Dall’Ucraina a Eretz Israel: la storia di Reuven Yaari

Abbiamo incontrato per la prima volta Reuven Yaari negli uffici di Shavei Israel poco dopo il suo arrivo in Israele dalla piccola cittadina di Reni, in provincia di Odessa nell’Ucraina meridionale. Si era stabilito qui con la famiglia di suo zio, da allora sono passati diversi anni.

Oggi Reuven ha 21 anni, studia nella yeshivà “Machon Meir” a Gerusalemme, è divenuto ufficialmente ebreo ottenendo finalmente i suoi documenti. Reuven ci racconta del suo percorso spirituale, della vita della comunità ebraica di Odessa e dei suoi progetti in Israele. Ci fa vedere la sua teudat zeut, la carta d’identità israeliana che ha appena ricevuto.

Reuven è nato a Reni, cittadina dalla storia interessante, ma la sua famiglia proviene dal villaggio di Burlaceni in Moldavia. Suo nonno, Fedor Yalanzhi (oggi chiamato Avraham), era nato nella comunità dei Gaugazi e si era interessato all’ebraismo durante il suo servizio nell’esercito sovietico. Lì aveva incontrato Israel, un ebreo religioso, con il quale aveva discusso di spiritualità, storia del popolo ebraico, costumi e tradizioni. Queste discussioni spinsero Fedor a divenire ebreo, tramite il processo della circoncisione. Diverse famiglie della zona seguirono il suo esempio.

Nonostante le difficoltà presentate dal regime sovietico, la comunità voleva espandersi e approfondire la propria conoscenza. All’inizio si raccoglievano in casa di Fedor, dove leggevano i passi dell’Antico Testamento in russo, prima di portare una vera e propria Torah da Israele.

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Elisa Schwartzman si racconta

Da quando ero bambina sapevo di essere ebrea; sapevo anche di non potere mai rivelare la mia identità.

E’ difficile credere che nel XXI secolo un ebreo debba ancora nascondere la propria ebraicità, ma è proprio quello che mi è successo crescendo a Dnepopetrovsk, in Ucraina negli ultimi 20 anni. Sì, ufficialmente vi è una vita ebraica in Ucraina, migliaia di ebrei frequentano la sinagoga e la comunità nella mia città natale. Ma decine di migliaia ancora temono ripercussioni rivelando la mondo intero la loro identità. Io sono una di queste persone, e solo dopo il mio trasferimento a Cracovia ho potuto rivelare il mio segreto. Questo sarà il felice finale che racconterò tra un po’.

I miei primi ricordi ebraici sono molto positivi. Mi sentivo speciale, ero orgogliosa. Avevo 6 anni e sentivo di fare parte di questo club esclusivo e volevo parlarne a tutti. E quindi il primo giorno di scuola, quando la maestra ci ha detto di dire qualcosa su di noi (ho un pony, mi piacciono i gelati, sono mancino…) io con un grande sorriso ho esclamato: SONO EBREA! La maestra impallidì, l’esercizio finì lì e ci disse di rimetterci sui nostri quaderni.

Quella sera i genitori mi dissero di quanto fossero delusi dal ricevere una telefonata del direttore che si lamentava del mio cattivo comportamento. Non capii all’epoca, non capisco nemmeno adesso a 22 anni, ma seguii gli ordini di mio padre e non ne parlai mai più con gli amici.

Eliza con amici del JCC
Eliza con amici del JCC

Fino a quando non compii 14 anni e incontrai il mio primo amore. Si chiamava Dimitri ed eravamo innamorati. Ci divertivamo molto insieme. Ero convinta che Dimitri fosse l’amore della mia vita e quindi gli rivelai il mio segreto – sono ebrea. Sul momento Dimitri non ne fu colpito, fino a quando non parlò con i suoi genitori. Lo chiamai il giorno dopo, ma nessuno rispose. Infine andai a casa sua per parlargli – dove ero stata così tante volte –  e gridai “cosa è successo?”. La sua risposta mi da i brividi ancora oggi.

“Non parlarmi mai più Eliza, sei disgustosa, voi siete cattiva gente, vorrei che fossi morta”.

 

Ero totalmente confusa, non capivo più niente.

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