Gioisci, affinché tu possa diventare un tutt’uno con la Sukkà

È giunto il momento di gioire, è giunto il momento di uscire e risiedere nelle Sukkot. Tutto intorno a noi è un tripudio di colori, di allegria e serenità. La festività di Sukkot è nota come “il tempo della nostra gioia”, ci viene comandato di rallegrarci e di deliziare coloro che ci circondano.                                                                                                

Nei Pirkè Avot è detto: “Su tre cose si poggia il mondo: “sul giudizio, sulla verità e sulla pace”. Durante le festività del mese di Tishrei, che aprono l’anno, affrontiamo questo viaggio completo e costruiamo il nostro mondo per il prossimo anno.

Rosh Hashanah è il giorno del Giudizio in cui “tutto il mondo passa davanti a Lui come figli dell’Altissimo”, Yom Kippur è il giorno della verità nel quale il Signore pone i sigilli per il prossimo anno, mentre a Sukkot completiamo il percorso costruendo una “Sukkah di Shalom (pace)”.

Nella capanna l’uomo risiede diventando parte di essa. Medita sul suo essere fragile in questo mondo, dove tutto è “vanità delle vanità” e affida tutto se stesso a Colui che l’ha creato.

Nella mente riecheggiano le frasi finali del Kohelet: “Ancora un avvertimento figlio mio: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo.”

Possa il Santo Benedetto Egli sia porre su di noi e su tutto il popolo di Israele una Sukkà di protezione, di pace e serenità.

Chag Sameach!

Morà Chanà Grazia Gualano

Una guida per le Feste del mese di Tishrei (in spagnolo)

Shavei Israel è felice di presentare una guida speciale per le Feste in spagnolo, pensata appositamente per i Bnei Anousim – i discendenti degli Ebrei costretti a convertirsi al cattolicesimo durante l’Inquisizione.

La guida include due articoli speciali per ogni festa (Rosh HaShana, Yom Kippur e Sukkot), assieme alle regole di ogni festa e pratiche e tradizioni tipiche del periodo.

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Per Rosh HaShanà abbiamo una splendida spiegazione di come fare il “seder” tradizionale, per iniziare un anno pieno di benedizioni.

La sezione di Yom Kippur ha le tipiche confessioni dei peccati “vidui”, dettagliati e spiegati.

Per Sukkot si spiega il “seder ushpizin”, con il quale invitiamo i nostri patriarchi ad entrare nella Sukkà, uno diverso per ogni giornata.

Tutti i materiali sono in spagnolo e con la pronuncia fonetica. Il download è gratuito. Speriamo che porti gioia in molte case!

Shana Tovà a tutti, che possiamo essere iscritti tutti nel libro della vita, salute e longevità.

Per scaricare la guida clicca qui.

Le festività ebraiche non sono delle “feste”

Di Rav Yitzhak Rapoport

18741Noi ebrei amiamo molto le festività, ma devo sottolineare che non esiste la parola “festa” in ebraico.
Per esempio, per quanto riguarda la festa di Sukkot esistono nella Torah 3 termini:

1. CHAG
2. MOED
3. REGEL

La parola Regel significa anche “gamba”, in riferimento alla tradizione del pellegrinaggio che caratterizza Sukkot. Dicendo quindi REGEL la Torah ha in mente le feste in cui si svolgeva un pellegrinaggio. Ogni ebreo adulto si doveva recare al Tempio di Gerusalemme 3 volte in un anno, per: Pesach, Shavuot e Sukkot.

Passiamo ora agli altri due termini: Chag e Moed.

La parola Moed significa letteralmente “dal testimone”, laddove la parola ED significa “testimone”. Ogni MOED si riferisce a un evento accaduto al popolo di Israele. La parola Moed si riferisce alla nostra testimonianza che passiamo ai nostri figli riguardo quello che è successo ai nostri antenati. Dai tempi del Monte Sinai, circa 3300 anni fa, fino ad oggi ogni bambino ebreo ha sperimentato i festeggiamenti che i genitori organizzano per Pesach, Shavuot e Sukkot. I genitori gli hanno raccontato a quali fatti è legato il Moed, e questo bambino ebreo, da adulto, lo passerà ai suoi figli. La catena eterna del passaggio della conoscenza. Continue reading “Le festività ebraiche non sono delle “feste””