Parashà Vayetzè – I due sogni

Mio nonno, il rabbino Joseph Baumol, ha notato una volta che la Torah con chiarezza parla di due sogni di Giuseppe; un solo sogno di diventare governatore non era bastato. Perché? Che differenza c’è tra il sogno delle stelle e quello dei campi di grano? Mio nonno mi ha spiegato che si trattava di una esperienza tipica degli avi di Giuseppe.

Dio ha parlato ad Abramo sia nella dimensione spirituale che in quella pratica. Ha tramandato ad Abramo sia un messaggio di benedizione materiale, così come di profezia storica. Anche Isacco ha ottenuto una benedizione e la promessa di continuità del suo popolo, così come la promessa di ottenere enormi territori.

Ma cosa più importante, è Giacobbe ad avere fatto due sogni: la prima volta gli apparivano degli angeli, mentre la seconda ha sognato delle pecore. Il messaggio ottenuto da Giacobbe non potrebbe essere più chiaro: avere due missioni, due sfere nelle quali servire Dio e aiutare l’umanità, la sfera spirituale come quella materiale.

La vita di Giacobbe consisteva nel fare diventare realtà queste istruzioni divine. Cercava di portare a termine la sua missione di vivere nella Terra di Israele e creare un popolo, allo stesso tempo lodava il Signore e ricordava al mondo della natura spirituale della nostra esistenza.

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Dall’Ecuador a Gerusalemme – esaudiamo il sogno per il Bar Mitzva di David

David Peretz è un ragazzo di 12 anni che vive a Gerusalemme e come tanti altri ragazzi ebrei si sta preparando per il suo Bar Mitzva. Però la sua storia è un po’ differente…

David e la sua famiglia provengono dall’Ecuador e hanno fatto una strada lunga e tortuosa. David assieme ai due fratelli e ai suoi genitori, hanno fatto aliyà due anni fa con l’aiuto di Shavei Israel. La sua famiglia si è avvicinata all’ebraismo nel 2014, quando suo padre Yochana conobbe il nostro emissario in Colombia, Rav Shimon Yehoshua.

La famiglia Peretz decise così di fare un processo di conversione formale a Miami, ma prima hanno dovuto passare un anno in Colombia, con la comunità seguita da Rav Yehoshua. Dopo essersi convertiti hanno capito che per vivere il proprio ebraismo con più autenticità, dovevano vivere in Israele. Hanno fatto aliyà e vissuto in un primo tempo a Carmiel, nel nord del paese, fino a quando non si sono trasferiti a Gerusalemme.

David e la sua famiglia sono molto orgogliosi di avere fatto un percorso così significativo, e Shavei Israel è stata con loro dall’America Latina fino ad Israele. Adesso possiamo tutti contribuire e aiutare la famiglia Peretz ad esaudire il sogno di David, organizzando un bellissimo anche se modesto ricevimento per il suo Bar Mitzva a Gerusalemme, un momento che resterà per lui indimenticabile.

David and his family are deeply grateful to have come so far, and Shavei Israel has been with them all along the way from South America to Israel. Now you can also join our efforts and help the Peretz family to make David’s dream come true and organize a modest yet beautiful, and unforgettable bar-mitzvah celebration in Jerusalem. 

Dona adesso per essere parte della festa!

Parashà Vayetzè – La Diaspora

Genesi 28, 10-11: “Giacobbe partì da Beer-Sceba e giunse a Charan. Capitò in un certo luogo, e vi passò la notte, perché il sole era già tramontato.”

Il Talmud Chullin 91b interpreta questo versetto seguendo un filo interpretativo molto preciso.

Yaakov va a Charan, dopo di che “capita” in un certo luogo (makom), che è il posto dove egli sognerà gli angeli che salgono e scendono sulla scala e sappiamo che quel luogo è ancora in terra di Israele. Come è dunque possibile che egli fosse giunto a Charan? Per risolvere questa difficoltà del testo il Talmud afferma che Yaakov era giunto a Charan, ma poi era tornato indietro verso la terra di Israele e questo suo ritornare fu benedetto con un miracolo che accorciò per lui le distanze da Charan ad Israele, facendo in modo che egli potesse coprire quel tragitto in poco tempo. Yaakov torna indietro, stando a questa interpretazione, perché si rende conto di essere passato oltre il luogo dove i suoi padri, Avraham ed Itzhak, avevano pregato ed allora si decide a tornare indietro e miracolosamente “capita” in quel luogo che altro non era che il monte Moriah, il posto dove sarebbe stato costruito il futuro Bet HaMikdash. Continue reading “Parashà Vayetzè – La Diaspora”