Portare il bene nel mondo – Il mese di Elul

E? cominciato il mese di Elul e, quest?anno, la parash? che ha aperto il Rosh Chodes ? stata quella di Ree.

Il versetto di apertura della parash? ? il famoso monito che recita: ?Guardate, io metto oggi davanti a voi la benedizione e la maledizione.? (Deuteronomio 11,26)

Davanti a noi, nel percorso che il mese di Elul segna per i prossimi trenta giorni, ma che in realt? ? il simbolo della vita di ogni persona, c?? la possibilit? di scegliere tra bene e male, tra benedizione e maledizione o come recita il versetto in ebraico tra ???? e ????.

La sola possibilit? di scelta, il solo fatto che Dio ci abbia donato la possibilit? di scelta, deve avere un presupposto di base.

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Parashat Korach – Come giungere a Dio

Qual?? stata la vera colpa di Korach? Perch? fallisce il suo movimento popolare contro Mosh? ed Aaron? In fondo Korach non aveva tutti i torti, almeno in teoria. Il suo movimento di protesta parte da un assunto: Moshe ed Aaron avevano concentrato troppi incarichi nelle loro mani ed questa organizzazione non rispecchiava pi? la nuova realt? politica e spirituale del popolo ebraico.

Una frase chiave della critica di Korach fu questa: ? Questo vi basti, perch? l?intera assemblea, tutti loro, sono santi e l?Eterno ? in mezzo a loro. Perch?, dunque, vi dovete innalzare al di sopra della congregazione dell?Eterno?? (Numeri 16,3) In altre parole la critica di Korach era questa: ?Dal momento che abbiamo ricevuto al Tor? e quindi Dio si ? manifestato realmente in mezzo al popolo, tutto il popolo ? santo e quindi la stessa presenza di una organizzazione spirituale, di guide, di leggi non ha pi? senso: la santit? intrinseca della legge ci rende tutti santi e quindi al di sopra delle legge stessa.?

Pi? volte lungo il corso della Storia ebraica il popolo ebraico si confronter? con questo tipo di critica, non ultimo nel mondo occidentale. L?uomo accetta con difficolt? l?idea di una legge, di un mondo spirituale regolato da leggi attraverso le quali relazionarsi con Dio, come se la spiritualit? non abbia bisogno di ritmi, di precetti, di leggi con le quali esprimersi. Dai tempi di Korach, che in realt? inseguiva anche motivazioni personali, il mondo della fede e della spiritualit? viene sdoganato da regole perch? esse sembrano desuete o non consone per una libera espressione dell?anima. Allora come oggi sembra che solo l?anarchia, o l?assenza di leggi, sia la giusta strada per giungere a Dio, mentre invece proprio lo scorrere dei precetti, il ritmo di una vita regolata da passi comandati da Dio ? la miglior maniera per esprimere la nostra religiosit?, cos? come la nostra spiritualit? e l?amore ed il timore che siamo chiamati a provare nei confronti di Dio.

Parash? Shelach Lech? – Uno sguardo femminile

Parash? Shelach Lech? – Uno sguardo femminile

Il suggerimento per la parash? di questa settimana non nasce autonomo nella mia mente: ? stata la riflessione femminile di mia moglie, ??”?, che me lo ha suggerito, perch? a volte, sguardo maschile e sguardo femminile possono essere molto distanti.

Noi non ci stupiamo del fatto che tutte le persone coinvolte nella tragica spedizione voluta da Mosh? e raccontata nella parash? di Shelach Lech? sono uomini.

Uomini i capi trib?, uomini gli attori principali dei dialoghi, uomini sono le spie che tornano e che raccontano di una terra s? bella e rigogliosa, ma impossibile da conquistare e che ?mangia i suoi abitanti?, e maschili sono le prime lacrime di disperazione nonostante la promessa ed il sostegno divino.

Questo mondo maschile far? pagare al popolo ebraico la propria sfiducia con quaranta anni di cammino punitivo nel deserto.

Nella Haftar? che accompagna la parash? compare invece una donna: ? Rachab che accoglie e nasconde le spie inviate da Giosu? per cogliere i punti deboli di Gerico e che ? sicura che Dio accompagner? Israele nella sua conquista.

Sorge spontanea la domanda: se in un mondo pi? attento al femminile la spedizione di Mosh? fosse stata guidata da donne? Avremmo avuto lo stesso risultato? Avremmo avuto una stessa descrizione di Israele, piena di timori, angosce e terrori infondati? Avremmo pianto le stesse inutili lacrime?

La storia non si fa con i se, ma possiamo cogliere una risposta citando un altro passo della Tor?.

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Parash? Naso – L’equilibrio tra spiritualit? e materia

Indubbiamente il centro, o meglio il centro della nostra?attenzione su questa parash?, ? occupato dalla benedizione sacerdotale, che la Tor? comanda ad Aaron ed ai suoi discendenti e ?che si esprime con queste parole: ?Queste sono le parole con le quali benedirete il popolo di Israele: Il Signore ti benedica e ti custodisca! Il Signore faccia risplendere il Suo volto su di te e ti conceda grazia. Il Signore posi su di te il suo sguardo e ti dia pace.? (Num. 6, 22-26) Di fatto queste parole di benedizione, che da allora in poi sono entrate nel servizio quotidiano sinagogale cos? come domestico, sono forse la fonte pi? antica di una liturgia giunta fino a noi.

Proprio perch? si tratta di una fonte cos? antica ? davvero importante notare come la Tor? ci insegni con forza che non ? il sacerdote ad aver il potere di donare bene o il suo contrario, ma solo Dio ? fonte di ogni benedizione. Lontano dalla Tor? ? il mondo della magia, degli sciamani, degli stregoni mentre ? interessante notare che la benedizione sacerdotale ? divisa in tre parti e si riferisce a tre tipi diversi di emanazione di bont? da parte di Dio verso il suo popolo.

La prima parte della benedizione si rivolge e si riferisce ai beni materiali, la seconda parte si rivolge al mondo intellettuale ed agli sforzi dell?uomo in tal senso, la terza parte riguarda il nostro equilibrio spirituale, la nostra serenit?.

La presenza dei beni materiali non ? considerato un danno spirituale, ma va inserito in una custodia, in un senso di giustizia e di validit? etica, segue poi l?idea che al benessere materiale corrisponda una capacit? di comprensione e gestione del mondo e di noi stessi, non ? un caso che ?ti conceda grazia? in ebraico ? una espressione legata al chinuch, alla educazione, alla formazione, allo sforzo ed all?impegno intellettuale. Chiude il cerchio di questa triplice benedizione l?idea di un equilibrio, di un senso di pace, che nasce proprio da un incontro sano tra una materialit? eticamente giusta, un impegno intellettuale onesto e la proiezione verso una spiritualit? che, proprio perch? equilibrata, porta alla pace ed ottiene la pace da Dio.