei Israel gi? negli anni in cui viveva a Vysoki. La sua casa era un luogo d’incontro per la comunit? Subbotnik del luogo e le sue porte erano sempre aperte per celebrazioni, preghiere e lezioni di Torah.

Suo figlio era immigrato in Israele diversi anni fa, quando le porte dell’aliyah erano aperte agli ebrei Subbotnik, mentre lei aveva dovuto scegliere la via pi? difficile: studiare duro, fare una conversione ufficiale all’ebraismo con il tribunale rabbinico e solo allora fare richiesta di cittadinanza da Mosca. Non avendo ricevuto nessuna risposta dalle autorit?, aveva deciso di venire in Israele e dal posto fare ancora una volta la richiesta.

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Una storia personale: Isaac Mu?oz dal Messico

Una storia personale: Isaac Mu?oz dal Messico

Lavoriamo con molte realt? in tutto il mondo e vogliamo condividere con voi le incredibili storie dei membri di queste comunit? che ci rappresentano come volontari. Questi generosi individui ci aiutano ad organizzare le nostre attivit? nel miglior modo possibile, per raggiungere ancora pi? persone nelle aree dove risiedono. Una di queste persone ? Isaac Mu?oz?dal Messico, capo di una comunit? locale Bnei Anusim di Beit Moshe.

La comunit? Beit Moshe in Messico ? molto vivace e pronta a svilupparsi, rafforzando la sua connessione con l’ebraismo e le tradizioni ebraiche. Hanno gi? un mikveh e sono in contatto con Rav Elisha Salas, per consultazioni riguardo alle regole della vita ebraica. Isaac sottolinea come il loro scopo sia di avvicinarsi al percorso della Torah e trovare opportunit? per una conversione in loco tramite un Beit Din (tribunale rabbinico) ortodosso.

Nelle foto, Isaac con un altro membro della comunit?, e una bellissima funzione di Sukkot nella comunit? messicana.

I profili di Shavei Israel: Miquel Segura Aguilo di Maiorca

I profili di Shavei Israel: Miquel Segura Aguilo di Maiorca

Continuiamo a condividere con voi le storie delle persone senza le quali le attivit? di Shavei Israel non sarebbero cos? efficaci. Lavoriamo insieme per riconnettere gli ebrei e i discendenti di ebrei alle loro radici, grazie ai nostri rappresentanti e leader delle comunit? in tutto il mondo. Uno di questi ? Miquel Segura Aguilo di Maiorca, un Chueta ritornato all’ebraismo, giornalista e vice presidente della comunit? ebraica alle Baleari. Oltre al suo impegno per rafforzare, supportare e sviluppare la sua comunit?, ha investito tempo e conoscenza nel preservare il passato del suo popolo, pubblicando un affascinante libro dove narra la storia degli Chuetas.

La presentazione del libro “I Chuetas: una storia non conclusa”, si ? svolta la settimana scorsa nella sinagoga di Palma di Maiorca, alla presenza di pi? di 60 persone. Molte di queste sentono una connessione personale alla storia narrata: la comunit? Chuetas ha preservato in segreto le tradizioni ebraiche per secoli e adesso si trova in un periodo di rafforzamento sempre pi? solido della fede dei propri antenati. Lo scrittore ha fatto notare come la storia degli Chuetas sia divisa in due parti: la prima dal 1994 al 2003 quando Miquel ha conosciuto Michael Freund e il progetto di Shavei Israel, mentre la seconda dal 2003 fino ad oggi, quando lui assieme a molti altri amici hanno iniziato il loro formale processo di conversione e ritorno all’ebraismo.

Miquel ha spiegato come mai ha scelto il centro di Shavei Israel a Maiorca per la presentazione: senza una sinagoga, una comunit? ebraica e l’ebraismo descritti nel libro non avrebbero avuto luogo. Apprezza molto il ruolo che Shavei Israel ha svolto nella sua vita e ci ha detto che per lui l’organizzazione gli ha aperto le porte per tornare alle proprie radici e al suo popolo.

Un matrimonio ebraico in Nigeria

Un matrimonio ebraico in Nigeria

Recentemente, la comunit? di Lagos – unica nel suo genere – ha accolto ospiti da tutta la Nigeria, venuti per condividere la gioia (simch?) di Eri Ben Avraham e Tamar Bat Eri. La comunit? ebraica degli sposi ? la pi? grande del paese africano, include circa 100 famiglia di cui 4mila persone dalla Nigeria. Questi sono una minoranza dell’etnia Igbo, che si definisce come discendenti della Trib? Perduta di Israele, tuttavia non riconosciuta dallo Stato Ebraico.

La cerimonia ? stata officiata da uno dei leader locali, capo della comunit? di Lagos. Vi sono circa 70 comunit? ebraiche in Nigeria, fondate in tempi e circostanze diverse, ma questa ? la prima ed esiste da circa 20 anni. Questi centri hanno spesso pi? di un luogo di studio e preghiera, dove ci si riunisce per Shabbat.

Shavei Israel si congratula con gli sposi e augura loro ogni gioia e felicit? nel costruire la propria casa e nell’arricchire la loro identit? ebraica.

Sulle rovine di una sinagoga in Calabria, il primo matrimonio ebraico in 1500 anni

Sulle rovine di una sinagoga in Calabria, il primo matrimonio ebraico in 1500 anni

Questo articolo ? apparso su Arutz Sheva, ecco qui la nostra traduzione.

Per la prima volta in pi? di 1500 anni, le rovine di una sinagoga risalente al IV secolo, in Calabria, hanno fatto da sfondo per un matrimonio ebraico.

Roque Pugliese e Ivana Pezzoli, ambedue di origini Bene Anusim (discendenti degli ebrei del Regno spagnolo, forzatamente convertiti al cattolicesimo durante l’Inquisizione), si sono sposati la scorsa settimana sotto la chupp? (baldacchino nuziale) in una cerimonia emozionante e unica sul sito della sinagoga, la seconda pi? antica mai ritrovata in Europa.

I genitori del dottor Pugliese hanno nascosto le loro radici ebraiche durante la sua infanzia in Calabria e Argentina. Dopo avere riscoperto le sue radici, Pugliese ha deciso di fare un ritorno formale all’ebraismo con l’assistenza di Shavei Israel.

Mentre la dottoressa Pezzoli ? cresciuta con alcune tradizioni ebraiche in famiglia, anche se non ne conosceva il motivo. Dopo avere fatto ricerche approfondite, ha scoperto di avere antenati ebrei e ha iniziato a studiare intensamente l’ebraismo per pi? di otto anni prima di fare una conversione formale.

Pugliese e Pezzoli, ambedue medici nell’ospedale della localit? dove risiedono, adesso vivono da ebrei osservanti.

Il matrimonio ? avvenuto marted? 4 giugno, nell’area archeologica adiacente a Bova Marina, dove sono stati ritrovati i resti di una sinagoga nel 1983, durante l’asfaltamento di una strada. Sono venuti anche alla luce un mosaico policromo con la rappresentazione di una mener?, uno shofar, un lulav ed un etrog, cos? come le nicchie di un Aron HaKodesh, detto Arca per contenere i rotoli di Tor?. Le rovine sono rivolte a Gerusalemme, ovviamente. Pugliese e Pezzoli hanno scelto il parco archeologico proprio per onorare i propri antenati.

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Fernando Flores Castaneda e il suo aiuto alla comunit? ebraica in Guatemala

Fernando Flores Castaneda e il suo aiuto alla comunit? ebraica in Guatemala

Il team internazionale di Shavei Israel include capi delle comunit? e volontari che cercano di organizzare il nostro lavoro nel modo pi? effettivo possibile, cercando di migliorare la qualit? della vita ebraica nelle comunit? sparse in tutto il globo. Vi presentiamo Fernando Flores Castaneda dal Guatemala, attuale presidente del Shaar Hashamaim Jewish Zionist Center di Guatemala City.

Fernando, 44 anni, lauree in amministrazione d’imprese, economia e teologia, unisce il suo lavoro nella pi? grande catena di negozi di ottica dell’America Latina con il gestire progetti ebraici in citt?. Nel 2005, assieme alla sua famiglia e agli amici, ha decido che l’ebraismo era il percorso della sua vita.

“Non ? stato un viaggio facile, ma abbiamo resistito”, ricorda. Da allora si ? sposato e ha avuto due figli, Yosef e Beniamino.

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Una storia Bnei Anusim: due cucine ma nessuno ne conosceva il motivo

Una storia Bnei Anusim: due cucine ma nessuno ne conosceva il motivo

Arutz Sheva ha intervistato Sarah Israel, una discendente di “marrani” (gli ebrei forzatamente convertiti al cattolicesimo durante l’Inquisizione), che ha trovato la sua strada di ritorno all’ebraismo in Spagna.

Sarah ha raccontato di come sua madre abbia fatto una lunga ricerca spirituale attraverso diverse religioni, trovandosi soddisfatta solo nell’ebraismo. A quel punto anche Sarah ha seguito i suoi interessi. Si trov? cos? a partecipare ad uno Shabbat organizzato dall’emissario di Shavei Israel in Spagna.

“A quell’incontro ho sentito parlare dei Bnei Anusim”, ci dice, “ma ancora non sentivo nessuna connessione tra i cosiddetti marrani, me e la mia famiglia.” All’epoca voleva solo unirsi al popolo ebraico come Ruth la Moabita, ma durante la serata si inizi? a parlare delle tradizioni e degli usi ebraici, in particolare di quelli tramandati tra i Bnei Anusim di generazione in generazione.

E cos? si ricord? di alcuni usi tipici della sua famiglia, come spaccare un bicchiere durante i matrimoni, cosa che nessuno in famiglia riusciva a spiegare. Sarah si ricord? anche di come in casa di sua nonna ci fossero due cucine, senza una valida ragione. Quando la nonna mor? la appoggiarono per terra. Successivamente, parlando con i dipendenti delle inumazioni ebraiche di Madrid, venne a sapere che anche questo ? un uso ebraico per quelle persone che muoiono in casa.

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Il rabbino di Shavei Israel si ? recato nel kibbutz di Gilgal

Il rabbino di Shavei Israel si ? recato nel kibbutz di Gilgal

Durante le ultime feste di Pesach, l’emissario di Shavei Israel Rav Elisha Salas assieme alla moglie Avigail, si sono recati nel Kibbutz Gilgal, nome gi? noto dai tempi biblici.

“La visita ? stata guidata da Shmil Rosenblau, uno dei pi? anziani abitanti del kibbutz, che conoscendone cos? bene la storia ha parlato con orgoglio ed entusiasmo dei suoi momenti pi? significativi e dei luoghi simbolici.

Come tutto in Israele, Gilgal ? un luogo magico dove antico e moderno coesistono, permettendoci di viaggiare nel tempo. E ci sono cos? tante cose da imparare!

Quindi, grazie al nostro amico Shmil, abbiamo attraversato i millenni, partendo dall’arrivo del popolo ebraico in Israele che era passato proprio da Gilgal, dopo avere attraversato il Giordano circa tremila anni fa (Giosu? 4:20 – 5:12), attraverso la conquista di Gerico (Giosu?, capitolo 6), le vite dei profeti Elia e Elisha (Re, 2:1-22), fino ai momenti della storia moderna, dove abbiamo visto le trincee e le installazioni militari degli anni ’60 e ’70.

Shmil ci ha fatto vedere tutto il kibbutz, dedicato principalmente alla coltura dei datteri e alla produzione di latte. Visto che eravamo l? durante la settimana di Pesach, anche il cibo per le mucche era casher le Pesach!

Volevamo andare a Gilgal proprio perch? ? stato l? che Pesach ? stato celebrato per la prima volta, poco dopo l’entrata in Terra d’Israele del popolo guidato da Giosu?.

Per noi ? stato veramente un viaggio meraviglio! Grazie mille, Shmil!

La volontaria di Shavei Israel e le sue feste di Pesach in Polonia

La volontaria di Shavei Israel e le sue feste di Pesach in Polonia

Shosh Chovav, la volontaria di Shavei Israel aveva gi? trascorso dei periodi in Polonia, insegnando ebraico e rafforzando le connessioni tra gli ebrei polacchi con lo Stato di Israele e le tradizioni ebraiche. Questa volta ha trascorso le feste di Pesach a Lodz. Come ci ha raccontato, il programma di questa visita era molto ricco e includeva molti eventi emozionanti, laboratori, e ovviamente il Seder di Pesach.

Alla vigilia di Pesach, Shosh e Rav Dawid Szychowski hanno organizzato laboratori ed eventi speciali, in particolare per le donne della comunit?.

La comunit? di Lodz ha accolto calorosamente Shosh e come sempre aspetta un suo ritorno a breve!

? venuto a mancare l?Admor di Kaliv

? venuto a mancare l?Admor di Kaliv

Nato in Germania nel 1923 rabi Menachem Mendel Taub viene deportato nel 43 ad Aushwitz dove verr? usato come cavia per esperimenti che gli impediranno per tutta la vita di avere figli (per lo stesso motivo non gli ? mai potuta crescer la barba). Dopo la Shoa fugge in Svezia e successivamente in Erez Israel dove nel 1963 fonda il centro della hasidut Kaliv. Nel 1980 si trasferisce a Bene Berak, dove trascorrer? gli ultimi anni di vita, nella trasmissione della Tor? e della sua storia di superstite alla Shoa. Questo grande uomo ci ha insegnato, come le pi? grandi risposte all?odio vissuto in prima sulla sua pelle, siano la potenza della Tor? nella grandezza dello stato di Israele.
Sia il suo ricordo di benedizione!