Il ruolo di Shavei Israel per salvare Neda Amin

Neda Amin era una blogger iraniana che scriveva per il sito in lingua persiana del Times of Israel. Una giornalista che criticava il regime iraniano, lasciando l’Iran e trasferendosi in Turchia nel 2014.

Pochi mesi fa, la Amin ha contattato il Times of Israel con un messaggio disperato: la sua vita era in pericolo. Le autorità turche non apprezzavano la sua collaborazione con un giornale israeliano e volevano espellerla dal paese.

Se nessun paese l’avesse accettata, le fu detto, sarebbe dovuta rientrare in Iran, “dove avrebbe subito torture, stupri e l’esecuzione per avere lavorato con un sito israeliano e per la sua opposizione al regime iraniano”, ha scritto Rachel Avraham del Center for Near East Policy Research sul sito di Israel HaYom.

La Avraham ha quindi deciso di aiutarla e si è messa in moto per trovarle una nuova casa “dove lavorare liberamente come giornalista senza temere per la propria vita”.

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Parashà Pinhas – La sincerità della fede

Pinhas figlio di Eleazar nipote di Aaron HaCoen è colui che fermò l’ira di Dio dopo la corruzione sessuale e morale dei figli di Israele con le figlie di Midian.

“Perciò digli ch’io fermo con lui un patto di pace, che sarà per lui e per la sua progenie dopo di lui l’alleanza d’un sacerdozio perpetuo, perché egli ha avuto zelo per il suo Dio, e ha fatta l’espiazione per i figliuoli d’Israele”. (Numeri 25 12-14)

Con queste parole la Torà ci conferma la benedizione, il premio che Dio consegna a Pinhas per il suo zelo.

In termini strettamente moderni Pinhas può essere definito un fondamentalista. Ebraicamente lo definiremmo uno zelota. Un uomo animato e mosso da zelo per Dio. E sempre in termini strettamente moderni, specie negli ultimi tempi che viviamo nel nostro mondo, lo zelota o il fondamentalista sono persone pronte a tutto in nome di Dio, in special modo sono pronte a morire.

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Parashà Itro – Benedetti dalla Pace

“Il mondo sta per essere sommerso da un diluvio?”

E arrivarono tuoni e fulmini e nubi pesanti sopra la montagna.

“E allora i Popoli della Terra, testimoni di quanto stava succedendo, si recarono da Balaam chiedendogli: Sta per arrivare un’alluvione che minaccerà il mondo? E Baalam rispose citando la Torah: Il Signore ha dato la forza al suo popolo, benedirà e riempirà il suo popolo con la pace.”

Un midrash meraviglioso, ma alquanto problematico: Perché i Popoli della Terra quando videro tuoni e fulmini pensarono ad un diluvio? Forse stava piovendo? E perché i Popoli si rivolgono a Baalam per capire cosa stia succedendo? Che cosa ci vuole dire questo midrash? Mio nonno rispose a questa domanda 40 anni fa, e il suo messaggio è importante ancora oggi, in particolare in Israele.

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La differenza tra “Pace” e “Shalom” – Parashat Nasò

Rav Eliahu Birnbaum

הורד“Che Dio volga su di te lo sguardo e ti conceda shalom.” Questa è la benedizione che la nostra parashà mette sulla bocca dei cohanim, i sacerdoti, per tutto Israele.

“Shalom” non ha lo stesso significato di pace. Pace è la negazione della guerra, è uno stato di non violenza. Shalom, invece, proviene da “shalem”, da “shelemut”, che significano completezza ed integrità. Shalom, per essere tale, presuppone uno stato di tranquillità, sostegno, quiete, calma, concordia, armonia, amicizia. Il concetto di shalom lascia la sua manifestazione visibile nella realtà congiunturale, mentre pone le proprie radici più nel profondo, nel mondo dei sentimenti e delle attitudini vitali dell’uomo.

Il Talmud ci insegna che “il mondo si base su tre pilastri: la giustizia, la verità e lo shalom” e che Dio “creò il mondo affinché esistesse shalom tra gli uomini.” Colonna e fine dell’universo, lo shalom, è un referente cruciale nella vita ebraica. Leggi tutto “La differenza tra “Pace” e “Shalom” – Parashat Nasò”