Un viaggio alle radici per i Bnei Menashe

E’ stata una lunga notte per i Bnei Menashe…A due mesi e mezzo dal loro così desiderato arrivo in Israele, hanno fatto un tour molto particolare legato alla loro discendenza.

E’ iniziato a mezzanotte alla Tomba di Giuseppe, padre del loro antenato biblico Menasse, nel cuore della Samaria; è proseguito a Betlemme alla Tomba di Rachele, madre di Giuseppe. Infine sono giunti al Muro del Pianto per una commovente preghiera dell’alba, nel cuore di Gerusalemme, il luogo più santo per un ebreo.

Abbiamo alcune foto…

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Matrimonio di gruppo Bnei Menashe – Secondo Round

A seguito della loro aliyà in Israele e la conversione formale all’ebraismo, le coppie Bnei Menashe già sposate in India hanno la possibilità di entrare sotto la chuppà, grazie a Shavei Israel che organizza per loro una “seconda” cerimonia di nozze, secondo la legge ebraica.

Nove coppie Bnei Menashe si sono già sposate a dicembre. La scorsa settimana, un secondo gruppo, di otto coppie, si è sposato a Kfar Hasidim, centro di assorbimento dove vivono i nuovi immigrati.

Ecco alcune foto…

 

E qualcuna ancora…

Un Bnei Menashe rimasto gravemente ferito durante un attacco terroristico torna per la prima volta a casa

Even Ezer Holaring, un membro della comunità Bnei Menashe rimasto gravemente ferito durante un attacco terroristico lo scorso novembre, è tornato a casa.

Per la prima volta in due mesi, da quando un terrorista palestinese si è lanciato con la sua macchina su Holaring all’incrocio del Gush Etzion, il 35enne Bnei Menashe padre di sei bambini, è stato accompagnato a casa dall’ospedale Hadassah per una visita del fine settimana. E’ tornato nella struttura sul Monte Scopus il sabato sera per continuare la sua riabilitazione.

Holaring è stato accolto gioiosamente con una piccola festa organizzata da famiglia e amici a Kiryat Arba, dove vive. Il capo del consiglio comunale Malachi Levinger ha visitato la casa dei Holaring: “Even Ezer, sei un simbolo di coraggio, e tutti noi preghiamo affinché ritorni a casa definitivamente il più presto possibile, con l’aiuto della tua comunità”. Continue reading “Un Bnei Menashe rimasto gravemente ferito durante un attacco terroristico torna per la prima volta a casa”

I nostri volontari al servizio di comunità ebraiche in tutto il mondo

Il lavoro di Shavei Israel in tutto il mondo, per aiutare le comunità “perdute”, richiama molta attenzione. Non stupisce che persone di tutte le età, con svariati interessi a dalla diversa provenienza, si uniscano ai nostri progetti dando il loro grandissimo contributo nel sostenere gli ebrei di tutto durante il ritorno alle proprie radici.

L’aiuto che ci offrono è molteplice. Alcuni organizzano attività per le comunità con le quali hanno un legame culturale diretto: come le donne della comunità di Beit Shemesh che aiutano Shavei Israel nell’organizzazione delle feste nel centro culturale del luogo, o Alexander Moiseevich che da anni è il gabbai (sagrestano in senso ebraico) della sinagoga di Vysoki, cittadina della Russia meridionale.

E’ interessante la storia di Abigail (Marina) Erlich, la cui famiglia è immigrata dall’Argentina in Portogallo, stabilendosi a Lisbona. Dopo una visita a Belmonte, Abigail ha deciso di seguire i corsi di Rav Elisha Salas, emissario di Shavei Israel, e infine si è convertita ufficialmente presso un beit-din in Israele. Dopodiché il suo interesse per l’ebraismo è solo cresciuto e ha deciso di aiutare gli altri nel loro percorso di ritorno. In questo periodo, Abigail è responsabile dei social media di Shavei Israel in portoghese, cercando di offrire informazioni sulle nostre attività al maggior numero di utenti. Abigail partecipa agli eventi della comunità di Belmonte, parla a seminari e pubblica suoi articoliContinue reading “I nostri volontari al servizio di comunità ebraiche in tutto il mondo”

I nuovi immigrati Bnei Menashe celebrano un nuovo piccolo Sabra con un Sandek d’eccezione

Il presidente di Shavei Israel è tante cose insieme: fondatore di Shavei Israel e organizzatore degli aiuti per gli ebrei che vogliono tornare alle loro radici, già consulente per la comunicazione per il gabinetto del Primo ministro israeliano, e editorialista per il Jerusalem Post.

Adesso Freund può aggiungere un onore inaspettato: Sandek, cioè la persona che tiene il neonato mentre il mohel esegue il brit mila (la circoncisione). Sandek a volte è anche tradotto come “padrino”.

Il bambino in questione è Ovadiah Daniel, figlio di Shimshon (26 anni) e Hadassah (25 anni) Lunghel. I Lunghel sono stati tra i 162 immigrati Bnei Menashe arrivati dall’India nel dicembre 2017.  Continue reading “I nuovi immigrati Bnei Menashe celebrano un nuovo piccolo Sabra con un Sandek d’eccezione”

Rav Elisha Salas ha incontrato il nuovo ambasciatore del Portogallo in Israele

Rav Elisha Salas, emissario di Shavei Israel in Spagna e Portogallo, ha incontrato recentemente João Bernardo Weinstein, il nuovo ambasciatore portoghese in Israele; all’incontro ha anche partecipato Irith Freudenheim, addetta economica dell’ambasciata.

Durante l’incontro, sono state discusse diverse questioni nel contesto dello scambio culturale tra i due paesi, quali la disseminazione della cultura ebraica in Portogallo così come il lascito degli ebrei portoghesi in Israele. Rav Salas ha parlato con l’ambasciatore riguardo al lavoro di Shavei Israel in Portogallo, e ha riferito delle questioni discusse con l’ambasciatore precedente, Miguel Almeida e Sousa.

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Nove coppie di immigrati Bnei Menashe si sposano in una cerimonia di gruppo in Israele

Nove coppie Bnei Menashe, tutte immigrate dal Manipur in India lo scorso mese, si sono sposate questa settimana in una cerimonia di gruppo nel centro di assorbimento di Shavei Israel a Kfar Hasidim, secondo la legge ebraica subito dopo la formale conversione.

Le nove coppie fanno parte di un gruppo di 162 immigrati appena arrivati in Israele grazie a Shavei Israel. Arrivano tutti dall’India nord-orientale, centro maggiore per le comunità Bnei Menashe. I nuovi immigrati si vogliono stabilire a Tiberiade in Israele, non appena lasciato il centro di Kfar Hasidim.

“Dopo avere realizzato il sogno di fare aliyà e tornare al popolo ebraico, le nove copie Bnei Menashe adesso hanno un’ulteriore motivo per celebrare”, ha detto il presidente di Shavei Israel, Michael Freund.”Si sono risposati seguendo una tradizionale cerimonia ebraica che simboleggia anche la nuova vita che stanno costruendo nello Stato Ebraico. Auguriamo loro di cuore mazal tov e tanta gioia, salute e successo qui in Israele”. Continue reading “Nove coppie di immigrati Bnei Menashe si sposano in una cerimonia di gruppo in Israele”

Le comunità di Shavei Israel celebrano Chanukkà 2017 in tutto il mondo

Anche la festa di Chanukkà quest’anno è giunta al termine, ma i ricordi persistono, proprio come quell’olio che ha bruciato per ulteriori sette giorni. Allora facciamo un giro attorno al mondo per vedere come le comunità supportate da Shavei Israel hanno celebrato la Festa delle Luci quest’anno.

Bnei Menashe

E’ la loro prima festa di Chanukkà in Israele e i Bnei Menashe nel centro di assorbimento di Kfar Hasidim hanno inaugurato la loro presenza con un mix di candele Sabra, olio, sufganiot (i krapfen di Chanukkà), canti, balli e buon umore. E anche con un paio di bei neonati, inoltre.

Un gruppo di Bnei Menashe veterani in Israele si è messo in strada visitando Gerusalemme per Chanukkà, parte di un tiyul (giro) festivo.

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Parashà Vayeshev – Essere dei sognatori

La parashà di Vayeshev si apre con le parole: “Questa è la discendenza di Giacobbe. Giuseppe…” Frase abbastanza strana per il semplice fatto che i figli di Yaakov erano dodici e non solo Yosef-Giuseppe.

Rashi cita tre ragioni per le quali Yosef viene indicato come il discendente di Yaakov.

Prima di ogni cosa il motivo fondamentale per il quale Yaakov ha servito Lavan era il matrimonio con Rachel, la madre di Yosef. In secondo luogo le fattezze e l’aspetto esteriore di Yosef erano esattamente identiche a quelle di Yaakov ed in ultima analisi tutto ciò che è accaduto a Yaakov è anche accaduto a Yosef: entrambi sono stati odiati, entrambi avevano fratelli che li avrebbero voluti uccidere.

Il Midrash, Bereshit Rabba 84,6, aggiunge poi altre analogie tra padre e figlio, quali: entrambi sono nati da madri sterili con difficoltà nel parto, entrambi hanno avuto ricchezze nella loro vita, entrambi hanno trascorso molti anni fuori dalla terra di Israele, entrambi sono morti in Egitto e lì sono stati imbalsamati in attesa di una vera sepoltura in Israele. Continue reading “Parashà Vayeshev – Essere dei sognatori”