I Bnei Menashe hanno festeggiato Purim, con tanta allegria

Ancora una volta abbiamo festeggiato Purim: il mondo ebraico si è riempito di gioia. Le maschere sono state indossate e poi tolte, tutte le comunità ebraiche si sono riempite di sorrisi festeggiando una delle nostre feste preferite.

E qui un po’ di foto che lo testimoniano:

La regina degli Anusim

Di Rav Nissan ben Avraham

L’inizio del ritorno

Secondo la cronologia dataci dai Saggi, la festa di Purim si riferisce al momento di inizio del ritorno alla patria dopo settanta anni di esilio in Babilonia, avvenuto come conseguenza della distruzione del Primo Tempio di Gerusalemme.

Nei primi capitoli del Libro di Esdra si racconta l’inizio del ritorno, che non è stato facile e ha avuto molte linee parallele come il ritorno della corrente, che non ha fine e sembra durare all’infinito.

Il quarto capitolo di questo libro ci parla dei nemici di Giuda che hanno scritto (versetto 6) una lettera di accusa per far fallire la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme. L’ultimo versetto del capitolo dice che, a seguito di questa lettera, la ricostruzione del tempio è stata sospesa per undici anni, cioè a partire dal terzo anno del re Assuero (Serse = Artaserse), secondo la tradizione ebraica.

Non solo il processo del ritorno non continuava, ma tornava indietro!

Miss Universo

Ma in uno degli intrighi di allora, anche se non era così solo 2500 anni fa, la regina Vasti venne fatta fuori, e il re Assuero proclamò il primo Concorso Internazionale di Miss Universo, per scegliere la sua nuova coniuge. Non era molto popolare, dal momento che le partecipanti venivano chiuse nell’harem fino all’ultimo giorno, se avevano vinto il concorso o se lo avevano perso, e i delegati erano necessari per cercare di riunire tutte le candidate.

Hadasa era la cugina di Mordechai, e qui si può già notare il grande problema degli ebrei in esilio: Hadasa aveva due nomi: uno in ebraico, Hadassa, che significa ‘mirto’, e l’altro in persiano, Ester (senza ‘h’ in persiano! Aggiunto successivamente solo in greco), che significa ‘stella’. Il nome del cugino, invece, sembra essere basato sulla radice del nome del dio persiano Marduk (Mordechai in ebraico), senza un equivalente in ebraico.

Quindi, le candidate dovevano passare attraverso un lunghissimo tunnel di profumi e trattamenti anti-età, spa e maschere, che durava un anno intero.

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Purim al Zion Torah Center di Erode, in India

La comunità del Zion Torah Center di Erode, in India, è stata il centro frenetico dei festeggiamenti di Purim quest’anno!

Anna, la moglie del leader della comunità Samuel Devashayim, ci ha detto: “E’ stato davvero meraviglioso. Incontrare così tanti bambini nelle nostre strade, potergli donare i mishloach manot (cestini di cibo in dono per Purim) e fare loro regali. Si può vedere la simchà (gioia) sui loro volti. Possa HaShem donare shalom e simchà alle loro famiglie!”

Ecco alcune delle commoventi foto che ci hanno inviato:

 

I Benè Anusim celebrano Purim in Spagna, Portogallo e America Latina

I Benè Anusim in tutto il mondo hanno veramente sentito lo spirito di Purim e abbiamo tante foto per dimostrarlo…

Ecco alcune foto dal Cile:

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“Purim e Parashà Ki Tissa- Il Banchetto”

Questa settimana la parashà di Ki Tissà è preceduta dalla festività di Purim.

Conosciamo tutti i versetti tragici con i quali si apre la parashà al capitolo 32 del libro dell’Esodo: il popolo ebraico entra in panico per il ritardo con il quale Moshè scese dal monte Sinai e cade in preda all’ansia da guida, da materialità, da senso di ordine che ordine non è e costruisce il vitello d’oro che altro non è che una inutile proiezione materiale, frutto di un panico più profondo a livello spirituale. Conclusione di questa caduta spirituale è una festa, un banchetto, un mangiare insieme: “L’indomani, si alzarono di buon’ora, offrirono olocausti e portarono dei sacrifici di ringraziamento; il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per divertirsi.” ( Esodo 32, 6) Lì dove il testo originale dice: “וַיֵּשֶׁב הָעָם לֶאֱכֹל וְשָׁתוֹ, וַיָּקֻמוּ לְצַחֵק.” Ed il verbo usato per indicare il divertimento, in generale indica un momento di assenza di limiti e di moralità.

E’ interessante notare che anche nella Meghillà i banchetti occupano un posto chiave nello drammaturgia della storia stessa.

La Meghillà si apre con un banchetto, quello del re Assuero, che è il segno tangibile del suo potere ormai consolidato, c’è poi il banchetto della regina Vashti che è il segno di una autonomia che verrà punita dallo stesso re Assuero e ci sono i banchetti di Ester che svela, in quei contesti, la propria origine e capovolge il senso della storia stessa.

Al centro della storia di Purim c’è però il digiuno, come a dire la ripresa di una moralità attraverso il gesto estremo dell’astensione dalla materialità. Continue reading ““Purim e Parashà Ki Tissa- Il Banchetto””

I Bnei Anusim celebrano Purim in Italia, Portogallo e El Salvador

Le comunità Bnei Anousim in Italia, Portogallo e El Salvador hanno vissuto appieno l’atmosfera di Purim quest’anno – e i nostri fotografi hanno catturato questi momenti.

Cominciamo con il nostro giro attorno al mondo dall’Italia. Qui alcune foto da Palermo:

E da San Nicandro in Puglia:

Spostandoci più a ovest, ecco la comunità di Belmonte seguita da Rav Elisha Salas:

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Purim in Polonia

Gli “Ebrei Nascosti” della Polonia si sono divertiti molto quest’anno per Purim. A Lodz, l’emissario di Shavei Israel, Rav David Szychowski, ha fatto ballare la comunità gioiosamente attorno alla Bima, mentre veniva letta la Meghillà di Ester in sinagoga.

Ovviamente non è mancato il ricevimento a seguito.

Ecco alcune foto: