Non lasciamo morire la lingua ladina (giudeo-spagnola)

Pubblichiamo un articolo del presidente di Shavei Israel, Michael Freund, uscito nel Jerusalem Post.

Seguendo la logica, l’eredità degli ebrei spagnoli del periodo medievale dovrebbe da tempo essere scomparsa. La comunità, la più grande e influente dell’Europa del tempo, fu espulsa nel 1492 e sparpagliata per il mondo, dal Medio oriente ai Balcani all’Africa settentrionale. Poche culture sarebbero sopravvissute ad una catastrofe simile e al trauma collettivo, visto che gli individui hanno dovuto vivere in paesi stranieri.

Nonostante tutto, la tradizione giudeo spagnola linguistica e religiosa, unica nel suo genere, continua a vivere – e sprona Israele e il popolo ebraico a fare di più per coltivare e nutrire questo punto critico del nostro patrimonio culturale.

Ne ho potuto cogliere qualche aspetto durante l’ultimo Seder, quando mi sono unito a mia nuora e alla sua famiglia di origini turco-ebraiche, per ricordare il nostro Esodo dall’Egitto.

Ad un certo punto, senza avvertimento, ho sentito nuove canzoni, melodie differenti e anche qualche frammento di Haggadà letto in giudeo-spagnolo, un dialetto emotivo che unisce in sé lo spagnolo antico e l’ebraico assieme a termini aramaici. 

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