Le comunità di Shavei Israel hanno celebrato Lag baOmer

La scorsa settimana, le comunità di Shavei Israel in tutto il mondo, si sono riunite per accendere i falò celebrando così Lag baOmer, la festa ebraica del 33esimo giorno dell’Omer, cioè il conto di 49 giorni che passano tra Pesach e Shavuot.

La festa ricorre anche nell’anniversario della morte di Rav Shimon bar Yochai, il cabalista autore dello Zohar.

Siamo felici di potere condividere con voi alcune foto delle celebrazioni in Polonia, India e Israele!

Qui la comunità di Siyala nel Mizoram, che gioisce del falò nonostante la pioggia:

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Come vivere a testa alta – Parashat Emor

Rav Eliahu Birnbaum

1_169213569In questa parashà ci viene insegnata una formula che richiama l’Ebraismo al suo dovere di mantenere viva la speranza, in modo tale che l’uomo non soccomba nella routine. Ogni persona del popolo di Israele ha il dovere di contare quarantanove giorni dalla seconda notte di Pesach fino a Shavuot per dirigersi alla fine verso il Tempio e presentare le offerte dei Bikkurim , delle primizie.

Il conteggio dell’Omer, delle sette settimane tra Pesach e Shavuot ha certamente un significato pratico per il mondo agricolo: la fine delle sette settimane coincide infatti con il momento della raccolta ed è per questo che a Shavuot le primizie, i “Bikkurim” sono offerte nel Tempio. Ma il conteggio dell’Omer lega e vincola altresì la festa di Pesach con Shavuot, l’uscita dall’Egitto con il dono della Torà: “sefirat haomer” è, di conseguenza, simbolo di un processo incancellabile che si trova al centro tra la libertà fisica e la redenzione spirituale.

Comprendiamo da questo passaggio che la redenzione spirituale non può mai essere istantanea e deve trascorrere un certo periodo affinché venga avvertita come ovvia la sua necessità. Un popolo non può vivere senza una identità culturale, senza una morale, senza leggi, senza precetti, senza norme, senza una coscienza collettiva: sono tutti elementi che accompagnano la mera liberazione fisica ma che necessitano di essere elaborati interiormente. Continue reading “Come vivere a testa alta – Parashat Emor”

Il tempo in cui si conta l’Omer

Di Rav Yitzhak Rapoport

847-300x225Abbiamo da poco finito di festeggiare Pesach, la festa che segna il raggiungimento della libertà da parte del nostro popolo. Liberi dall’essere schiavi, liberi dall’essere oppressi. Ma è questa la reale e definitiva libertà? Sappiamo bene che la risposta è negativa. Sappiamo che esattamente 50 anni dopo essersi conquistati la libertà, i nostri antenati si trovarono sul monte Sinai e sentirono la voce di Dio, ottennero la Torah, e stabilirono il patto. E’ durato 50 anni il processo di cambiamento interiore, da schiavi appena liberati, persone che non potevano prima di allora decidere della propria sorte, a uomini realmente liberi, maturi e capaci di raggiungere la vera definizione di libertà – unirsi cioè alla volontà di Dio. 50 giorni per passare dal più basso grado di libertà, cioè “essere liberi di non dovere far niente”, al raggiungere il più alto grado di libertà, cioè “essere liberi di potere fare qualcosa”. Durante questi 50 giorni siamo obbligati a contare ogni giorno (contare l’Omer), e assieme alla crescita dei giorni, cresce anche la nostra voglia di riottenere la Torah, per la festa di Shavuot. Dovrebbe quindi essere un momento gioioso nel nostro calendario. E’ veramente così? A prima vista ci dovrebbe sembrare così. Per i primi 33 giorni dell’Omer è vietato farsi la barba e tagliarsi i capelli. Non si organizzano matrimoni e non si ascolta la musica. Si osserva il lutto per la morte dei 24mila studenti di Rav Akiva, morti circa 1900 anni fa. Se osserviamo bene la storia ebraica possiamo notare che anche altre tragedie sono accadute durante l’Omer. Secondo alcune fonti le crudeli crociate degli anni 1096 e 1146 in Renania, durante cui molti ebrei vennero uccisi, si svolsero proprio durante i giorni del conteggio dell’Omer. Altre fonti riportano che i terribili massacri di Chmielnicki, iniziati nel 1648, durarono fino all’Omer. Non è quindi difficile capire il legame spirituale che esiste tra i primi giorni dell’Omer e le successive tragedie accadute al popolo ebraico in questi giorni. L’uomo è particolarmente portato alle ricadute nei periodi di passaggio. Durante l’Omer siamo come adolescenti – liberi da uno stretto controllo dei genitori, ma non così maturi da poter essere liberi appieno, per unirsi al proprio destino. Non deve quindi stupire come questi “giorni adolescenziali” siano stati un periodo difficile della storia ebraica, diventando quindi tradizionalmente giorni di lutto e tristezza. Continue reading “Il tempo in cui si conta l’Omer”