I Bnei Anusim celebrano Purim in Italia, Portogallo e El Salvador

Le comunità Bnei Anousim in Italia, Portogallo e El Salvador hanno vissuto appieno l’atmosfera di Purim quest’anno – e i nostri fotografi hanno catturato questi momenti.

Cominciamo con il nostro giro attorno al mondo dall’Italia. Qui alcune foto da Palermo:

E da San Nicandro in Puglia:

Spostandoci più a ovest, ecco la comunità di Belmonte seguita da Rav Elisha Salas:

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Purim in Polonia

Gli “Ebrei Nascosti” della Polonia si sono divertiti molto quest’anno per Purim. A Lodz, l’emissario di Shavei Israel, Rav David Szychowski, ha fatto ballare la comunità gioiosamente attorno alla Bima, mentre veniva letta la Meghillà di Ester in sinagoga.

Ovviamente non è mancato il ricevimento a seguito.

Ecco alcune foto:

 

Purim – Una libertà non ancora completa

Il rituale e le preghiere di Purim hanno al loro centro un grande assente: l’Hallel, il gruppo di Salmi che durante le festività ed i capi mese vengono recitati durante le preghiere del mattino.

Quello che invece caratterizza il nucleo centrale delle preghiere di Purim, l’amidà, la preghiera delle diciotto benedizioni, è il testo di Al HaNissim che ci ricorda i miracoli e la salvezza avvenuta a Purim, l’eroismo di Mordechai e di Ester, gli eventi che si capovolsero e la presenza decisiva di Dio accanto al popolo ebraico. Sembra quindi paradossale che in uno dei giorni più gioiosi del calendario ebraico, proprio i salmi gioiosi sono assenti, non ricordati e non permessi. L’Halachà, nelle parole di rav David Yosef, nella raccolta Halachica Otzerot Yosef, offre una serie di spunti per comprendere il perché di questa assenza nel rito. La prima ragione sta nel fatto che la lettura della Meghilat Ester, il libro di Ester, copre, per così dire, lo “spazio” della Meghillà. Un secondo motivo è che dopo l’uscita dall’Egitto, dal momento che il popolo ebraico è entrato in terra di Israele, non si recita più l’Hallel per eventi miracolosi avvenuti in Diaspora. L’ultimo motivo, quello forse più problematico e duro da comprendere, è che non si recita l’Hallel a Purim perché in quei giorni siamo stati salvati da un decreto di morte, ma non siamo stati redenti e non abbiamo raggiunto una vera libertà e quindi, la frase dei salmi: “Lodatelo servi dell’Eterno” non ha un senso compiuto perché siamo rimasti servi, o se vogliamo sudditi, del re non ebreo Assuero. In altre parole la nostra realtà politica non è cambiata, mentre è cambiata solo la situazione sociale e la nostra sicurezza immediata come sudditi graditi al re. In realtà la stessa Halachà e lo stesso rav David Yosef ci insegna che nel malaugurato caso in cui una persona non ha con se una meghillà valida per la lettura e non ne può ascoltare la lettura da qualcun altro, deve recitare l’Hallel completo, ma senza alcuna benedizione di accompagnamento.

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Volti della rinnovata Comunità Ebraica polacca

Shavei Israel ha tenuto il suo primo seminario di Purim per giovani polacchi. I 14 partecipanti hanno passato dieci fantastici giorni in Israele…abbiamo le foto come prova.

La direttrice del marketing e dei media Laura Ben David, si è unita al gruppo per la loro visita al parlamento, la Knesset, e come sempre ha portato con sé la macchina fotografica. Ecco qui alcune belle foto di gruppo.

I volti dei non-più-tanto-nascosti ebrei della Polonia sono un testamento vivente della forza di resistenza del popolo ebraico. Molti dei partecipanti al seminario non sapevano nemmeno fino a poco fa di avere origini ebraiche, fino a che i nonni non hanno rivelato il segreto di famiglia. Adesso, con l’aiuto di Shavei Israel, hanno potuto visitare la terra dei loro antenati.

Oltre alle foto dalla Knesset, il gruppo ci ha mandato delle proprie foto fatte nelle grotte e caverne di Rosh Hanikra, dei tour alla città vecchia di Akko e dei loro primi festeggiamenti di Purim in Israele. (Non sappiamo bene chi sia il pirata, ma deve essere una maschera…)

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Sarà stata anche la loro prima visita di Purim in Israele, ma la gran parte dei partecipanti ha già promesso di ritornare, forse per il nostro annuale seminario estivo di agosto.

Ecco alcune foto di Laura

E qui alcune del gruppo durante il tiyul (gita)

Le lezioni di Rav Pinhas Punturello online si possono riascoltare!

Shavei Israel offre gratuitamente un vasto programma educativo in italiano.

Oltre ai commenti scritti e video sulle Parashot, pubblicati settimanalmente sul nostro blog e sulla nostra pagina Facebook, abbiamo deciso di continuare con le lezioni online di Rav Pinhas Punturello. Le lezioni vengono registrate e si possono riascoltare tranquillamente sul nostro canale tematico in italiano di YouTube.

Ecco qui la prima lezione del nuovo corso.

Tema LIBERTA’ DI PURIM, LIBERTA’ DI PESACH

Le comunità di Shavei Israel hanno celebrato Purim

A Purim le comunità di Shavei Israel hanno festeggiato in tutto il mondo. Purim commemora la vittoria ebraica circa 2000 anni fa, contro il malvagio Hamman in Persia. Ci sono abbastanza sorprese e suspense nella storia di Esther, per far avere voglia a tutte le generazioni di sentire letta la Meghillà di Esther due volte ogni anno.

Parte del divertimento si deve al vestirsi in maschera, e la comunità Bnei Menashe in Israele sicuramente sa come sentire lo spirito della festa. Ecco qui alcune foto fatte nelle comunità di Tiberiade, Kiryat Shemona e Safed.

Cos’altro è successo?

A Lodz in Polonia gli emissari di Shavei Israel hanno inviato mishloach manot (doni di cibo), agli anziani della Comunità Ebraica di Lodz.

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E successivamente a Lodz, i ragazzi hanno avuto una festicciola completa di Purim Shpiel, dove i membri della comunità cantano, fanno recite e prendono in giro (permesso dato raramente) i loro leader (perlomeno in pubblico!).

In altre città della Polonia – a Varsavia, dopo avere letto la Meghillà c’è stato un concorso per il migliore costume, più un banchetto di cibo da tutto il mondo in onore di Achashverosh/Assuero, il re persiano marito della regina Esther, noto per essere un grande “animatore sociale”. Giovedì poi, c’è stato un Purim Shpiel, carnevale per i bambini, e una Seudat Purim (pranzo della festa).

A Cracovia, alla lettura della Meghillà è seguita da una parata di Purim nelle vie di Kazimierz, il vecchio quartiere ebraico. Ovviamente c’è stata anche una festa di Purim nella notte e una seudah il giorno dopo.

In Colombia, i Bnei Anousim si sono riuniti all’Hotel Lancaster per una lettura della Meghillà, degli spettacoli, una cena e dei balli con orchestra.

Vi sono state anche letture e feste a Seixal, in Portogallo; a Palermo e a San Nicandro; in Chile e El Salvador.

 

Tzedaka a Purim

Due delle quattro mitzvot legate a Purim (cioè fare doni di cibo/mishloach manot; fare doni ai poveri/matanot levonim) hanno molto a che fare con la tzedaka. Vi è inoltre la tradizione di dare tre mezzi shekel prima di Purim. Abbiamo quindi tre mitzvot legate alla tzedaka per Purim, oltre alla vera e propria tzedaka – beneficenza per i poveri.

A chi si fanno questi doni?

Una breve lista dei destinatari preferibili è questa:

  1. questioni di vita o di morte, persone rapite e prigionieri
  2. la famiglia più vicina
  3. persone povere e persone colte
  4. necessità della comunità
  5. costi di adempimento alle mitzvot (acquisto di tefillin, libri ebraici liturgici e così via)

Per quanto riguarda il modo nel quale fare tzedaka, dobbiamo ricordarci che tzedaka significa giustizia. Non significa dare perché ne abbiamo voglia, o perché voglio diventare più popolare e cose simili. La giustizia chiede di dare parte dei nostri soldi, e non abbiamo in questo ambito scelta – la tzedaka è un nostro obbligo.

Maimonide ci da una classifica degli otto modi per fare tzedaka nel suo testo Mishne Torah (Hilchot Matanot Levionim 10:7-12). Eccole qui, in ordine dal meno al più importante:

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Purim 5776 a Palermo e Sannicandro Garganico

Gli ebrei e bene’ anusim di Palermo e Sannicandro Garganico, le comunità già seguite da Shavei Israel e dall’Ucei, festeggeranno quest’anno Purim.

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A Palermo mercoledi 23 marzo: ore 19 lettura della Meghillà a cura di Rav Israel Piha presso la  sala dei Valdesi con canti, maschere e buon cibo siciliano.

A Sannicandro Garganico mercoledì 23 marzo: ore 18,00 Minchà, ore 19 lettura della Meghillà a cura di Rav Itzhak Havi presso la sinagoga con canti, maschere e buon cibo di Puglia.