Parashà Chayè Sarà – Le giuste scelte matrimoniali

Tipico atteggiamento di un certo mondo ebraico è la ricerca dell’ychus (l’albero genealogico o la condizione sociale) prima di procedere all’eventuale scelta di un partner per la vita. In alcuni mondi in Israele come fuori di esso, le valutazioni di un compagno o di una compagna passano attraverso le origini della famiglia – sefardita, italiana, ashkenazita, curda, marocchina, laica o religiosa – e subito dopo o contemporaneamente si valutano le questioni economiche, le scelte culturali, le parentele eventuali o potenziali. Ovviamente porsi questo tipo di domande o di riflessioni non è per forza una espressione negativa o classista, ma rischia di diventare una ossessione elitaria quando si perdono di vista i valori ebraici che siamo chiamati a diffondere e costruire attraverso il matrimonio.

In questa parashà, ad esempio, la scelta matrimoniale indicata da Avraham ad Eliezer per cercare una sposa per Isacco non passa né per l’ychus, né per valutazioni economiche e sociali. Quando Eliezer sceglie Rivka, Rebecca, non lo fa seguendo i canoni della bellezza (Genesi 24,16) sebbene Rivka fosse bella. Certamente Eliezer non scelse i canoni delle relazioni familiari: Rivka era figlia di Betuel e sorella di Labano, parentele non proprie tra le più elevate spiritualmente e tra le più limpide, sebbene Rivka fosse comunque figlia della famiglia di origine di Abramo e non cananea, prerequisito essenziale per diventare moglie di Isacco. Se da un lato abbiamo la necessità di una scelta “nazionale” per il futuro matrimoniale del nostro popolo, dall’altro la scelta nazionale non deve porsi limiti oltre quelli stabiliti dalla halachà. Continue reading “Parashà Chayè Sarà – Le giuste scelte matrimoniali”

L’emissario di Shavei Israel celebra il suo primo matrimonio in El Salvador

Il 9 di ottobre è stato una giornata di grande gioia, molte emozioni e di atmosfera felice per le famiglie della comunità Beit Israel in San Salvador. Rav Elisha Salas, che da poco ha iniziato la sua attività come emissario di Shavei Israel per la comunità locale di Bnei Anousim, ha condiviso con noi alcune foto di questi meravigliosi eventi.

Tra questi – il matrimonio di Yehudit Bat Abraham e Moises Hernandez, il primo matrimonio condotto da Rav Salas in veste di rabbino della comunità in El Salvador. Secondo il nostro emissario, il matrimonio si è celebrato in un’atmosfera piena di amore, dove tutta la comunità si è sentita una unica grande famiglia.

“Questa è la viva Nazione di Israele”, ha detto Rav Salas. “Nel bel mezzo di un luogo dove ha sofferto a lungo, oggi ci sentiamo amati e accettati grazie a Dio e grazie a Shavei Israel”.

Dopo 49 anni, un matrimonio ebraico è stato celebrato nella Sinagoga del Piazzo a Biella

E’ stato da poco pubblicato un articolo su di un matrimonio che si è svolto nell’antico quartiere ebraico di Biella, il Piazzo. In realtà Angela Ferrari (64 anni) e Alberto Calò (72 anni), sono già sposati da 44 anni. Dopo avere studiato e fatto una conversione ufficiale con Shavei Israel, hanno potuto celebrare il loro matrimonio secondo la legge ebraica.

«E Isacco introdusse Rebecca nella tenda di Sara sua madre, si unì a lei, sì che ella gli divenne moglie e la amò». Da questo passo della Genesi (24:67) prende origine la consuetudine ebraica di celebrare i matrimoni sotto alla chuppah, un baldacchino sotto il quale si riuniscono gli sposi e che simboleggia l’unione e la coabitazione di uomo e donna nel vincolo nuziale. Dopo 49 anni, lo scorso 29 luglio, la Sinagoga del Piazzo, il quartiere medievale di Biella, ha festeggiato nuovamente l’unione di due sposi, Alberto Calò e Angela Ferrari Calò. L’ultimo matrimonio, quello della biellese Eva Coen Sacerdotti Scialtiel, era stato celebrato nel 1969, dal Rabbino Sergio Sierra della Comunità di Torino.

Gli attuali sposi, Alberto e Angela, seppur residenti per lo più in Israele, hanno scelto di sposarsi nella Sinagoga del Piazzo con una scelta dettata dall’affetto, la propria Comunità – di cui lo sposo è consigliere – e dal legame che i Calò mantengono con Biella. Alberto Calò, adolescente, fece il suo bar mitzvah (maggiorità religiosa) nella Sinagoga del Piazzo, celebrato da suo nonno, Rav Gustavo Calò, ultimo rabbino capo della Comunità ebraica di Vercelli con Biella nell’immediato dopoguerra, dopo la Shoah e la relativa dispersione degli ebrei dalle nostre province. Rav Calò, uomo colto, già Rabbino di Verona nel 1907, di Corfù fino al 1918, di Bengasi, di Pitigliano fino al 1924, di Mantova dal 1927, fu nominato rabbino di Vercelli nel 1946.

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I discendenti dei Chuetas celebrano il loro matrimonio ebraico, in Israele – per la prima volta in 500 anni!

La scorsa settimana, Shavei Israel ha partecipato con commozione al matrimonio di Antonio (Pinchas) Piña Florit e Xisca (Iscah) Oliver Valls, ambedue discendenti dei Chuetas di Palma di Maiorca. L’evento è stato unico nel suo genere, visto che in 500 anni non si è mai svolta una cerimonia simile! Per più di 500 anni i Chuetas (discendenti dai primi abitanti ebrei dell’isola spagnola di Maiorca, convertiti forzatamente al cattolicesimo secoli fa) non avevano il diritto di sposarsi secondo le leggi ebraiche.

Pinchas ha seguito un viaggio spirituale verso l’ebraismo, attraverso una conversione ufficiale. Oggi è uno chef di successo, famoso autore di diversi libri di cucina e maggiore esperto della speciale cucina di Maiorca. Assieme alla moglie, è arrivato in Israele appositamente per stare sotto la chuppà, nel matrimonio celebrato dal nostro Rav Eliyahu Birnbaum, che ha anche organizzato un ricevimento per la coppia ad Efrat. Anche Rav Nissan Ben Abraham,   già emissario di Shavei Israel a Palma, ha partecipato al grande evento e ha dato una benedizione alla coppia in catalano.

Auguriamo agli sposi un grande MAZAL TOV e, con grande piacere, condividiamo alcune foto e dei video del matrimonio.

Uno dei video mostra il momento più commovente di tutta la cerimonia, Pinchas che dedica una poesia in catalano a sua moglie.

Foto di Laura Ben-David

Il matrimonio si è svolto in una yeshivà vicino a Gerusalemme:

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Pinhas e Linor – Una storia d’amore Bnei Menashe

Che piacere avere celebrato con Pinhas e Linor, un matrimonio che hanno atteso per cinque lunghi anni, fino a quando non hanno fatto ambedue aliyà in Israele. La nostra Laura Ben-David, ospite al matrimonio, ha fatto le foto di questo evento da favola.

Unitevi a noi nell’augurare MAZAL TOV alla coppia!

 

Parashà Emor – Il ruolo del sacro

Esiste un ruolo storico ed un ruolo contemporaneo ed invisibile del Cohen. Il ruolo storico è quello che conosciamo attraverso la Torá, rispetto alla sua presenza nel Bet HaMikdash, rispetto al suo essere persona fisica di incontro tra Dio e uomo, tra rito e Shechina otre la stessa ritualità.
In nome di questo ruolo i primi versetti della nostra parasha di Emor delimitano e definiscono lo spazio ben definito e ben delimitato che il Cohen ha per la propria vita privata sia in positivo che in negativo. Allo spazio del dolore il Cohen può concedere solo lo stretto ambito familiare ed allo spazio positivo come quello matrimoniale il Cohen può concedere solo gli spazi che la Torà delimita: il Cohen non può sposare una divorziata o  una ghioret.
È davvero difficile comprendere le richieste della Torá in questo senso perché è chiaro che a livello emotivo ci è difficile seguire la logica di una imposizione matrimoniale che impone al Cohen di non poter sposare una donna ebrea che sia divorziata o ghioret.

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Matrimonio di gruppo Bnei Menashe – Secondo Round

A seguito della loro aliyà in Israele e la conversione formale all’ebraismo, le coppie Bnei Menashe già sposate in India hanno la possibilità di entrare sotto la chuppà, grazie a Shavei Israel che organizza per loro una “seconda” cerimonia di nozze, secondo la legge ebraica.

Nove coppie Bnei Menashe si sono già sposate a dicembre. La scorsa settimana, un secondo gruppo, di otto coppie, si è sposato a Kfar Hasidim, centro di assorbimento dove vivono i nuovi immigrati.

Ecco alcune foto…

 

E qualcuna ancora…

Nove coppie di immigrati Bnei Menashe si sposano in una cerimonia di gruppo in Israele

Nove coppie Bnei Menashe, tutte immigrate dal Manipur in India lo scorso mese, si sono sposate questa settimana in una cerimonia di gruppo nel centro di assorbimento di Shavei Israel a Kfar Hasidim, secondo la legge ebraica subito dopo la formale conversione.

Le nove coppie fanno parte di un gruppo di 162 immigrati appena arrivati in Israele grazie a Shavei Israel. Arrivano tutti dall’India nord-orientale, centro maggiore per le comunità Bnei Menashe. I nuovi immigrati si vogliono stabilire a Tiberiade in Israele, non appena lasciato il centro di Kfar Hasidim.

“Dopo avere realizzato il sogno di fare aliyà e tornare al popolo ebraico, le nove copie Bnei Menashe adesso hanno un’ulteriore motivo per celebrare”, ha detto il presidente di Shavei Israel, Michael Freund.”Si sono risposati seguendo una tradizionale cerimonia ebraica che simboleggia anche la nuova vita che stanno costruendo nello Stato Ebraico. Auguriamo loro di cuore mazal tov e tanta gioia, salute e successo qui in Israele”. Continue reading “Nove coppie di immigrati Bnei Menashe si sposano in una cerimonia di gruppo in Israele”