Fernando Flores Castaneda e il suo aiuto alla comunità ebraica in Guatemala

Il team internazionale di Shavei Israel include capi delle comunità e volontari che cercano di organizzare il nostro lavoro nel modo più effettivo possibile, cercando di migliorare la qualità della vita ebraica nelle comunità sparse in tutto il globo. Vi presentiamo Fernando Flores Castaneda dal Guatemala, attuale presidente del Shaar Hashamaim Jewish Zionist Center di Guatemala City.

Fernando, 44 anni, lauree in amministrazione d’imprese, economia e teologia, unisce il suo lavoro nella più grande catena di negozi di ottica dell’America Latina con il gestire progetti ebraici in città. Nel 2005, assieme alla sua famiglia e agli amici, ha decido che l’ebraismo era il percorso della sua vita.

“Non è stato un viaggio facile, ma abbiamo resistito”, ricorda. Da allora si è sposato e ha avuto due figli, Yosef e Beniamino.

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Il rabbino di Shavei Israel si è recato nel kibbutz di Gilgal

Durante le ultime feste di Pesach, l’emissario di Shavei Israel Rav Elisha Salas assieme alla moglie Avigail, si sono recati nel Kibbutz Gilgal, nome già noto dai tempi biblici.

“La visita è stata guidata da Shmil Rosenblau, uno dei più anziani abitanti del kibbutz, che conoscendone così bene la storia ha parlato con orgoglio ed entusiasmo dei suoi momenti più significativi e dei luoghi simbolici.

Come tutto in Israele, Gilgal è un luogo magico dove antico e moderno coesistono, permettendoci di viaggiare nel tempo. E ci sono così tante cose da imparare!

Quindi, grazie al nostro amico Shmil, abbiamo attraversato i millenni, partendo dall’arrivo del popolo ebraico in Israele che era passato proprio da Gilgal, dopo avere attraversato il Giordano circa tremila anni fa (Giosuè 4:20 – 5:12), attraverso la conquista di Gerico (Giosuè, capitolo 6), le vite dei profeti Elia e Elisha (Re, 2:1-22), fino ai momenti della storia moderna, dove abbiamo visto le trincee e le installazioni militari degli anni ’60 e ’70.

Shmil ci ha fatto vedere tutto il kibbutz, dedicato principalmente alla coltura dei datteri e alla produzione di latte. Visto che eravamo lì durante la settimana di Pesach, anche il cibo per le mucche era casher le Pesach!

Volevamo andare a Gilgal proprio perché è stato lì che Pesach è stato celebrato per la prima volta, poco dopo l’entrata in Terra d’Israele del popolo guidato da Giosuè.

Per noi è stato veramente un viaggio meraviglio! Grazie mille, Shmil!

Le comunità di Shavei Israel celebrano il Giorno dell’Indipendenza di Israele

La scorsa settimana, le comunità di Shavei Israel hanno celebrato il 71esimo compleanno di Israele, il Giorno dell’Indipendenza, e hanno condiviso con noi foto delle attività e dei festeggiamenti.

Bnei Menashe

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Un luogo molto importante per una mostra significativa

La nostra direttrice del marketing, fotografa e responsabile dei mezzi di comunicazione, Laura Ben-David, ha scattato migliaia di foto dei Bnei Menashe, dall’India a Israele, e li ha presentati al pubblico di tutto il mondo.

La sua ultima mostra, che parla della storia dei Bnei Menashe, è stata presentata durante l’apertura del Festival GATI – Arti della Galilea, durante le feste di Pesach a Tsfat.

Le foto di Laura, già presentate all’AACI di Gerusalemme, erano dedicate al viaggio dei Bnei Menashe fino in Israele e riflettevano i tre capitoli della loro storia: ricordi dell’India, l’aliyà, e la nuova vita nello Stato Ebraico.

Per caso, alcune foto mostrano dei Bnei Menashe che proprio ora vivono a Tsfat. “Per una volta non sono andata a Tsfat a fare foto, ma per metterle in mostra. Questo è parte del mio lavoro per Shavei Israel, un lavoro pieno di amore”.

La mostra può essere portata in altri luoghi e istituzioni, sinagoghe o centri comunitari. Per ulteriori informazioni scrivete a laura@shavei.org

L’emissario di Shavei Israel ha visitato la comunità di Beit Toldot in Ecuador

La comunità di Beit Toldot si trova nella città di Guayaquil, in Ecuador ed è costituita da 10 famiglie circa che hanno deciso di riconnettersi alle loro radici ebraiche, sotto la supervisione di Rav Shimon Yehoshua, nostro emissario in Colombia. Il recente shabbat è stato per loro molto speciale, grazie ad una visita del nostro rabbino in Ecuador, proprio poco prima delle feste di Pesach.

I Bnei Anusim di Guayaquil conducono una vita tradizionalmente ebraica e fanno del loro meglio per rispettare la Torah e i suoi comandamenti, studiare il Talmud e i testi sacri ebraici, celebrare le feste ebraiche e rafforzare il loro legame con la Terra d’Israele. Durante la visita di Rav Yehoshua, diverse mezuzot sono state sistemate agli stipiti delle porte.

I membri della comunità Beit Toldot si riuniscono regolarmente per preghiere, Shabbat e celebrazioni di feste varie, ma anche per lezioni durante la settimana. 

Siamo felici di condividere con voi alcune foto dell’ultima visita di Rav Yehoshua a questa comunità così viva e gioiosa.

Lo storico incontro ad AIPAC su Ispanici e Latini con radici ebraiche

La scorsa settimana AIPAC, la più importante organizzazione pro-Israele, ha organizzato un incontro unico nel suo genere, dove si è discusso di come riconnettere i Latini e gli Ispanici agli Ebrei. L’incontro, moderato dal fondatore e presidente di Shavei Israel, Michael Freund, portava il titolo “Riconnettere Latini e Ispanici con il mondo ebraico”. Tra i partecipanti vi erano il presidente di Reconectar Ashley Perry, il Dr. Ofir Haivry e la signora Genie Milgrom.

L’incontro ha riscosso grande successo, dando finalmente importanza al gran numero di persone sparse in tutto il mondo che hanno antenati provenienti dalla Penisola Iberica.

Genie Milgrom ha descritto il suo viaggio personale di riscoperta delle proprie radici ebraiche, di come sia riuscita a tracciare il suo albero genealogico fino a 22 generazioni addietro. La sua ricerca è durata 15 anni ed è stato molto difficile ottenere tutta la documentazione.

Una riflessione di Genie sulla conferenza: “Torno a casa molto emozionata e piena di idee. Mi sento onorata di avere parlato con un gruppo di persone così illuminate. E’ una scalata che tutti noi condividiamo, per l’amore della nostra storia perduta e per la connessione tra fratelli nel mondo d’oggi…”

Si può guardare l’intero incontro qui.

Una nazione, tanti volti

Pubblichiamo qui la traduzione di un articolo del presidente di Shavei Israel, Michael Freund, pubblicato nel Jewish Journal.

“In tutto il mondo una rinascita senza precedenti è in atto. I discendenti degli ebrei, dalle mille vite diverse, vogliono ritornare alle loro radici e ricongiungersi al proprio patrimonio culturale.

Durante gli ultimi 15 anni, tramite l’organizzazione che presiedo Shavei Israel, ho conosciuto una moltitudine di persone i cui antenati erano stati parte del nostro popolo e che ora cercano un modo per riunirsi a noi. Questo è uno sviluppo che porterà al rimodellamento dei contorni, del carattere, ma anche dei colori dell’ebraismo.

Dagli ebrei di Kaifeng in Cina, i cui antenati sefarditi hanno viaggiato attraverso la Via della Seta, fino ai Bnei Menashe dell’India nord-orientale, che sostengono di discendere dalla Tribù Perduta di Israele, per arrivare agli “ebrei nascosti” della Polonia dai tempi della Shoah, vi è una moltitudine di connessioni storiche al popolo ebraico.

Può darsi che il più grande di questi gruppi sia quello dei Bnei Anusim, definiti dagli storici con il termine derogatorio di Marrani, i cui antenati sono quegli ebrei spagnoli e portoghesi forzati alla conversione al cattolicesimo durante il XV e XVI secolo. Gli studiosi stimano che al mondo ce ne siano milioni, e un recente studio genetico pubblicato nel dicembre 2018 ha rivelato che il 23% dei Latini d’America abbia delle radici genetiche ebraiche.

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Una ebrea Subbotnik a 71 anni si reca per la prima volta al Kotel

La scorsa settimana è stata davvero speciale per Anna Lazarevna Bocharnikova, originaria di Vysoki in Russia, che si trova al momento con la sua famiglia a Beit Shemesh. Martedì scorso ha visitato il Kotel (o Muro del Pianto) per la prima volta in vita sua e si è goduta la bellissima passeggiata nelle vie della Città Vecchia di Gerusalemme. Durante la sua visita in Israele, Anna Lazarevna ha anche festeggiato il suo 71esimo compleanno.

Anna Lazarevna è stata accompagnata da un’amica e concittadina di Vysoki, che ha già fatto aliyà cinque anni fa grazie al supporto di Shavei Israel. Tova ha già fatto da insegnate di tradizioni e lingua ebraica ai suoi compaesani molti anni prima di immigrare in Israele. Tova aveva anche lavorato alla scuola domenicale di Vysoki ed era stata tra i leader della comunità.

Le signore hanno condiviso un paio di loro foto con noi.

Il nostro emissario in Polonia parla del rischio di un incremento dell’antisemitismo

Il nostro emissario in Polonia, rav Yehoshua Ellis, rabbino di Katowice in Polonia, ha parlato con uno dei più importanti quotidiani israeliani, il Jerusalem Post sui rischi dell’incremento dell’antisemitismo ai giorni nostri. L’articolo si può leggere qui.

(La foto di Rav Ellis è di Bozena Nitka)

E qui a seguire una tradizione dell’intervista di Mayaan Jaffe-Hoffman

“Vi è un palpabile senso di antisemitismo in Polonia oggi, secondo uno dei suoi rabbini capo. Yehoshua Ellis, rabbino capo di Katowice, vive in Polonia dal 2010 come emissario di Shavei Israel. Si è trasferito a Varsavia tre anni fa, dove è anche capo della missione rabbinica per i cimiteri ebraici in Polonia e assistente rabbinico del rabbino capo della Polonia e di Varsavia, Michael Schudrich.

Da quando le tensioni sono aumentate tra Israele e Polonia una decina di giorni fa, la comunità ebraica polacca si sente alienata.

<C’è un famoso detto che dice quando due elefanti lottano è l’erba che ne soffre.> dice Ellis al Jerusalem Post. <Gli ebrei polacchi sono proprio l’erba in questo conflitto>.

Ellis ci spiega che molti polacchi confondono tra Israele ed ebrei. < C’è molta confusione nell’identificare un paese e un popolo. Abbiamo quindi notato un incremento di messaggi razzisti negli ultimi giorni. Questo potrebbe portare a gesti e azioni >.

Il 15 febbraio il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva detto ai media israeliani: “I polacchi hanno cooperato con i tedeschi durante la Shoah”. Anche se hai poi spiegato che non si riferisse a tutta la Polonia e tutti i cittadini polacchi, il premier polacco Mateusz Morawiecki ha deciso di non partecipare al summit del gruppo Vysehrad dei capi di stato di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia. L’incontro si sarebbe dovuto tenere in Israele, ma dopo la rinuncia di tutto lo staff polacco l’incontro è stato annullato.

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