Parashà Lech Lechà – Avvicinarsi alla spiritualità

Chi era Lot nipote di Avraham? Uno tzaddik o un rashà? Un giusto o un empio?

Secondo Rabbi Yehuda (Bereshit Rabba 41, 8) Dio si infuriato con Avraham perché ha lasciato partire Lot, mentre secondo Rabbi Nechemia (ibidem) Dio si è infuriato con Avraham perché ha permesso a Lot di vivere con lui.

Tutto questo non aiuta a rispondere alla domanda iniziale: Lot era giusto o empio?

Lot era entrambe le cose. A Sodoma, in un contesto di malvagità legalizzata, dato che gli abitanti di Sodoma avevano dichiarato punibile di morte, Lot era un giusto perché ha rischiato la propria vita e quella dei suoi cari per ospitare gli angeli inviati da Dio. Ma la domanda a questo punto è una sola: “Cosa ci faceva il nipote di Avraham a Sodoma?” Ed ecco che quindi siamo costretti ad ammettere che Lot era anche un materialista sfrenato: il suo amore per la ricchezza ed il guadagno lo hanno reso cieco portandolo a vivere in una società completamente lontana dai valori della famiglia di suo zio Avraham.

Ed allora perché Avraham ha tenuto Lot accanto a sé nonostante questo suo aspetto problematico? Avraham era animato, nei confronti di Lot e del mondo in genere, dal chessed, dall’amore disinteressato e dalla volontà di portare il prossimo ad un livello spirituale consapevole e superiore. Continue reading “Parashà Lech Lechà – Avvicinarsi alla spiritualità”

L’Uomo che trascende se stesso – Parashat Vaierà

Rav Eliahu Birnbaum

adi_holzer_werksverzeichnis_835_abrahams_opferAbramo, in questo momento della sua biografia, si presenta come un libero pensatore che può, con onestà, rifiutare le concezioni di vita della maggioranza della popolazione della sua epoca: un uomo coraggioso, anticonformista, che non si arrende al conformismo e non ha paura di confrontarsi con il mondo culturale e sociale in cui è inserito. Abramo è al tempo stesso un guerriero ed un uomo che si prodiga per la propria famiglia, per il prossimo e per la società intera. Si tratta di un uomo eccezionale che si pone dilemmi e domande perché vuole capire.

Ci troviamo, in un primo tempo, di fronte all’episodio nel quale appaiono tre sconosciuti che attraversano la terra di Abramo ed egli li implora che accettino la sua ospitalità. La sua ospitalità è assolutamente spontanea in quanto per lui sarebbe stato profondamente innaturale non offrire cibo e riposo a coloro che passavano nei pressi della sua dimora. La necessità di giustizia e la vocazione nel servire gli altri sono presenti in tutti i momenti cruciali della sua vita.

In questa parashà Dio ha deciso di distruggere le città di Sodoma e Gomorra ed Abramo lo interroga: “Per caso il Giudice supremo non farà giustizia?” e, per così, dire lo sfida a rispondere circa i cinquanta giusti che potrebbero trovarsi nella città. Lungo il percorso che lo porta a ridurre via via il numero di giusti, Abramo dimostra di preoccuparsi dell’eventualità che venga commessa un ingiustizia anche soltanto nei confronti di un solo essere umano. Finalmente Dio accetta di perdonare la città di Sodoma nel caso in cui vi fossero stati in essa dieci persone giuste. Ma nonostante il dolore che prova, Abramo sa che i disegni divini sono imperscrutabili. Continue reading “L’Uomo che trascende se stesso – Parashat Vaierà”