Parashà Shelach – Creare la Luce

Dopo la terribile trasgressione degli esploratori che tornati dalla loro spedizione, pur parlando bene ed in maniera oggettiva della terra di Israele, negano la possibilità che essa possa essere conquistata, la generazione del deserto subisce il terribile decreto di non poter più entrare in Eretz Israel e di dover finire i propri giorni (saranno quaranta anni) girovagando, appunto, nel deserto.

All’indomani di quella tragica notte, che secondo il calcolo dei nostri maestri fu il 9 di Av, giorno che nella storia ebraica sarà tristemente segnato da lutti, il popolo ebraico si pente, fa teshuvah, si presenta a Moshe e pretende di andare a combattere proprio per quella terra che fino al giorno prima sembrava essere un orizzonte impossibile e lontano, nonostante le promesse e le assicurazioni divine.

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Parashà Shelach Lechà – Uno sguardo femminile

Il suggerimento per la parashà di questa settimana non nasce autonomo nella mia mente: è stata la riflessione femminile di mia moglie, מב”ת, che me lo ha suggerito, perché a volte, sguardo maschile e sguardo femminile possono essere molto distanti.

Noi non ci stupiamo del fatto che tutte le persone coinvolte nella tragica spedizione voluta da Moshè e raccontata nella parashà di Shelach Lechà sono uomini.

Uomini i capi tribù, uomini gli attori principali dei dialoghi, uomini sono le spie che tornano e che raccontano di una terra sì bella e rigogliosa, ma impossibile da conquistare e che “mangia i suoi abitanti”, e maschili sono le prime lacrime di disperazione nonostante la promessa ed il sostegno divino.

Questo mondo maschile farà pagare al popolo ebraico la propria sfiducia con quaranta anni di cammino punitivo nel deserto.

Nella Haftarà che accompagna la parashà compare invece una donna: è Rachab che accoglie e nasconde le spie inviate da Giosuè per cogliere i punti deboli di Gerico e che è sicura che Dio accompagnerà Israele nella sua conquista.

Sorge spontanea la domanda: se in un mondo più attento al femminile la spedizione di Moshè fosse stata guidata da donne? Avremmo avuto lo stesso risultato? Avremmo avuto una stessa descrizione di Israele, piena di timori, angosce e terrori infondati? Avremmo pianto le stesse inutili lacrime?

La storia non si fa con i se, ma possiamo cogliere una risposta citando un altro passo della Torà.

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