Parashà Vayeshev – Essere dei sognatori

La parashà di Vayeshev si apre con le parole: “Questa è la discendenza di Giacobbe. Giuseppe…” Frase abbastanza strana per il semplice fatto che i figli di Yaakov erano dodici e non solo Yosef-Giuseppe.

Rashi cita tre ragioni per le quali Yosef viene indicato come il discendente di Yaakov.

Prima di ogni cosa il motivo fondamentale per il quale Yaakov ha servito Lavan era il matrimonio con Rachel, la madre di Yosef. In secondo luogo le fattezze e l’aspetto esteriore di Yosef erano esattamente identiche a quelle di Yaakov ed in ultima analisi tutto ciò che è accaduto a Yaakov è anche accaduto a Yosef: entrambi sono stati odiati, entrambi avevano fratelli che li avrebbero voluti uccidere.

Il Midrash, Bereshit Rabba 84,6, aggiunge poi altre analogie tra padre e figlio, quali: entrambi sono nati da madri sterili con difficoltà nel parto, entrambi hanno avuto ricchezze nella loro vita, entrambi hanno trascorso molti anni fuori dalla terra di Israele, entrambi sono morti in Egitto e lì sono stati imbalsamati in attesa di una vera sepoltura in Israele. Continue reading “Parashà Vayeshev – Essere dei sognatori”

Parashà Mikketz – La rivoluzione che opera nel materiale dell’universo spirituale

In questa parashà ci troviamo di fronte all’uomo dai ruoli multipli. Yosef è il sognatore e l’interprete dei sogni. Egli governa l’Egitto, senza però dimenticare il proprio ruolo di figlio e di fratello. A volte egli è un uomo legato con gli elementi materiali ed a volte con l’universo spirituale.

In questa nostra Parashà il re dell’Egitto ha un sogno misterioso: nella sua prima parte, sette vacche magre e brutte che divorano sette vacche robuste e belle. Nella seconda parte, sette spighe sottili che divorano sette spighe belle ed abbondanti. La cosa straordinaria è che anche dopo aver divorato animali o vegetali abbondanti e belli, gli esseri magri e squallidi restano uguali senza che avvenga nessun cambiamento nel loro aspetto. Il Faraone è preoccupato: i suoi consiglieri provano inutilmente a spiegare il suo sogno. Non riuscendo a convincerlo diventa necessario eliminare l’umiliazione e ricorrere a Yosef, il consigliere ebreo, per ottenere la sua opinione.

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La paura del cambiamento -Parashat Vayeshev

Rav Eliahu Birnbaum

Tutti i personaggi centrali di Bereshit sognano: Avraham, Itzhak, Yaakov e persino Yosef affrontano la vita con un piede nella realtà temporanea e l’altro nel mondo dei sogni, del desiderio, della ricerca spirituale e dell’utopia.

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In questa parashà Yosef si incontra con i suoi fratelli e tale incontro mette in crisi il rapporto tra una realtà tradizionalista e un sogno radicale. I fratelli avevano buone ragioni per odiare Yosef: era ostinatamente il preferito del loro padre, come lui era un sognatore e ne aveva adottato il linguaggio e il modo di pensare; la sua ricerca spirituale era loro estranea.

Tra tutti i conflitti che, a questo punto della sua vita, Yaakov ha già dovuto affrontare, questo è il primo che capita all’interno della sua famiglia. Yaakov ama Yosef più degli altri suoi figli, perché Yosef è il figlio di Rachel, il suo primo e più grande amore e perché egli a sua volta è un sognatore. Nel donargli una tunica a strisce, simbolo di un sentimento ancor prima che di ricchezza, Yaakov rende manifesta la sua preferenza per Yosef e per questo gli altri suoi figli cominciano ad odiarlo fino al punto di non essere più capaci di parlare con lui in modo pacifico.

Ciò che dà fastidio ai fratelli di Yosef non è il valore economico della camicia. Secondo quanto ci spiega il Talmud questa era costata 2 selaim, un prezzo molto basso. Ciò che dà fastidio ai fratelli di Yosef è il valore affettivo dell’oggetto: per creare distanza e rancore tra fratelli non abbiamo bisogno di grandi regali, di auto e di tecnologia, basta una piccola differenza nell’amore che si dimostra: una differenza che spesso non richiede, né tantomeno può, essere spiegata. Considerando il fatto che una tunica possa aver avuto una simile influenza sul destino di Israele, il Talmud conclude che non vi debbano essere differenze né materiali, né affettive nei confronti dei figli, poiché il danno procurato è molto maggiore rispetto al beneficio.

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