Eliezer Menashe è stato premiato dal Presidente Rivlin e dal Primo Ministro

Ha fatto aliyah nel 2010 dall’India, quando aveva 16 anni. Questa settimana, Eliezer Menashe, adesso 22enne, è https://www.viagrapascherfr.com/viagra-naturel-femme-maison/ stato invitato a Beit Hanasi – la casa del Presidente di Israele Reuven Rivlin – per ricevere la Medaglia dell’Eccellenza del Presidente, per il suo servizio nell’IDF nella 13 brigata Golani.

Quando Eliezer non è nell’esercito, vive a Ofra con sua madre e i suoi tre fratelli Bnei Menashe che sono immigrati dall’India in Israele. Il fratello maggiore di Eliezer, Yehoshua, è stato il primo della famiglia ad arrivare, nel 2000 e anche lui ha prestato all’epoca servizio nell’IDF.

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L’IDF crea su Facebook un post da migliaia di “like” per un soldato Bnei Menashe

Con quasi due milioni di “like”, la pagina Facebook dell’Israel Defense Forces è di per sé una potenza. Ogni giorno, il profilo dell’IDF nei social-media presenta la nuova storia di un soldato o un nuovo programma dell’IDF che ci può rendere orgogliosi.

Questa settimana, l’IDF ha messo sotto i riflettori il “Soldato Daniel”, un membro della comunità dei Bnei Menashe che ha fatto aliyà in Israele nel 2006 ed è adesso un soldato combattente nella Brigata di elite – Givati.

Siamo toccati dal lungo viaggio di Daniel, dall’India fino in Terra Santa, dalla sua dedizione nel proteggere il suo paese, e dalla decisione dell’IDF di condividere con i suoi milioni di fan su Facebook la storia del coraggioso giovane uomo Bnei Menashe.

Il post su Daniel è già stato visualizzato migliaia di volte e ha ottenuto migliaia di “like”. Eccolo qui:

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Reuven non si ferma: un soldato torna in servizio dopo essere stato ferito da un cecchino

Dal Mako website,  un profilo di Reuven Tonung, un soldato Bnei Menashe.

Abbiamo già parlato diverse volte dei Bnei Menashe, la cui identità ebraica è stata riconosciuta solo da qualche anno. I Bnei Menashe hanno vissuto in India, e con l’aiuto di organizzazioni come Shavei Israel, hanno iniziato a immigrare in tanti negli anni passati. Molti di loro prestano servizio in posizioni cruciali all’interno dell’esercito.

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Uno di questi è il sergente maggiore Reuven Tonung, un sottufficiale nell’unità Kometz, con il compito di difendere le frontiere.

Tonung è in servizio nell’IDF oramai da dieci anni, e nemmeno una ferita grave causata da un cecchino, è stata in grado di fermarlo.

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Israele celebra la sua prima Giorntata dell’Aliyà! Rendiamola ancora più reale!

Il tempismo non è stato voluto, ma forse non è un caso che Israele abbia celebrato la sua Festa dell’Aliyà nel periodo delle elezioni americane, dimostrando una voglia di unità e senso di condivisione.

La nuovissima festa del calendario nazionale ebraico, istituita dalla Knesset a giugno di quest’anno, vuole enfatizzare l’importanza dell’aliyà in Israele, assieme al contributo cruciale che danno i nuovi immigrati nello sviluppo del paese.

In tutto il paese, martedì 8 novembre, nelle scuole si sono tenuti corsi sull’immigrazione in Israele, alla Knesset ci sono stati diversi incontri sul tema, e vi sono state cerimonie alla residenza del Presidente, ai quartieri generali dell’IDF e negli uffici della Polizia Israeliana.

La giornata si è conclusa con un incontro al Jerusalem’s International Convention Center con il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro della difesa Avigdor Lieberman, la ministra dell’integrazione Sofa Landver e il presidente dell’Agenzia Ebraica Natan Sharansky. Gli ultimi tre sono immigranti loro stessi.

“Come me, centinaia di migliaia di olim (immigrati) arrivano in Israele ogni anno per lo stesso senso di connessione alla loro terra”, Landver ha detto al The Jerusalem Post. “Sono orgoglioso ed emozionato che per la prima volta si tenga una giornata dedicata all’aliyà in Israele”.

Shavei Israel in particolare apprezza l’istituzione della Giornata dell’Aliyà.

Da quando è stata fondata la nostra organizzazione, ci siamo dedicati alla promozione su scala internazionale dell’accoglienza degli esiliati. Il nostro lavoro con le comunità ebraiche in India, Cina, Europa e nelle Americhe ha aiutato migliaia di ebrei a riconnettersi alle proprie radici e alla propria terra.

E non abbiamo finito.

Rendiamo la Giornata dell’Aliyà reale per ancora più ebrei. In questo momento 700 Bnei Menashe aspettano di fare aliyà con il vostro aiuto. Visita la pagina per fare oggi la tua donazione.

Il primo ministro Netanyahu ha tratto queste conclusioni da questa giornata. L’aliyà “è lo scopo principale dello Stato Ebraico e la realizzazione della profezia biblica”, ha detto. “Il Popolo Ebraico sta ritornando in Terra d’Israele e costruendo lo Stato d’Israele. Questa è una grande festa per tutti i cittadini, nuovi e vecchi”.

VIDEO: una commovente cerimonia dei Bnei Menashe, alla Yeshivat Maalot

Shavei Israel è orgogliosa dei 270 Bnei Menashe che si sono stabiliti a Maalot, nel nord di Israele. Guardate questo emozionante e molto commovente filmato, dove i Bnei Menashe celebrano alla Yeshivat Maalot l’avere terminato dei corsi professionali di studio, così come uno speciale certificato dato ai soldati dell’IDF ad alcuni di loro, nel programma pilota Hesder, che unisce lo studio della Torah con il servizio di combattimento.

Le comunità di Shavei Israel festeggiano il 68° compleanno di Israele

di Brian Blum

Israele celebra il suo 68° compleanno a partire da questa sera con lo Yom HaZicharon – la Giornata della Memoria per i Caduti – che passa poi nello Yom Ha’atzmaut (Giornata dell’Indipendenza) non appena il sole scende sul Mar Mediterraneo.

E’ un giorno molto speciale per Shavei Israel – dopo tutto, il nostro nome significa letteralmente “Israele Ritorna”. E’ quindi con grande gioia che auguriamo a tutte le nostre comunità e a tutti quelli che ci sostengono – felice Yom Ha’atzmaut!

Shavei Israel ha avuto il privilegio negli ultimi decenni di aiutare migliaia di Ebrei delle Tribù Perdute e le Comunità ebraiche “nascoste” a ritornare al Popolo ebraico e al moderno Stato Ebraico. Non saremmo riusciti da farlo senza di voi – vogliamo quindi condividere la gioia di tutte le nostre comunità nel mondo!

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Un ebreo cinese si arruola nell’IDF

di Brian Blum

E’ nell’esercito adesso: Tony (Hoshea) Liang è l’ultimo degli ebrei cinesi ad arruolarsi nell’IDF (Forze di Difesa Israeliane).

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Sei anni fa Shavei Israel ha aiutato sette giovani uomini cinesi a fare aliyah dall’antica comunità ebraica di Kaifeng. Gidon Fan e Yonatan Xue hanno già completato il loro servizio nell’esercito, mentre Moshe Li ha ancora qualche mese davanti a sé (e la vita militare gli piace così tanto che vuole firmare per un altro periodo).

Tony, il più giovane tra i sette – aveva solo 18 anni quando arrivò in Israele – si è arruolato a metà dicembre, e servirà per sei mesi, di cui i primi tre saranno un ulpan di ebraico intensivo, con una particolare attenzione alla terminologia che serve nell’esercito. Sarà una specie di ritorno agli inizi della vita in Israele, quando Tony e i suoi amici cinesi studiavano all’ulpan del Kibbutz Sde Eliyahu. A questo sono seguiti diversi anni di studi in una yeshiva a Gerusalemme, prima che i sette uomini facessero conversione ufficiale all’ebraismo, sotto gli auspici del Rabbinato Centrale di Israele, due anni fa.

Da allora hanno seguito percorsi professionali differenti. Yonatan ha sfruttato il suo periodo nell’esercito per approfondire le conoscenze che si era portato dalla Cina, diventando un assistente odontoiatra. Tony nel frattempo, aveva iniziato una carriera nell’industria alberghiera, lavorando prima in un hotel della zona e ultimamente guidando gruppi di turisti cinesi nella Terra Santa – un lavoro che spera di potere continuare dopo il servizio militare.

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Gli ebrei hanno vissuto a Kaifeng, una volta tra le capitali della Cina imperiale, per più di mille anni, arrivando inizialmente come mercanti dalla Persia o dall’Iraq, facendo affari lungo la Via della Seta.

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