Le candele di Shabbat

È una mitzvà accendere le candele di shabbat vicino al tavolo dove si fanno i pasti di shabbat.
Affinché si possa fare il kiddush e si possa mangiare alla luce delle candele, perché questo è infatti considerato l’Oneg shabbat.
Però, se ad esempio d’estate si preferisce mangiare in terrazza o in giardino alla luce della luna, si può mangiare fuori anche se non si vedono le candele.

Se una persona vuole essere rigorosa e accendere più candele di shabbat in ogni stanza (possa ricevere su di lui la berachà) chiaramente non può far la berachà per le candele delle altre stanze.
Infine, è importante sapere che non possiamo accendere le candele e dire la berachà in un posto e spostarle poi in un altro posto.

Vi auguro Shabbat Shalom!

I Bnei Menashe hanno festeggiato Purim, con tanta allegria

Ancora una volta abbiamo festeggiato Purim: il mondo ebraico si è riempito di gioia. Le maschere sono state indossate e poi tolte, tutte le comunità ebraiche si sono riempite di sorrisi festeggiando una delle nostre feste preferite.

E qui un po’ di foto che lo testimoniano:

“Simchat Bat” in El Salvador

Questa Chanukkà è stata molto emozionante per Tuvia e Shirley Beltran in El Salvador, poiché hanno festeggiato uno dei momenti più felici della loro vita: la nascita della loro adorabile figlia, Priel Michaela. La famiglia ha organizzato uno “simchat bat”, tradotto letteralmente una “gioia per la figlia”.

Siamo felici di condividere con voi alcune splendide foto di questa bella festa con tanti dolci e una pignatta. Tra gli ospiti vediamo anche Rav Elisha Salas, l’emissario di Shavei per El Salvador.

VIDEO: #OperazioneMenashe riunisce le famiglie in Israele

Preparate i fazzolettini, perché sarà dura trattenere le emozioni dopo avere guardato questi filmati. Famiglie che non si sono incontrate da anni scoppiano in lacrime mentre grida di gioia arrivano in sottofondo, da parte dei nuovi immigrati. Madri, figlie, sorelle e fratelli si riuniscono: questi sono tre video che non potete perdervi.

Parashà Ki Tavo – La gioia nel servire Dio

“…E perché non avrai servito all’Eterno, al tuo Dio, con gioia e di buon cuore in mezzo all’abbondanza d’ogni cosa, servirai ai tuoi nemici che l’Eterno manderà contro di te, in mezzo alla fame, alla sete, alla nudità e alla mancanza d’ogni cosa; ed essi ti metteranno un giogo di ferro sul collo, finché t’abbiano distrutto. “ ( Deuteronomio 28, 47-48)

Come è difficile la comprensione e l’accettazione di questo versetto.

Cosa significa che il popolo ebraico sarà punito per non aver servito Dio con gioia e con cuore buono? In cosa consiste la colpa di non avvertire la gioia e di non utilizzare un cuore buono?

Insegna Rav Dessler, il Michtav MeEliahu, che noi siamo creati ad immagine e somiglianza di Dio ( Genesi 1,27) e questa straordinaria esperienza di creazione ha impresso in noi, creature umane, la potenzialità per vivere una vera e profonda gioia che richiama la gioia del Creatore, di Dio che avendoci creato ha espresso la più pura forma di amore, di chessed in ebraico.

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Operazione Menashe: altri 72 nuovi immigrati sono in Israele

Il secondo dei voli di aliyà è atterrato in Israele. Settantadue Bnei Menashe del Misoram sono arrivati all’aeroporto di Ben-Gurion dove sono stati accolti da israeliani entusiasti e gioiosi per questa nuova immigrazione dall’India. Abbiamo registrato la felicità nelle foto e nei video qui sotto.

All’aeroporto in India, in attesa della partenza, l’emissario di Shavei Israel Tzvi Khaute, sullo sfondo mentre guida il gruppo.

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E l’arrivo in Israele: uno dei più piccoli nuovi immigrati con il presidente di Shavei Israel – Michael Freund.

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E ora i video:

I Bnei Menashe cantano mentre si dirigono verso il controllo passaporti

E un bellissimo montaggio dell’accoglienza ricevuta!