Parashà Balak – Amore e timore

Ci lascia sempre molto pensierosi la parasha di Balak. Abbiamo questo re che è terrorizzato dalla potenza di Israele ma allo stesso tempo coglie l’idea che per sconfiggere questa potenza c’è bisogno di un attacco diverso da quello militare.

Ecco che entra in scena Bilaam, il mago, il potere “altro”, l’idea di poter giocare con energie e magia, con benedizioni e maledizioni. Bilaam che a suo modo è un uomo di fede. Una fede particolare, oscura, negativa ma pur sempre fede. Una fede che è paura di Dio, non timore e non amore per Lui. Bilaam è il prototipo, è l’esempio di una fede non ebraica. Rispetta Dio perché ne accetta l’Onnipotenza, non perché ne custodisce l’amore per il mondo e per il genere umano. Vero è che il timore è parte della relazione di fede tra uomo-ebreo e Dio, ma si tratta di un timore che è custodia di rispetto e consapevolezza del nostro limite, non terrore di creatura schiacciata dal potere infiniti di Dio. Ed è per questo motivo che timore ed amore per l’Ebraismo si possono fondere come recitiamo prima dello Shemá, mentre terrore ed amore difficilmente si incontrano. Anche questa è la distanza tra Bilaam e noi.

Una distanza che da Bilaam in poi troveremo ripetuta più volte nella storia della relazione tra uomo e Dio, una relazione che ebraicamente si esprime in modo totalmente diverso, da allora sino ad oggi.

Le comunità di Shavei Israel celebrano Chanukkà 2017 in tutto il mondo

Anche la festa di Chanukkà quest’anno è giunta al termine, ma i ricordi persistono, proprio come quell’olio che ha bruciato per ulteriori sette giorni. Allora facciamo un giro attorno al mondo per vedere come le comunità supportate da Shavei Israel hanno celebrato la Festa delle Luci quest’anno.

Bnei Menashe

E’ la loro prima festa di Chanukkà in Israele e i Bnei Menashe nel centro di assorbimento di Kfar Hasidim hanno inaugurato la loro presenza con un mix di candele Sabra, olio, sufganiot (i krapfen di Chanukkà), canti, balli e buon umore. E anche con un paio di bei neonati, inoltre.

Un gruppo di Bnei Menashe veterani in Israele si è messo in strada visitando Gerusalemme per Chanukkà, parte di un tiyul (giro) festivo.

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Chanukkà – il commento di Rav Pinhas Punturello

Se apriamo le pagine del Talmud nei trattati di Shabbat e Sukkot (rispettivamente 23a e 46a) troviamo che rav Irmiah inserisce un nuovo concetto rispetto all’osservanza del precetto delle candele di Channuka: la benedizione per chi vede le candele accese.

Anche Rambam conferma questa halachà e scrive: “…e colui che vede le candele e non ha ancora benedetto, recita due benedizioni la prima sera, quella che Dio ha compiuto miracoli per i nostri padri e la benedizione per averci mantenuto in vita portato fino a questo momento, le altre sere colui che accende recita due benedizioni e colui che vede le candele accese solo una…” ( Hilchot Meghillà veChannuka 3, 4.)

Rav Ovadya Yosef nel suo Yalkut Yosef mette in ordine questa halachà e ci spiega che colui che vede le candele accese può dire la berachà sui miracoli solo se esistono queste tre condizioni: che egli non abbia ancora acceso le sue candele, che sa che non le accenderà quella stessa sera e che sa che in casa sua nessuno accenderà per lui, né suo padre o sua madre se vive con i propri genitori, né sua moglie o marito se è sposato.

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Chanukkah 5778 (2017) a Palermo

Vi invitiamo ad unirvi a noi per le celebrazioni di Chanukkah quest’anno a Palermo.

L’accensione della settimana candela si svolgerà presso Palazzo Steri (Piazza Marina 6), nel Carcere dei Penitenziati, il 18 dicembre 2017 alle ore 17.

Vi aspettiamo!

Parashà Shelach – Creare la Luce

Dopo la terribile trasgressione degli esploratori che tornati dalla loro spedizione, pur parlando bene ed in maniera oggettiva della terra di Israele, negano la possibilità che essa possa essere conquistata, la generazione del deserto subisce il terribile decreto di non poter più entrare in Eretz Israel e di dover finire i propri giorni (saranno quaranta anni) girovagando, appunto, nel deserto.

All’indomani di quella tragica notte, che secondo il calcolo dei nostri maestri fu il 9 di Av, giorno che nella storia ebraica sarà tristemente segnato da lutti, il popolo ebraico si pente, fa teshuvah, si presenta a Moshe e pretende di andare a combattere proprio per quella terra che fino al giorno prima sembrava essere un orizzonte impossibile e lontano, nonostante le promesse e le assicurazioni divine.

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Rabbi Shimon Bar Yochai – lezione online di Rav Pinhas Punturello

Per il corso “Figure eroiche e tragiche della nostra Storia”, la nuova lezione di Rav Pinhas Punturello, in diretta da Gerusalemme, in occasione della festa del Lag BaOmer.

Per seguire le prossime lezioni, se non è già stato fatto, basta iscriversi gratuitamente a questo link:

Corso figure eroiche e tragiche della nostra storia

Buon ascolto!

Hanukkà con Rav Pinhas Punturello – Lezione 2

La seconda della serie di lezioni dedicate a Hanukkà, tenute dal nostro emissario per l’Italia.

Questa volta si tratta di una riflessione registrata, ma si potrà parlarne con il Rav alla  prossima lezione online da Gerusalemme, del 20 dicembre 2016.

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Hanukkà con Rav Pinhas Punturello – Lezione 1

Ecco qui la registrazione della prima lezione di Rav Punturello su Hanukkà, che il nostro emissario tiene i martedì online, dal 6 al 20 dicembre 2016.

Per ascoltare l’affascinante racconto e la discussione che ne è seguita, basta guardare il video qui sotto.

Hag Hanukkà Sameach a tutti!!

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Parashà Bereshit – La Luce

In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.”

Questi primi versetti della Genesi sono ben noti al mondo occidentale, sia esso laico che religioso e sono talmente noti da essere recepiti in maniera acritica, mentre invece dovremmo porci la domanda del perché Dio abbia scelto di iniziare la Creazione proprio con la luce.

La luce, nella sua essenza assoluta, ha valore solo se relazionata alla sua utilità: sono le creature, piante, animali e uomo, che danno un senso alla luce perché ne recepiscono l’esistenza ed i benefici.

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