Parashà Shelach Lechà – Il percorso di teshuvà

Dopo la terribile caduta dei dodici esploratori, che tornarono dalla loro ricognizione in Eretz Israel portando una visione parziale, negativa e limitata della terra promessa.

Resisi conto del loro errore, avendo fatto teshuva ed avendo accettato la punizione di dover girovagare per quaranta anni nel deserto, gli esploratori e l’intero popolo ebraico, che aveva pianto inutilmente dopo le false notizie sulla terra di Israele, si preparano alla guerra dimostrando di voler conquistare Israele. Moshe sa che non sarà una spedizione di successo (Bemidbar 14, 39-45) ed infatti il popolo ebraico subirà perdite ingenti. E’ difficile capire il perché di questa sconfitta dal momento che sia gli esploratori, sia il popolo ebraico avevano vissuto un profondo percorso di teshuva e di pentimento. Continue reading “Parashà Shelach Lechà – Il percorso di teshuvà”

Parashà Vaerà – Il percorso della teshuvà

E’ difficile comprendere come sia possibile che Dio abbia indurito il cuore del Faraone in modo tale da impedirgli ogni possibilità di pentimento e di ravvedimento. Come è possibile che Dio, nella sua misericordia e nella sua bontà, non sia pronto ad accettare l’idea di una persona che possa riprendere il proprio cammino verso la giustizia?

Rashi spiega che Dio blocca la teshuvà del Faraone perché non credeva possibile una teshuvà sincera da parte delle nazioni del mondo e per questo preferisce intervenire con segni straordinari.

Secondo invece l’opinione del Rambam, Maimonide, il Faraone non poteva fare teshuvà a causa dei peccati commessi precedentemente che di fatto erano un ostacolo ad ogni possibilità di ritorno verso una strada di giustizia e moralità.

Il Nachmanide, Ramban, offre altre due spiegazioni, una molto simile a quella di Maimonide ed un’altra che pone il Faraone al centro di un progetto che attraverso un invio delle piaghe avrebbe fatto cambiare le opinioni del Faraone per paura e non come scelta morale. Continue reading “Parashà Vaerà – Il percorso della teshuvà”