Le comunità di Shavei Israel celebrano il 70esimo compleanno di Israele

Israele ha celebrato il suo 70esimo compleanno assieme alla sua festa d’Indipendenza – Yom Hatzmaut.

E’ stata una grande giornata per Shavei Israel, il cui nome significa letteralmente “Israele Ritorna”.

 

Ed ecco come hanno festeggiato le nostre comunità, che sosteniamo in tutto il mondo:

El Salvador

La comunità Beit Israel di Bnei Anousim in San Salvador ha celebrato Yom Hatzmaut con preghiere nella sinagoga, raccontando la storia del nostro popolo e cantando l’Hatikva, l’inno nazionale israeliano.

 

Bnei Menashe

Yom Ha’atzmaut viene sempre celebrato con grande stile negli stati indiani del Manipur e Mizoram e quest’anno non è stato diverso. 800 persone si sono riunite in tre luoghi diversi e hanno festeggiato con cibo, canti e balli. Nel Mizoram è stata issata la bandiera israeliana ed è stata eseguita la famosa danza del luogo “bamboo dance”.

Mentre per i Bnei Menashe già in Israele sono state organizzate varie feste, in particolare nel centro di assorbimento di Kfar Hasidim. Ecco alcune foto:

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Yom Hatzmaut – I primi 70 anni di Israele

In quanto appartenente alla comunità degli italkim, italiani di Israele, ho scoperto un nuovo senso di identità nazionale italiana in “Diaspora”  con la partecipazione ai festeggiamenti per il 2 giugno, la Festa della Repubblica. Se in Italia il 2 giugno  era oggettivamente un giorno di festa o un week end da organizzare in funzione dell’eventuale “ponte” che il 2 giugno poteva portare con sé, in Israle  il 2 giugno è diventato un appuntamento con una parte di me, un momento di condivisione sociale ed un giorno  di orgoglio per l’incontro tra la Storia italiana, l’identità degli ebrei italiani e le relazioni tra Italia ed Israele.

Con questi sentimenti e queste sensazioni  mi pongo la domanda sul senso dei festeggiamenti di Yom HaAtzmaut in Diaspora.  Non che mi stia chiedendo se abbia o non abbia un senso per l’ebreo della Diaspora il gioire per l’esistenza dello Stato di Israele, ma mi chiedo a livello più profondo, quale possa essere il suo senso. Che senso ha, quindi,  la partecipazione degli ebrei della Diaspora alla ricorrenza di Yom Ha Hatzmaut, giorno della fondazione dello Stato di Israele? Non si rischia che il canto dell’Ha Tikvà nelle sinagoghe di Roma, Londra o New York qualcuno possa ascoltarlo come espressione di uno spirito nazionalista che lega la Diaspora ad Israele in maniera “preoccupante” per molti ebrei Diasporici? Continue reading “Yom Hatzmaut – I primi 70 anni di Israele”

Parashà Shoftim – Cosa occorre per un governo ideale?

Seguendo le tematiche di tutto il libro di Devarim, che riguardano lo sviluppo di una società ideale in terra di Israele, questa parashà si chiede di cosa abbia bisogno un gruppo di persone per acquisire il carattere di “società”. E’ forse sufficiente parlare la stessa lingua, abitare in spazi contigui ed avere referenti comuni? La Torà risponde enumerando i capisaldi che sosterranno una società armonica, colonne su cui ci si appoggerà per crescere e per dirimere i propri conflitti, per applicare la giustizia e per condividere e realizzare sogni ed ideali comuni.

“Giudici e poliziotti porrai per te in tutte le città che l’Eterno tuo Dio assegnerà alle tue tribù”.

In primo luogo, una società richiede una Legge, un potere Giudiziario, Giudici che distinguano tra il compimento e la trasgressione, che siano capaci di interpretare la Legge, di applicarla in ogni contesto e di creare una giurisprudenza partendo da essa. Nel corso della storia ebraica ci sono stati tribunali magnifici ed in talune occasioni, come nell’epoca in cui viviamo, il ruolo dei giudici è stato svolto da filosofi, studiosi e rabbini. La sostanza prevale sulla forma: può esercitare la giustizia solo colui che, più degli altri, dedica la sua vita alla sapienza ed alla santità.

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