La conoscenza e il suo valore

Di Rav Yitzhak Rapoport

Oggi ho letto il fumetto provocatorio e divertente “Calvin and Hobbes” (il cosiddetto “comic strip”, un breve fumetto di poche immagini pubblicato su alcuni giornali). Questo fumetto cerca sempre di presentare la stupidità del genere umano. In questo caso lo scolaro Calvin si lamenta a Hobbes, che è il suo giocattolo, della maestra che non ha accettato il suo compito a casa, dove avrebbe dovuto scrivere un tema sulle foglie, e invece alla fine ha dato semplicemente alla maestra un po’ di foglie e ha scritto che provengono da un altro pianeta. Calvin dice con stupida testardaggine a Hobbes pensieroso, che la maestra si pentirà di avere “banalizzato” il suo lavoro, quando “gli ospiti da un pianeta alieno” la rapiranno assieme alle foglie. (Calvin si rende conto, di avere semplicemente inventato tutta la situazione). Un totalmente frustrato Calvin comincia a strappare delle foglie dal cespuglio più vicino e chiede a Hobbes, a cosa serve poi una conoscenza delle foglie?! Hobbes guarda le foglie nelle mani di Calvin e gli chiede retoricamente: “ma non sono quelle foglie molto velenose, che provocano una fastidiosa irritazione sulla pelle, delle quali aveva parlato a lezione la maestra?” Il messaggio è chiaro, che la conoscenza delle foglie, che Calvin riteneva assolutamente inutile e per questo l’ha banalizzata, gli era invece necessaria, per non avere questa dolorosa irritazione.

Ho quindi subito pensato all’haftarà della settimana scorsa, in cui abbiamo letto della rianimazione di un giovane da parte del profeta Elia (Secondo Libro dei Re, capitolo IV). La connessione tra la Parashà di quella settimana e la sua Haftarà è la seguente:

Nella Parashà della Torà Josef chiede a qualcuno dove si trovino i suoi fratelli, ma la Torà non ci da nessuna informazione, chie era quest’uomo a cui Josef chiedeva informazioni. Così come nella Haftarà, il Libro dei Re non ci dice cosa è successo dopo a questo giovane, che il profeta Elia aveva rianimato, e noi non ne sappiamo più nulla di lui. Continue reading “La conoscenza e il suo valore”