Un laboratorio di candele per Shabbat

Rav Avraham Latapiat, emissario di Shavei Israel in Cile, ha organizzato un laboratorio per bambini speciale, nel locale Talmud Torah (doposcuola ebraico), per spiegare loro l’importanza del rispetto di Shabbat e di come preparare candele artigianalmente e organizzare la tavola di Shabbat.

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Viaggio nella Napoli Ebraica – parte IV (e ultima)

Continuiamo il racconto sulla Napoli Ebraica, pubblicato da Ariel Borestein sul giornale israeliano Israel HaYom a questo link.  I precedenti episodi tradotti in italiano, si trovano sul nostro blog www.anousimitalia.shavei.org

Tradizionalmente osservante

Internet gioca un ruolo centrale nella storia della rinascita degli Anusim. Negli ultimi cento anni, gli abitanti dell’Italia meridionale, inclusi quelli che sospettavano di avere origini ebraiche, non avevano modo di attingere alle informazioni sull’ebraismo. La crescita della rete ha ampiamente risolto questo problema. Chiunque volesse interessarsi alla storia della propria famiglia, poteva leggere dei Marrani, venire a conoscenza di storie simili e trovare sostegno nella continuazione del processo. Quindi, una comunità virtuale di Anusim è cresciuta in rete, ed è ritenuta il catalizzatore del viaggio di ritorno all’ebraismo, per molti di loro.

Ma ancora oggi, le tracce dei Marrani in Italia meridionale, non sono semplicemente virtuali. Come già detto, Ciro vaga nelle viuzze del centro di Napoli ed è come se facesse un viaggio nel tempo. Per esempio nella zona di Bacoli: è qui che nel Cinquecento vivevano molti Marrani, ed è qui che crearono una comunità che ancora in segreto osservava alcune tradizioni ebraiche. Molte famiglie, per allontanarsi dai ferrei controlli della Chiesa, hanno lasciato le zone adiacenti il mare, vicino a Posillipo, per stabilirsi in un’area fuori dal perimetro cittadino, Bacoli per l’appunto. Gli antichi muri non vogliono svelare tutti i loro segreti, ma in alcuni edifici sono stati ritrovati un mikve e una sinagoga.

Allo stesso tempo, più prove sono emerse. Nei registri della chiesa di S. Anna, a cui Bacoli appartiene, non vi sono registri di matrimoni o battesimi di Marrani fino al 1704. Sembrerebbe incredibile che duecento residenti di Bacoli siano rimasti fedeli alla loro religione di provenienza e non abbiano assecondato il potere delle cristianità. Continue reading “Viaggio nella Napoli Ebraica – parte IV (e ultima)”

Piccolo sentiero halachico per le tre settimane ben hametzarim.

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Queste poche righe non vogliono essere una guida completa per il periodo ed i giorni che stiamo vivendo, piuttosto si propongono come una sorta di sentiero halachico per le tre settimane ben hametzarim (Geremia 1,3) ma, in casi particolari, rivolgersi ad un rav sarà opportuno.

 

 

I divieti che cominciano con il  digiuno del 17 di Tamuz e ci conducono  fino al digiuno del 9 di Av servono a costruire intorno a noi una atmosfera di crescente lutto che, culmina, appunto in un digiuno, quello del 9 di Av che come lo Yom Kippur dura da sera a sera e non dall’alba al tramonto come per  gli altri giorni di digiuno,17 di Tamuz compreso.

Il crescendo dei divieti si esprime lungo le tre settimane in questo modo e con queste tappe:

• dal 17 di Tamuz

• dal Rosh Chodesh (primo giorno del mese di) Av

• la settimana in cui cade il 9 di Av, fino al digiuno

• la vigilia del 9 di Av.

• il giorno successivo al 9 di Av (nel quale il  Bet Hamiqdash continuò a bruciare)

 

Sull’applicazione delle regole esistono tradizioni diverse e in generale gli Ashkenazim tendono ad essere più rigorosi.

Trattandosi di una material tendenzialmente complicata, riassumo per contesti e momenti di vita ogni probabile minhag.

 

Matrimoni: non si celebrano matrimoni, secondo le opinioni prevalenti, in tutto il periodo; per

alcuni Sefardim dal Rosh Chodesh Av. Non si fanno i preparativi per i matrimoni (corredo ecc.) che possono essere rinviati a dopo .

 

Restauri e abbellimenti domestici privati: da non eseguire nei nove giorni di Av. Riparazioni essenziali e che non possono essere rimandate  sono permesse.

 

Frutta nuova, sulla quale si recita la benedizione shehecheyanu: non si mangia in tutto il periodo, fino al 10 Av compreso, tranne che di Sabato. Se dopo il periodo il frutto sarà irreperibile si può mangiare, ma preferibilmente di Sabato.

 

Vestiti nuovi per i quali si recita la benedizione shehecheyanu: non si indossano da Rosh Chodesh fino al 10 Av compreso, compreso il Sabato. Proibito tagliarli, cucirli e acquistarli; le scarpe per il 9 di Av, che devono essere senza pelle, si possono comprare nuove (indossandole un momento nella settimana precedente).

 

Controversie legali e liti con non ebrei: da evitare nei primi dieci giorni di Av.

 

Manifestazioni di gioia: deve essere tutto ridotto a meno che non si tratti dioccasioni che non possono essere rimandate in cui bisogna seguire regole precise (milà ecc.).

 

Taglio dei capelli e della barba: per gli Ashkenazim proibito in tutto il periodo, per molti Sefardim e per gli Italiani è proibito solo nella settimana del 9 di Av.

 

Pettinarsi, tagliarsi le unghie, lucidare le scarpe: permesso in tutto il periodo (Shabbat escluso ovviamente!).

 

Lavare abiti e indossare abiti puliti: la regola proibisce di lavare gli indumenti anche se non si indossano e di indossare abiti puliti anche se sono stati lavati prima; questo nella settimana in cui cade il 9 di Av (Sefarditi, Italiani) o da Rosh Chodesh (Ashkenazim). Per ovviare alle difficoltà dato  il clima caldo, si suggerisce, alla vigilia del periodo proibito, di preparare tutta la biancheria e gli altri abiti che si pensa di indossare, di indossarli per breve tempo (rav Ovadia Yosef dice un’ora) e quindi  riusarli quando serviranno nei giorni successivi.

 

Lavaggio del corpo: proibito con acqua calda dal Rosh Chodesh (Ashkenazim e Italiani) o solo nella settimana del 9 di Av (maggioranza dei Sefardim). Comunque permesso alla vigilia di Shabàt. Permessa la tevillà in acqua calda alle donne

(in tutto il periodo, escluso ovviamente il 9 di Av); agli uomini che hanno l’abitudine di farla alla vigilia del Sabato è permessa in acqua calda, negli altri giorni preferibilmente in acqua fredda. Il bagno in mare non è incluso nel divieto, secondo i Sefardim. Alcuni Ashkenazim proibiscono anche il lavaggio del corpo intero con acqua fredda.

 

Pulizia della casa: c’è chi usa non farla nella settimana precedente, ma l’opinione prevalente è di permetterla. Secondo l’uso italiano e sefardita si pulisce casa dopo minchà del 9 di Av.

 

Carne: proibito mangiarla da Rosh Chodesh (qualcuno lo esclude dal divieto, non gli Italiani) fino al 10 compreso (maggioranza dei Sefardim). Di Sabato è permessa. La carne che avanza dal pasto sabatico secondo alcuni si può finire l’indomani. Si possono comunque cucinare cibi in recipienti di carne puliti. La carne dei volatili è compresa nel divieto e si può permettere in prima istanza a chi

deve per motivi di salute mangiare carne.

 

Vino e alcolici: c’è chi si astiene dal vino dal Rosh Chodesh, chi si limita alla settimana del 9 chi non si astiene affatto (alcuni Sefardim); di Sabato il vino è

Permesso. Birra e alcolici sono comunque permessi