La volontaria di Shavei Israel e le sue feste di Pesach in Polonia

Shosh Chovav, la volontaria di Shavei Israel aveva già trascorso dei periodi in Polonia, insegnando ebraico e rafforzando le connessioni tra gli ebrei polacchi con lo Stato di Israele e le tradizioni ebraiche. Questa volta ha trascorso le feste di Pesach a Lodz. Come ci ha raccontato, il programma di questa visita era molto ricco e includeva molti eventi emozionanti, laboratori, e ovviamente il Seder di Pesach.

Alla vigilia di Pesach, Shosh e Rav Dawid Szychowski hanno organizzato laboratori ed eventi speciali, in particolare per le donne della comunità.

La comunità di Lodz ha accolto calorosamente Shosh e come sempre aspetta un suo ritorno a breve!

Le comunità di Shavei Israel celebrano Pesach

Le comunità ebraiche in tutto il mondo hanno condiviso con noi diverse foto dei preparativi per il Seder di Pesach e dei giorni di vacanza per Kol haMoed (i giorni intermedi della festa).

Ecco qui le più belle immagini delle celebrazioni in diversi luoghi e continenti!

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Shavei Israel ha spedito 2 tonnellate di matzah in Polonia

Pubblichiamo la traduzione dell’articolo uscito questo settimana su Arutz Sheva.

La comunità ebraica in Polonia quest’anno ha ricevuto un pacco speciale, giusto in tempo per Pesach – 2 tonnellate di matzah da Israele, cioè 1692 scatole di Matzot Aviv, assieme a 90 scatole di matzah fatta a macchina, ma controllata cioè “shmura” e 45 scatole di matzah fatta a mano – grazie all’organizzazione gerosolimitana Shavei Israel e il suo presidente Michael Freund.

Poiché la preparazione della matzah deve essere rigorosamente controllata, la comunità polacca ancora è troppo piccola per provvedere. A seguito della richiesta del rabbino capo della Polonia, Michael Schudrich, Michael Freund ha accettato di sponsorizzare l’acquisto e la spedizione delle matzot, che verranno distribuite in una dozzina di comunità polacche, tra queste Bielsko-Biala, Gdansk (Danzica), Katowice, Krakow (Cracovia), Legnica, Lodz, Lublin, Poznan, Szczecin (Stettino), Varsavia e Wroclaw (Breslavia).

Le matzot, che ricordano l’uscita degli Israeliti dall’Egitto, verranno consumate durante i Seder comunitari in tutta la Polonia. Verranno anche donate alle persone bisognose, agli ebrei anziani e alle persone inferme, e ai tanti sopravvissuti alla Shoah.

“Siamo estremamente grati a Shavei Israel e Michael Freund, che ci ha aiutati per così tanti anni ininterrottamente nell’educazione ebraica e con i suoi generosi doni”, ha detto Monika Krawczyk presidente dell’Unione Comunità Ebraiche di Polonia.

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Come si preparava la matzà per Pesach a Vysoki, in Russia

La matzà è parte fondamentale di ogni Seder. Ai giorni nostri si può acquistare in ogni angolo sperduto del mondo, mentre una volta non tutti si potevano permettere di comprarne in quantità sufficiente per le feste. Così, per esempio, i Subbotnik in Russia la preparavano in casa.

Gli abitanti del villaggio ricordano quei giorni. Maria Leonovna Gridneva ci racconta di come sua madre Dina Isaevna se ne prendeva cura, con l’aiuto di speciali arnesi che venivano tenuti nascosti in un luogo segreto per il resto dell’anno.

Si trattava di: due grandi tavole, un pestello per la farina, due ciotole di diverse dimensioni, un bicchiere per misurare l’acqua e un secchio, specie di coltellini per fare i buchi nella matzà, due matterelli, un coltello per tagliare la matzà e una pala in legno per infornare.

Per preparare la matzà diverse famiglie lavoravano insieme per alcuni giorni. Visto che le famiglie erano numerose, bisognava prepararne grandi quantità. Oggi gli abitanti di Vysoki si recano a Voronezh per comprare la matzah dalla comunità ebraica locale. Però si tengono ancora tutti gli strumenti in casa, per ricordo.

Anna Lazarevna Bocharnikova, che ha da poco fatto aliyà, ci parla dei suoi ricordi d’infanzia legati ai preparativi per Pesach tra i Subbotnik.

“Le donne preparavano la farina e gli uomini la battevano. L’acqua veniva portata dal pozzo, di notte e chiamata “acqua della notte”. Partecipavano anche i bambini, che stendevano l’impasto. Il forno lavorava dalla mattina alla sera. La pasta veniva stirata e schiacciata tra le due lunghe tavole. Si tagliava, si facevano i buchi e si infornava. C’era una donna accanto al forno, ma era così caldo che si faceva fatica a starci vicino. Si occupava anche di lavare il forno e togliere la cenere. La matzah veniva infornata per 5-7 minuti e usciva profumata e croccante.”

Tova Filchagova, a capo della comunità di Vysoki, ci dice cosa rendeva la loro matzà così speciale: “Avevamo 18 minuti per tutto il processo, solo così sarebbe stata casher, cioè matzah schmurà. Si faceva molta attenzione alla conservazione della farina, i grani erano di prima scelta tenuti in luoghi asciutti.”

E qui le toccanti foto degli arnesi da loro usati.

Pensieri per Pesach 5779

Ci avviciniamo B”H a Pesach.

Oggi vorrei proporvi una questione di alachà, dal libro “Vearev Na” di rav Zilbertstein.

Questa straordinaria domanda di alachá ci fa capire come anche nei momenti più bui, gli ebrei hanno sempre voluto rispettare la alachà e la shemirat mizwot.

Il caso è il seguente :

2 ebrei nei campi di concentramento, riescono a corrompere un ufficiale nazista per aver un kezait di mazzà (misura di 27 grammi) ciascuno per adempiere alla mizwà (mideoraita) la sera del seder…l’ufficiale riesce a procurare loro solamente un kezait di mazzà. I 2 ebrei si chiedono cosa sia più giusto fare, se dare da mangiare il kezait intero ad una sola persona (facendolo quindi adempiere completamente alla mizwà e facendolo uscire d’obbligo) oppure dividere quel kezait in 2, in modo che comunque entrambe possano avere un “ricordo” della mizwà.

I 2 ebrei indecisi, provano a fare chiarezza riportando lo Shulhan Aruch per cui in un analogo caso, 2 ebrei nel deserto hanno solo un kezait di mazzà. E in quel caso se uno dei 2 con la violenza lo ruba al compagno e lo mangia, non esce d’obbligo(il motivo per cui non esce d’obbligo, pur avendo mangiato il kezait intero, è perché ha precluso la possibilità all’altro di fare la mizwà).

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Le comunità di Shavei Israel hanno celebrato Lag baOmer

La scorsa settimana, le comunità di Shavei Israel in tutto il mondo, si sono riunite per accendere i falò celebrando così Lag baOmer, la festa ebraica del 33esimo giorno dell’Omer, cioè il conto di 49 giorni che passano tra Pesach e Shavuot.

La festa ricorre anche nell’anniversario della morte di Rav Shimon bar Yochai, il cabalista autore dello Zohar.

Siamo felici di potere condividere con voi alcune foto delle celebrazioni in Polonia, India e Israele!

Qui la comunità di Siyala nel Mizoram, che gioisce del falò nonostante la pioggia:

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I Subbotnik in Israele organizzano un mock-Seder

I Subbotnik, come da tradizione, anche quest’anno hanno organizzato un pre-Seder nella loro cittadina di Beit Shemesh. Si sono riuniti tutti insieme, guidati dal rabbino Shlomo Zelig Avrasin. Come per le celebrazioni passate, la festa si è svolta nella sinagoga Netzach Menashe, vi è stato anche un breve sermone dedicato alle leggi e agli usi di Pesach, poi musica e buffet.

Siamo felici di condividere un qualche foto: