Tuo nonno ha salvato mio nonno

Un incontro casuale alla Marcia dei Vivi di quest’anno, mi ha toccato molto. Ho incontrato il figlio della persona che ha salvato la vita a mio nonno.

“Chi salva una vita, salva il mondo intero”. Questa frase del Talmud è molto citata e la prima parte rispecchia le mie emozioni dell’incontro alla Marcia dei Vivi a Cracovia.

La Mishna chiede come mai l’uomo viene creato da solo e non come parte di un gruppo. La risposta: “Per farci comprendere come una persona che cancella una sola anima agisca come se stesse distruggendo tutto il mondo; mentre la persona che salva anche solo una vita è come salvasse il mondo intero.”

L’importanza è tutta in quell’anima – anche una sola. Questo valore aveva per me particolare significato, ora come mai.

La 30esima Marcia dei Vivi di Cracovia anche quest’anno aveva riunito circa 15mila ebrei, nel cammino che va da Auschwitz a Birkenau. Quest’anno mia moglie Hadley era con me. Abbiamo condiviso la gioia delle comunità e federazioni ebraiche, e con i giovani.  Continue reading “Tuo nonno ha salvato mio nonno”

Un ponte tra Israele e Polonia

Da Israeliano che lavora in Polonia, mi sento abbattuto. Da un lato la nuova legge proposta dal governo crea molti fraintendimenti e può portare a conflitti; dall’altro lato l’aggressività di certi politici israeliani ha solo infuocato ulteriormente la discussione, creando un’ondata di antisemitismo, ulteriori pregiudizi e mancanza di unità. Ogni parte ha le sue ragioni e quasi tutti hanno i loro estremisti che aggiungono legna al fuoco.

Qual è la mia opinione in tutto questo? E’ assurdo sostenere che i Polacchi abbiano creato i campi di sterminio, così come è assurdo sostenere che mai nessun Polacco abbia ucciso un Ebreo durante la Shoah. E’ un errore sostenere la “complicità nazionale polacca” quando il governo polacco era emigrato in Inghilterra, quando la Polonia era occupata dai Tedeschi, ma è ugualmente terribile il tentativo di lavare la memoria storica e non fare i conti con il proprio passato.

Ancora qualche anno fa ero così orgoglioso del precedente Presidente della Repubblica di Polonia, che aveva detto: “Anche noi siamo responsabili delle sofferenze degli Ebrei durante l’Olocausto”. Oggi invece vedo una orgogliosa necessità dell’attuale presidente nell’incrementare il nazionalismo. Sono dispiaciuto della sua visione in cui si vuole acuire la paura verso quegli Ebrei che negli ultimi 25 anni hanno vissuto in Polonia sentendosi qui a casa.

Qual è il nostro ruolo in questa voragine che si sta creando? Noi che ci siamo impegnati nella causa israeliana ma anche in quella ebraica su suolo polacco, cosa dobbiamo fare? Dovremmo ritiirarci nell’anonimato, come durante il regime comunista, quando si credeva che fosse meglio non farsi sentire? Dovremmo rialzarci e far sentire la nostra voce nel risolvere questo conflitto? Da rabbino che vive a Cracovia, dove si cerca di far rinascere lo spirito ebraico, trovo ispirazione nelle parole di Torah. Continue reading “Un ponte tra Israele e Polonia”

Presente: Una scuola in Polonia fa teshuvà

Apfel Fredryka? Presente.

Bauman Jadwiga? Presente.

Bauman Irena? Presente.

Becker Sonia? (7 anni) Presente.

Binzer, Krystyna? (12 anni) Presente.

Blumenfeld Bronisława? (8 anni) Presente.

Presente…

roll-call

Sono seduto in una scuola e sto osservando l’appello di 87 alunni. Quando l’insegnante chiama un nome, un’altra giovane ragazza risponde – “presente” – Sono presente qui e pronta per la scuola. Ma le giovani ragazze non sono quelle che portavano questi nomi, e la differenza di tempo tra un appello e l’altro è di 78 anni.

priest

L’evento si è svolto nella scuola elementare “Adam Mickiewicz”, dal nome di uno dei più grandi poeti del romanticismo polacco. La direttrice, la signora Gabriela Olszowska ha rinvenuto gli archivi della fine degli anni ’30. Vi erano tutti i nomi, le date di nascita, gli indirizzi e nomi dei genitori. Ma vi era anche un gruppo di 87 ragazze di cui non si avevano più notizie. Solo una lunga linea rossa diagonale faceva intendere che fossero scomparse. La direttrice si è quindi messa in contatto con Zvia Fried dello Yad Vashem e ha scoperto che nel 1939, subito dopo l’invasione nazista della Polonia, 87 ebree erano state cacciate dalla scuola.

Continue reading “Presente: Una scuola in Polonia fa teshuvà”

A Palermo una mostra dedicata ad Anne Frank

Segnaliamo a PALERMO

la mostra ANNE FRANK, UNA STORIA ATTUALE
fino a venerdì 2 giugno 2017 a Palazzo Steri

Curata dalla Anne Frank House di Amsterdam
con la collaborazione dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici, e con il Rettorato dell’Università e il Comune di Palermo

18622257_804693816347646_2650036260940741872_n

Figure eroiche durante la Shoà – Janusz Korczak e Rabbi Kalonymus Kalman Shapira

Due figure eroiche del Ghetto di Varsavia durante la Shoà, Rabbi Kalonymus Kalman Shapira e Janusz Korczak.

Per il corso “Figure eroiche e tragiche della nostra storia”, la lezione online di Rav Pinhas Punturello.

I liceali Bnei Menashe visitano Auschwitz per la prima volta

Cinque adolescenti della comunità ebraica Bnei Menashe hanno visitato Auschwitz, come parte del viaggio di classe volto all’educazione e presa di coscienza degli orrori nazisti e del genocidio del popolo ebraico.

I cinque ragazzi che hanno fatto aliyà dallo stato indiano del Manipur nel 2012 e 2014, con l’aiuto di Shavei Israel, stanno studiando presso il liceo Abir Yaakov nella città di Nahariya in Israele settentrionale.

Visitare la Polonia e imparare sulla Shoà nel luogo dove è accaduta, è parte regolare del curriculum di ogni liceo israeliano, che vede migliaia di studenti fare il viaggio lungo una settimana, ogni anno. Tuttavia questa è la prima volta che un gruppo Bnei Menashe si è unito a questo “rito di passaggio” israeliano.

“Mi sento più connesso all’ebraismo dopo avere imparato cosa sia stata la Shoà”, ci ha detto Yaniv Hoinge. “In realtà, mi da un forte senso di amore per Israele. La Shoà ha reso Israele ancora più importante per il popolo ebraico”.

Hoinge è del Churachandpur è ha fatto aliyà nel 2012 con i suoi genitori. Gli altri ragazzi che sono volati in Polonia questa settimana sono Obed e Simeon Lhouvum di Gamgiphai in Manipur, arrivato anche lui in Israele nel 2012, e David Haokip e Tzion Baite, arrivati nel paese nel 2014 assieme alle loro famiglie.

Continue reading “I liceali Bnei Menashe visitano Auschwitz per la prima volta”

Per il 72esimo anniversario della liquidazione del ghetto di Litzmannstadt di Lodz, parla uno dei nostri emissari in Polonia, Rav Dawid Szychowski

Il 29 agosto 1944, è partito dal ghetto di Lodz – organizzato dai nazisti – il trasporto verso il Campo di Concentramento di Auschwitz-Birkenau. La città di Lodz, con il suo sindaco Hanna Zdanowska, hanno voluto commemorare il tragico evento.

“E’ partito con quel trasporto 1/3 della popolazione di Lodz, parte integrante della società del tempo” sottolinea la Zdanowska.

Dawid Szychowski, rabbino a Lodz ed emissario di Shavei Israel ha partecipato, facendo notare come in questo momento debba esserci posto per il dolore silenzioso e per la sofferenza. Il rabbino Szychowski ha fatto l’esempio di Giobbe, che dopo avere perso tutti gli averi e la sua famiglia, si è concentrato sulla riflessione. “Il momento di immersione nel dolore è il momento nel quale ci incontriamo con Dio e con l’Assoluto, per porre la domanda: che senso ha la sofferenza”, ha detto il nostro rabbino.

Ecco qui uno degli articoli della stampa polacca dedicato all’evento:

http://www.dzienniklodzki.pl/kultura/a/72-rocznica-likwidacji-litzmannstadt-getto-spotkania-z-ocalalymi-w-programie-obchodow,10524612/

 

Allo scoperto

di Laura Ben-David

Durante un lungo viaggio di conferenze alle quali ho partecipato negli Stati Uniti, ogni minuto era contato e ogni azione programmata. Quindi quando sono stata avvicinata, dopo un discorso che ho tenuto a Southfield in Michigan, da una donna che voleva sapere se potevo fare un discorso ad un altro gruppo quel pomeriggio stesso, la mia iniziale reazione era di crederlo impossibile.

Quando però mi ha detto che gruppo rappresentava, non ho avuto dubbi, avrei partecipato. Così un’aggiunta dell’ultimo minuto è diventata il momento più commovente di tutta la mia attività di relatore.

Mi ha detto di essere Esther Posner, una bambina che era stata nascosta durante la Shoah. Il suo “gruppo” si sarebbe riunito quel pomeriggio e avrebbero apprezzato forse il mio intervento.

Ma che gruppo è esattamente? Ho chiesto aspettandomi un club di lettura o di tè per signore. Mi ha detto che era la World Federation of Jewish Child Survivors of the Holocaust and Descendants. Questo sarebbe stato l’incontro annuale di Hanukkà del Michigan. Ci sarebbero state circa 70 persone, la maggior parte di loro bambini nascosti durante la Shoah.

Mi sono venuti i brividi solo a sentire dell’esistenza di un tale gruppo. E ad essere la relatrice principale…ero onorata come non mai. Ovviamente l’avrei fatto, anche se significava creare una nuova presentazione, adattarla al pubblico, avere solo poche ore per prepararmi e infilare il tutto in un programma già molto intenso.

Il programma esistente che avevo organizzato per il viaggio tratta degli Ebrei “perduti” e “nascosti” in tutto il mondo, ai quali Shavei Israel, dove lavoro come direttrice del marketing e dei nuovi media, aiutava a riconnettersi con il proprio patrimonio ebraico e con lo Stato di Israele. Una di queste comunità che seguiamo sono gli Ebrei nascosti della Polonia durante la Shoah – quasi l’inverso del gruppo al quale avrei parlato.

Continue reading “Allo scoperto”