Pesach – La festa dell’impegno per la libertà

“ Commuove il cuore come se si ascoltasse la dolcezza di una delicata ninna nanna. Persino quegli ebrei che si sono allontanati dalla fede dei loro padri nella folle ricerca di altre gioie ed altre glorie sono portati verso il profondo del loro essere quando, per caso, sentono di nuovo le vecchie melodie di Pesach che una volta a loro erano tanto care.”

Chi dice queste parole è Heinrich Heine poeta, scrittore, letterato ebreo tedesco che per seguire lui stesso la sua carriera nel 1825 si battezzò definendo questo gesto: “Il proprio biglietto di ingresso in società”. In definitiva un ebreo di quelli che egli stesso descrive: Persino quegli ebrei che si sono allontanati dalla fede dei loro padri nella folle ricerca di altre gioie ed altre glorie sono portati verso il profondo del loro essere quando, per caso, sentono di nuovo le vecchie melodie di Pesach che una volta a loro erano tanto care.”

Di fronte alle parole di Heine possiamo scegliere di intraprendere due strade che conducono a due tipi di reazioni diverse. Una è la strada della commozione, della lacrima identitaria che vede alla nostalgia dei nostri fratelli lontani con speranza di redenzione e di ritorno….verso quel “profondo del loro essere” che viene mosso e commosso dall’ascolto del mah nishtana.

L’altra strada è quella della consapevolezza che sul romanticismo, sulla nostalgia, sul sospiro identitario non si basa Pesach, né la preparazione necessaria ad essa né alcuna delle mitzvot legate al seder ed ai sette giorni di festa che ci aspettano. Continue reading “Pesach – La festa dell’impegno per la libertà”

Parashà Bo – Prendere coscienza della propria libertà

In Esodo 12, ai versetti 12 e 13, leggiamo la descrizione della strana cerimonia che impone agli ebrei di porre il sangue del primo sacrificio di Pesach sugli stipiti delle loro porte e sugli architravi.

Che strano segno e soprattutto perché Dio ha bisogno di un segno per riconoscere le case ebraiche da quelle egiziane?

In molti si sono posti questa domanda e tra questi Don Isaac Abravanel, l’uomo di stato, filosofo e commentatore della Bibbia nato a Lisbona nel 1437 e morto a Venezia nel 1508, dopo aver vissuto la immane tragedia dell’espulsione degli ebrei dalla Spagna e dall’Italia meridionale.

La risposta di Abravanel è molto semplice: Dio non aveva bisogno di nessun segno esterno per riconoscere una casa ebraica da una casa egiziana, ovviamente. Continue reading “Parashà Bo – Prendere coscienza della propria libertà”

Hanukkà con Rav Pinhas Punturello – Lezione 2

La seconda della serie di lezioni dedicate a Hanukkà, tenute dal nostro emissario per l’Italia.

Questa volta si tratta di una riflessione registrata, ma si potrà parlarne con il Rav alla  prossima lezione online da Gerusalemme, del 20 dicembre 2016.

Continue reading “Hanukkà con Rav Pinhas Punturello – Lezione 2”

Hanukkà con Rav Pinhas Punturello – Lezione 1

Ecco qui la registrazione della prima lezione di Rav Punturello su Hanukkà, che il nostro emissario tiene i martedì online, dal 6 al 20 dicembre 2016.

Per ascoltare l’affascinante racconto e la discussione che ne è seguita, basta guardare il video qui sotto.

Hag Hanukkà Sameach a tutti!!

Continue reading “Hanukkà con Rav Pinhas Punturello – Lezione 1”

Portare il bene nel mondo – Il mese di Elul

E’ cominciato il mese di Elul e, quest’anno, la parashà che ha aperto il Rosh Chodes è stata quella di Ree.

Il versetto di apertura della parashà è il famoso monito che recita: “Guardate, io metto oggi davanti a voi la benedizione e la maledizione.” (Deuteronomio 11,26)

Davanti a noi, nel percorso che il mese di Elul segna per i prossimi trenta giorni, ma che in realtà è il simbolo della vita di ogni persona, c’è la possibilità di scegliere tra bene e male, tra benedizione e maledizione o come recita il versetto in ebraico tra ברכה e קללה.

La sola possibilità di scelta, il solo fatto che Dio ci abbia donato la possibilità di scelta, deve avere un presupposto di base.

Continue reading “Portare il bene nel mondo – Il mese di Elul”