Foto mozzafiato dal Manipur, in India

Condividiamo con emozione le foto scattate a dicembre dal fotografo professionale Joel Shoot, durante la sua visita alla comunità Bnei Menashe in India. Le foto fatte per Chanukkà hanno riportato alla luce volti che non avevamo mai visto prima.

Se ogni foto racconta una storia, abbiamo 22mila storie da raccontare adesso.

Primo convegno su “Identità e Memoria Sefardita” in Portogallo

Lo scorso mese si è svolto un congresso senza precedenti in Portogallo: una tre giorni di conferenze accademiche, tenute da importanti storici, sul passato ebraico del Portogallo.

L’evento si è svolto a Braganza, una città portoghese con un importante passato ebraico. Il capitano Arturo Barros Bastos, noto come il “Dreyfus portoghese”, fu molto attivo e impegnato a Braganza al fine di salvarne i Marrani (come annotato nel suo libro di memorie).

Il congresso si è rivolto innanzitutto agli eredi dei Bnei Anusim (ebrei forzatamente convertiti al cattolicesimo), che hanno sempre saputo delle loro origini, ma finora avevano preferito tenerle nascoste. Questa è stata l’occasione per riconnettersi.

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Convegno “Siciliani senza Sicilia – Ebrei di Sicilia in terra d’altri”

Vi aspettiamo il 12 gennaio 2017 alle ore 17.00, a Palermo presso l’Archivio Storico di via Maqueda per il convegno
“Siciliani senza Sicilia – Ebrei di Sicilia in terra d’altri”.

Parteciperanno Serena Di Nepi, Rita Calabrese e il nostro emissario Rav Pinhas Punturello.
Parteciperà anche mons. Raffaele Mangano, vicario episcopale.

L’incontro sarà occasione per annunciare ufficialmente l’apertura della prima sinagoga a Palermo dopo 500 anni.

Hanukkà con Rav Pinhas Punturello – Lezione 2

La seconda della serie di lezioni dedicate a Hanukkà, tenute dal nostro emissario per l’Italia.

Questa volta si tratta di una riflessione registrata, ma si potrà parlarne con il Rav alla  prossima lezione online da Gerusalemme, del 20 dicembre 2016.

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Hanukkà con Rav Pinhas Punturello – Lezione 1

Ecco qui la registrazione della prima lezione di Rav Punturello su Hanukkà, che il nostro emissario tiene i martedì online, dal 6 al 20 dicembre 2016.

Per ascoltare l’affascinante racconto e la discussione che ne è seguita, basta guardare il video qui sotto.

Hag Hanukkà Sameach a tutti!!

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Gli ebrei del Kurdistan vogliono un maggiore riconoscimento

I discendenti degli ebrei nella regione del Kurdistan iracheno chiedono maggiore riconoscimento. Dopo decenni, durante i quali hanno dovuto nascondere le proprie radici ebraiche, vogliono avere la libertà di potere scegliere la propria identità, come riporta da Irbil Judit Neurink del Deutsche Welle.

“Israele ci dovrebbe accettare” dice Sherko Sami Rachamim, un curdo dalle radici ebraiche, che vive e lavora nel Kurdistan iracheno. Per anni ha cercato di stabilirsi con la sua famiglia in Israele, “ma gli israeliani ci hanno chiuso le loro porte”.

Dice che molti ebrei convertiti all’islam, si sentono come lui. Rachamim è uno delle migliaia degli ebrei del Kurdistan iracheno, i cui nonni si sono convertiti prima e durante le persecuzioni nell’area, a seguito della fondazione dello Stato di Israele. Negli anni 1950, due terzi dei circa 150mila ebrei che vivevano in Iraq sono fuggiti in Israele e altri paesi. Altri si sono convertiti, o sono fuggiti negli anni ’70, quando il dittatore Sadam Husein ha ripreso le persecuzioni.

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Cosa è la solidarietà ebraica? – Parashà Mattot-Massè

A questo punto del racconto biblico ci ritroviamo con una crisi che riguarda non già il passato bensì il presente ed il futuro del popolo di Israele.

La Transgiordania è già stata conquistata. Il popolo di Israele si appresta ad attraversare il fiume Giordano per entrare nella terra promessa e conquistarla. In questo preciso momento due tra le tribù chiedono a Moshé di non passare il Giordano: preferiscono stabilirsi nel luogo in cui si trovano e chiedono che venga già loro assegnata una porzione nella terra di Israele.

“Se abbiamo grazia ai tuoi occhi, ti chiediamo che sia data questa terra ai tuoi servi in eredità e non ci sia fatto passare il Giordano.” Con grande delicatezza e amabilità presentano la loro richiesta, che tuttavia implica la loro separazione del resto del popolo. Alieni dalla santità della terra di Israele, sembrano concepire la terra unicamente come un fattore economico: “Questa terra è giusta per gli armenti ed i tuoi servi hanno armenti.” Questo è il loro argomento.

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