Parashà Pekudei – Il significato dello Shabbat

La Torah ci ha già offerto due Parashot con le istruzioni date a Moshe da Dio su come costruire il Mishkan. Queste istruzioni sono già esaustive e chiare, perché allora abbiamo bisogno di una descrizione più realistica dell’atto di costruzione, visto che dopo il controllo Moshe dichiara che gli Israeliti hanno fatto tutto come comandato dal Signore?

Prima, quando Dio spiega le questioni legate al Mishkan, subito comanda a Moshe di rispettare Shabbat. Questo ci insegna che gli ebrei non costruivano il Mishkan di Shabbat e quindi possiamo da qui estrapolare quali sono le azioni concrete vietate a Shabbat. E quindi cosa veniamo a sapere di nuovo in questa Parashà? Inoltre, nelle Parashot precedenti il precetto di Shabbat compare subito dopo le istruzioni sulla costruzione del Mishkan, perché qui allora se ne parla subito all’inizio?

Vi è una discussione riguardo l’ordine cronologico delle diverse parti della Torah. Una delle teorie sostiene che quando Dio ha insegnato a Moshe sul Monte Sinai, prima gli ha spiegato i precetti legati allo Shabbat, e poi gli ha ordinato di costruire il Mishkan, e così Moshe ha ripetuto i Suoi insegnamenti, nell’ordine in cui li aveva ottenuti. La seconda teoria sostiene, che la decisione di Moshe di insegnare a Israele sullo Shabbat, prima di dare istruzioni al popolo sulla costruzione del Mishkan, aveva delle motivazioni pedagogiche. Sapeva che parlando al popolo già impegnato nei pensieri sulla costruzione del Mishkan, non sarebbe stato ascoltato riguardo ai precetti dello Shabbat. Ambedue le teorie hanno il loro valore e le loro ragioni, ma vi è qui un insegnamento più profondo che dobbiamo imparare.

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Parashà Vayakhel – I due volti della vita umana

Questa parashà comincia con un riassunto delle regole relative alla costruzione del Mishkan, il santuario ebraico nel deserto. Sorprende che la prima mitzvà che viene menzionata sia niente meno che quella dell’attenzione allo Shabbat, la proibizione del lavoro nel giorno settimanale di riposo.

Il Mishkan aveva lo scopo di essere un centro spirituale, doveva essere lo spazio sacro che accompagnava Israele ovunque il popolo si trovasse. Lo Shabbat, d’altro canto, era il lasso di tempo destinato settimanalmente al sacro.

La Torà pone varie eccezioni alle proibizioni sabbatiche: lo Shabbat può essere profanato in ogni caso per salvare una vita umana e le sue regole sono posticipate per esempio di fronte alla sacralità superiore dello Yom Kippur. Potrebbe essere logico credere che, per accelerare la costruzione del santuario sarebbe stato anche permessa la profanazione dello Shabbat, considerando che Shabbat e Mishkan condividono una identica missione: elevare l’uomo a Dio. La Torà insegna invece ci dice che il Mishkan non deve essere costruito di Shabbat e che una mitzvà non annulla un’altra, che una missione sacra non giustifica mezzi profani. In definitiva, in questa parashà ci viene insegnato che il fine non giustifica i mezzi e che il bene può trasformarsi in male quando i mezzi per raggiungerlo non sono giusti, onesti, coerenti con tutto il corpo morale e normativo ai quali la vita si deve attenere.

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Parashà Tetzaveh – Cos’è un Tempio se non una concessione di Dio alle necessità dell’uomo?

Non è irrilevante, in un’epoca nella quale non abbiamo il Bet HaMikdash, studiare i particolari della Torà circa la costruzione ed il funzionamento del santuario. Il concetto ebraico riguardante il santuario è inevitabilmente legato alla concezione ebraica del  “luogo”: il luogo nel quale si offre ciò che si possiede, uno spazio sacro nel quale ci si consacra per quello che si è. Al di là della distanza storica e, conseguentemente, psicologica che ci separa dal Mishkane dalle regole relative alle offerte ed ai sacrifici, è necessario studiare il Mishkan, il santuario che i nostri antenati  hanno costruito nel deserto, perché quelle pagine della torà contengono una infinità di insegnamenti che conservano intatto il loro valore fino ai nostri giorni.

Il Mishkannon era solo  il centro della convergenza delle offerte rituali, bensì il fondamento della memoria del popolo. Un centro spirituale il cui scopo e la cui missione erano quelli di mantenere viva nel popolo di Israele la coscienza dei suoi legami e degli obblighi acquisiti ai piedi del monte Sinai. Il Mishkanera un santuario che il popolo portava con sé ovunque si recasse.  Non è Dio a richiederlo ma sono gli uomini, perché sono stati loro a costruirlo quale strumento di comunicazione tra ciò che è puramente spirituale e l’esistenza quotidiana, umana, temporale. 

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Nuove classi di Talmud Torà organizzate da Shavei Israel

Shavei Israel sta aiutando la nostra comunità ebraica in El Salvador, organizzando nuove attività e nominando Asher e Abigaul nuovi insegnanti presso il locale Talmud Torà per creare nuove attività per i bambini.

L’organigramma del Talmud Torà è decisamente pieno e intensivo. Oltre ai programmi di Shabbat, vi sono anche corsi domenicali e lezioni speciali online. Il programma di studi approvato dal Comitato Educativo, consiste in lezioni di tradizioni ebraiche e lingua ebraica, così come preparazione per bar- e bat-mitzvà.

Siamo felici di condividere con voi alcune foto della vita comunitaria e delle lezioni settimanali di Talmud Torà con Rav Elisha Salas, emissario di Shavei Israel in El Salvador.

La volontaria di Shavei Israel che insegna ai bambini in Colombia

Yael Mendoza, volontaria di Shavei Israel, si è recata a Bogota in Colombia, per lavorare con la locale comunità di Bnei Anusim. Al momento, sta insegnando ebraismo ai giovani ragazzi e organizza varie attività come la hafrashat challah (separazione della challah) e gli shabbaton. Yael terrà anche un corso di ebraico e aiuterà nella scuola materna.

Yael e la sua famiglia avevano fatto aliyà dal Perù nel 2004, con l’aiuto di Shavei Israel. Nei due mesi di viaggio in Colombia, vuole visitare tutte le 11 comunità con le quali lavora Shavei Israel. Yael è molto commossa dalla calorosa accoglienza che ha ricevuto dai membri della comunità.

Qui con i suoi piccoli alunni:

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Un laboratorio di candele per Shabbat

Rav Avraham Latapiat, emissario di Shavei Israel in Cile, ha organizzato un laboratorio per bambini speciale, nel locale Talmud Torah (doposcuola ebraico), per spiegare loro l’importanza del rispetto di Shabbat e di come preparare candele artigianalmente e organizzare la tavola di Shabbat.

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