Chanukkah 5778 (2017) a Palermo

Vi invitiamo ad unirvi a noi per le celebrazioni di Chanukkah quest’anno a Palermo.

L’accensione della settimana candela si svolgerà presso Palazzo Steri (Piazza Marina 6), nel Carcere dei Penitenziati, il 18 dicembre 2017 alle ore 17.

Vi aspettiamo!

“Sorgente di Vita” dedica un servizio alla rinascita ebraica di Palermo

“Sorgente di Vita”, il programma dedicato all’ebraismo in onda tutte le settimana su Rai2, ha dedicato un lungo e interessante servizio alla storia degli ebrei palermitani e alla rinascita della Comunità Ebraica nel capoluogo siciliano.

A fare da guida per i luoghi storici e a raccontare la storia dell’ebraismo siciliano, il nostro emissario Rav Pinhas Punturello.

Per rivedere il programma basta cliccare qui e iscriversi gratuitamente al servizio RaiPlay. Il servizio dedicato a Palermo parte dal minuto 20′.

http://www.raiplay.it/video/2017/08/Sorgente-di-vita-8df0d6c6-d456-4bac-8cc0-0c214e7ac8c5.html

 

Aiuta gli ebrei polacchi a ritornare alle loro radici

Ricevi in regalo il bellissimo calendario (fino a esaurimento scorte) della comunità ebraica di lodz, a partire da una donazione di 25 dollari. Accertati di avere inserito il tuo indirizzo di residenza nel modulo del link.

 

I volti di 15 studenti ebrei polacchi sono il tema di un meraviglioso calendario anglo-polacco. E’ la più forte e tangibile testimonianza della rinascita e tenacia della vita ebraica in Polonia. Decenni dopo la Shoah molti giovani polacchi hanno iniziato ad avere un ruolo attivo nella ricostruzione della vita ebraica in Polonia, aiutando gli altri a fare lo stesso viaggio e percorso.

Lo scopo di Shavei Israel è di essere il punto di riferimento per ogni ebreo polacco che voglia esplorare le proprie radici, aiutando nel percorso e accogliendo con calore.

Al link, il modulo da compilare per la donazione. Grazie!

 

La mostra “Figli di Abramo e Sara” risalta gli Ebrei Africani

Tutti gli Ebrei sono considerati figli dell’Abramo e della Sara biblici. Una nuova mostra a Beit Hatufsot, il Museo del Popolo Ebraico a Tel Aviv, mette in luce alcune incredibili diversità di questi figli.

Intitolata “I figli di Abramo e Sara”, la mostra è divisa in due parti. La prima è un video di Nira Pereg che parla del culto alla Grotta dei Patriarchi a Hebron.

La seconda, sezione più ampia, consiste in fotografie eseguite dal fotografo Jono David sulle Comunità Ebraiche dell’Africa.

Le foto di David mostrano i membri e i leader delle comunità, sinagoghe improvvisate, cimiteri e monumenti, particolari manufatti di Judaica, le feste ebraiche e le celebrazioni locali.

David ha dedicato 4 anni al progetto, durante i quali è stato 8 volte in 30 paesi dell’Africa. Ha visitato le comunità del Ghana, dell’Uganda, del Kenya, del Camerun e del Zimbabwe, tra le altre.

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Mesi pieni di eventi ebraici a Cracovia

La Corsa per i Vivi, della quale abbiamo parlato nell’articolo precedente, si è svolta a giugno, e ha inaugurato due mesi importanti per la Comunità Ebraica di Cracovia, culminata con l’annuale Jewish Culture Festival (Festival della Cultura Ebraica). L’evento durato due settimane – ora al suo 26esimo anno – raccoglie ogni anno circa 20mila persone – in gran parte polacchi non-ebrei, che vogliono sapere di più sulla storia ebraica in Polonia.

Il festival include musica (kletzmer e cantori), film e lezioni. Il JCC da solo ha organizzato 85 eventi in questo periodo. Rav Baumol ha tenuto una serie di lezioni sulla storia ebraica e le tradizioni, nell’ambito del Festival, chiamate “Hanno cercato di ucciderci, hanno fallito, mangiamo”. Rav Baumol ha tenuto anche alcune lezioni in polacco (“Va meglio”, ci dice).

La maggior parte delle persone che hanno partecipato non erano ebrei, aggiunge Rav Baumol. “Il fatto che così tante persone siano venute a studiare Torah da una rabbino, è segno di una grande curiosità e rispetto della generazione più giovane dei Cracoviensi verso l’ebraismo e il patrimonio ebraico”.

Il venerdì sera del Festival, 520 persone hanno celebrato lo Shabbat insieme – la più grande cena di Shabbat a Cracovia dalla II guerra mondiale. Ecco alcune foto.

Un altro evento ebraico popolare a Cracovia durante la primavera, è “La notte delle Sinagoghe”. Tutti i sette shul di Cracovia sono aperti al pubblico a partire dalle 22.00. Migliaia di Cracoviensi si affollano nelle strade di Kazimierz – il vecchio quartiere ebraico – per imparare di più dall’antica storia ebraica della città.

“Cracovia ha infrastrutture pronte per circa 70mila ebrei”, dice Rav Baumol. “Vi sono shul e mikve e asili a cibo casher. Stiamo solo aspettando le persone”.

La Notte delle Sinagoghe inizia con una celebrazione dell’havdalà. E qui abbiamo una foto di Rav Baumol che inaugura la cerimonia.

L’Havdalà è divenuta una dei segni distintivi di Rav Baumol a Cracovia. Viene spesso chiamato per parlare a gruppi di non-ebrei in visita a Cracovia. “La mia posizione non è solo per ravvivare e sostenere la vita ebraica a Cracovia, ma fare anche da ambasciatore della storia e tradizione ebraica nel mondo”, ci spiega. Se dei gruppi arrivano nel fine settimana, Rav Baumol farà l’Havdalà per loro –  a volte nel cortile del JCC e a volte sul tetto. Ecco alcune foto:

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Abbiamo anche altre foto – tutte eseguite da Paul Schneller – della vita ebraica di Cracovia. Le foto della preghiera sono state fatte alla sinagoga di Itzhak. Le foto di Rav Baumol con un paio di forbici sono di un upsherin, il tradizionale primo taglio di capelli di un bambino ebreo di tre anni.

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L’anno prossimo la Corsa per i Vivi si terrà il 30 giugno 2017, e si terrà nello stesso periodo del Festival della Cultura Ebraica di Cracovia. Prenotate i biglietti ora!

Cracovia corre per i Vivi e celebra la vita ebraica in Polonia

Nel 1945, quando i Nazisti furono sconfitti e la II guerra mondiale si concluse nella sua tragicità, Marcel Zielinski (nella foto qui sotto ad Auschwitz), uscì dal campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau e camminò fino alla sua città natale di Cracovia.

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Settantuno anni dopo, Zielinski è ritornato ad Auschwitz, ma questa volta come uno dei 150 partecipanti della terza annuale Corsa per i Vivi.

L’evento di beneficenza, fondato nel 2014 dal JCC di Cracovia (Centro Comunitario Ebraico di Cracovia) come versione ciclistica della nota Marcia dei Vivi  ad Auschwitz, consiste in una pedalata di 8 ore, 55 miglia, attraverso la campagna polacca – dagli orrori dei nefasti campi fino alla vivace rinascita della vita ebraica della Cracovia di oggi.

L’emissario di Shavei Israel in Polonia, Rav Avi Baumol, ha accompagnato Zielinski nella corsa quest’anno. Essere lì insieme è stato molto toccante, Rav Baumol racconta: “per me e per le 150 persone è stato forte vedere la tenacità e resistenza del popolo ebraico”.

La Corsa per i Vivi, è stata ispirata da Robert Desmond, un ciclista di Londra che nel 2013 ha voluto segnare il “percorso di liberazione” della sua famiglia al contrario: da Londra fino alle spiagge del D-Day in Normandia, attraverso Parigi, fino in Germania e in Repubblica Ceca, terminando al campo di Auschwitz-Birkenau.

Dopo il viaggio di 1350 miglia in un mese (del quale ha scritto nel suo blog), Desmond è arrivato a Cracovia dove ha fatto amicizia subito con Rav Baumol. Desmond si è innamorato di Cracovia e ha voluto dimostrare al mondo cosa stava succedendo in Polonia.

La Corsa per i Vivi è stata un grande successo, quest’anno sono stati raccolti 200mila dollari per le attività del JCC. Rav Baumol è il rabbino del JCC.

“Puoi spezzare le nostra ossa, distruggere le nostre comunità e cercare di sradicare la nostra memoria, ma noi sopravviveremo a tutto questo, noi continueremo a costruire” ha detto Rav Baumol dopo l’ultima Corsa.

Paul Schneller è un fotografo ebreo dei Paesi Bassi che sta scrivendo un libro sulla rinascita della vita ebraica a Cracovia. Ha fatto delle foto stupende della Corsa per i Vivi. Ecco qui una selezione:

I partecipanti alla Corsa hanno celebrato con una cena alla Sinagoga Itzhak di Cracovia. Ecco qui alcune foto:

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La sinagoga Belmont di Londra fa visita a Belmonte in Portogallo

Per la maggior parte delle mattinate infrasettimanali, la sinagoga di Belmonte in Portogallo è vigile ma vuota. La piccola comunità Bnei Anousim della cittadina non può lasciare il lavoro per fare un minyan, lamenta Rav Elisha Salas, nostro emissario in Portogallo.

Ma, la scorsa settimana, le preghiere mattutine di shacharit erano vive e gioiose, poiché un gruppo di 35 visitatori da Londra ha visitato Belmonte nell’ambito di un viaggio alla riscoperta del Portogallo Ebraico, “portandosi dietro le berachot”, racconta Rav Salas.

“Quanto è stato bello trovarsi tra fratelli, sentire leggere la Torah di nuovo in Portogallo, e sentire le piccole reminiscenze dello Shabbat ancora nella nostra anima, per addolcire le nostre richieste quotidiane” aggiunge Rav Salas, mostrando tutta la sua gioia per la bella visita.

 

L’arrivo di Rav Salas in Portogallo per lavorare con i Bnei Anousim del luogo, coinciso con la decisione del 2013 del governo portoghese di aprire le porte della cittadinanza ai discendenti degli Ebrei Sefarditi, ha generato un forte incremento del turismo ebraico a Belmonte e in altre città dalla storia ebraica in Portogallo.

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