Parashà Behar Sinai – Che cosa è la libertà?

Esistono due parole bibliche per libertà. Una è chofshi/chofesh, חופש חופשי utilizzata con il precetto della libertà degli schiavi (come è scritto in Esodo 21, 2).  Questa stessa parola è usata nell’inno nazionale di Israele, Hatikva, che cita “i duemila anni di speranza di essere un popolo libero (עם חופשי בארצנו) nella nostra terra”.

L’altra parola è dror, דרור che viene usata nel contesto dell’anno del Giubileo, parola anche scolpita nella Campana della Libertà a Filadelfia: “Proclamate la libertà (dror דרור) in tutto il paese per tutti gli abitanti.” (Levitico. 25,10), che si trova esattamente nella parashà di Behar Sinai.

Il Dror è la libertà di movimento, di commercio, una libertà che ben si adatta ad una società che per la prima volta si affaccia alla vita collettiva in una nuova terra. Continue reading “Parashà Behar Sinai – Che cosa è la libertà?”

L’emissario di Shavei Israel tiene una lezione di legge ebraica presso l’Università di Cracovia

Gli studenti dell’Università Jagellonica di Cracovia hanno partecipato a una lectio speciale sulla Legge Ebraica, tenuta dall’emissario di Shavei Israel presso la città polacca. Rav Avi Baumol ha offerto agli studenti polacchi, in gran parte non ebrei, delle nozioni fondamentali sulle corti ebraiche, sul genere di legge che si trova nella Torah, e cosa ben importante – sulle leggi di Dio e le leggi degli uomini.

Erano presenti 83 persone.

Il luogo della lezione era particolarmente significante: prima della seconda guerra mondiale, il 31% degli studenti presso l’Università Jagellonica erano ebrei. Era la prima volta in cui Rav Baumol parlava in questo ateneo.

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Parashà Devarim – L’insegnamento ebraico

Il libro del Deuteronomio, Devarim, è l’ultimo libro del Pentateuco, quello che più di ogni altro esprime la necessità della partecipazione e della responsabilità umana per attuare pienamente il progetto divino nel mondo.

Rav Shimshon Refael Hirsch spiega che Devarim è il libro che avrebbe accompagnato Israele nella sua nuova vita dal deserto alla costruzione di una società ebraica in Eretz Israel. È il libro degli insegnamenti morali, della legge, della presenza divina che smette di essere sovrannaturale come durante il cammino nel deserto e diventa quotidianità o per meglio dire diventa obbligo di costruzione di una quotidianità che si richiami costantemente al Divino.

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Parashà Mishpatim – Il sentimento trascendentale che dà la Legge alla nostra vita

“E queste sono le leggi che porrai dinanzi a loro. Se acquisterai uno schiavo ebreo, lavorerà per sei anni ed al settimo lo lascerai libero…” Esodo, 21 1-2.

L’essenza legislativa della Torà si ritrova in questa parashà: non perché contenga il maggior numero di comandamenti (ne abbiamo qui 53, poi ve ne saranno 63 nella parashà di Emor e 74 in Ki Teze) bensì perché il suo stesso nome, Mishpatim, definisce la sua caratteristica fondamentale. Mishpatim significa leggi. Dato che la maggior parte della gente considera l’ebraismo come un insieme sistematico di leggi, è ragionevole affermare che la sezione della Torà dedicata ai “mishpatim” ce ne fornisca la definizione ed i significati basilari.

Dopo la teofania del Sinai che abbiamo letto nella parashà precedente, la Torà ci insegna adesso che il Dio della Rivelazione è allo stesso tempo il Dio che comanda, che ordina e che l’unicità dell’Ebraismo poggia su questa legislazione totalizzante – olistica si direbbe oggi – che abbraccia tutti gli aspetti della vita, sia per quanto riguarda la persona che la comunità.

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