Cos’è Chanukkà

All’epoca del Secondo Tempio, quando dominava il regno dei greci, furono emanati dei decreti ostili verso i figli di Israele che rendevano vietata la loro religione e non consentivano loro di occuparsi dello studio della Torà e dell’osservanza delle mitzvot (precetti). I greci erano entrati nel tempio, avevano praticato delle brecce nelle mura e reso impuri gli arredi sacri.

Tutto ciò era causa di grande pena per il popolo di Israele, il quale disperato dalle continue angherie iniziò a ribellarsi. Allora gli Asmonei organizzarono un piccolo esercito di ebrei e dopo dure battaglie, con l’aiuto di Dio, prevalsero sui greci liberando Israele dal loro dominio.

Quando riuscirono a sconfiggere i loro nemici, era il 25 del mese di kislev, essi entrarono nel Santuario e in esso, il solo olio che rinvennero, fu quello che si trovava dentro una ampolla con il sigillo del grande Sacerdote ma che ne conteneva soltanto la quantità sufficiente per un giorno. Con quell’olio fu invece possibile mantenere accese le luci del candelabro per otto giorni, il tempo necessario per spremere le olive e ottenerne dell’altro olio puro.

Per questa ragione i saggi del tempo decisero che quegli otto giorni, che iniziano il 25 di kislev sarebbero stati celebrati come giorni di gioia e lode al Signore per tutti i miracoli che aveva operato. In essi, per tutte le otto sere, si accendono dei lumi presso l’ingresso delle abitazioni per rendere manifesto e pubblico il miracolo. Questi giorni sono chiamati Chanukkà che significa “inaugurazione” perché durante questi giorni, hanno potuto inaugurare il Santuario che gli oppressori avevano contaminato.

Fonte Kitzur Shulchan ‘Aruch di Rav Shlomo Ganzfrid

Il meglio di Sukkot, dalle comunità di Shavei Israel in tutto il mondo

Ora che le bellissime feste – piene di preghiere profonde e gioia – sono finite, possiamo guardare queste belle foto che ci arrivano da tutto il globo, dall’America Latina alla Polonia, dal Portogallo alla Russia.

Le comunità di Bogotá, Cali, Bucaramanga, Barranquilla, Villavicencio e di altri luoghi della Colombia hanno celebrato il Sukkot con il rabbino Shimon Yoshua, emissario di Shavei in Colombia.

In El Salvador, due comunità, una nella capitale San Salvador e l’altra nella piccola città di Armenia, hanno avuto l’opportunità di costruire la sukkà e celebrare insieme con il rabbino Elisha Salas.

San Salvador

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I Benè Anusim celebrano Purim in Spagna, Portogallo e America Latina

I Benè Anusim in tutto il mondo hanno veramente sentito lo spirito di Purim e abbiamo tante foto per dimostrarlo…

Ecco alcune foto dal Cile:

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La festa di Rosh HaShana per i bambini di Cracovia, al suono dello shofar

L’emissario di Shavei Israel a Cracovia – Rav Avi Baumol – ha invitato i membri della comunità ebraica per una cena pre-Rosh HaShana per i bambini e le loro famiglie.

Gli ospiti sono stati più del previsto: 47 persone che “hanno condiviso la gioia di Rosh HaShana”, ci ha raccontato Rav Baumol.

E qui alcune foto della serata:

I Bnei Anusim celebrano Purim in Italia, Portogallo e El Salvador

Le comunità Bnei Anousim in Italia, Portogallo e El Salvador hanno vissuto appieno l’atmosfera di Purim quest’anno – e i nostri fotografi hanno catturato questi momenti.

Cominciamo con il nostro giro attorno al mondo dall’Italia. Qui alcune foto da Palermo:

E da San Nicandro in Puglia:

Spostandoci più a ovest, ecco la comunità di Belmonte seguita da Rav Elisha Salas:

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Purim in Polonia

Gli “Ebrei Nascosti” della Polonia si sono divertiti molto quest’anno per Purim. A Lodz, l’emissario di Shavei Israel, Rav David Szychowski, ha fatto ballare la comunità gioiosamente attorno alla Bima, mentre veniva letta la Meghillà di Ester in sinagoga.

Ovviamente non è mancato il ricevimento a seguito.

Ecco alcune foto:

 

I Bnei Anusim portoghesi celebrano Tu B’Shvat

La festa ebraica di Tu B’shvat è conosciuta anche come “Rosh HaShanà degli alberi”. E cosa c’è di meglio per iniziare qualcosa di nuovo se non piantare degli alberi?

Molti ebrei sfruttano l’occasione di festa per passeggiare nei campi, seminare e fare scampagnate. E’ un segno di solidarietà per le generazioni future (che apprezzeranno gli alberi piantati adesso) e sottolinea il lato più naturistico dell’ebraismo che accompagna lo studio della Torà e la preghiera.

Quest’anno, gli studenti di Rav Elisha Salas – nostro emissario in Portogallo e Spagna – hanno adottato la tradizione di Tu B’Shvat piantando alcuni alberi, sconfiggendo così la pioggia e la neve delle fredde giornate di febbraio.

Gruppi di Bnei Anousim si sono riuniti nelle cittadine di Alicante e Belmonte, così come a Lisbona.

 

Rabbi Salas si è unito al gruppo di Belmonte, dove le festività sono iniziate di Shabbat con un sedere cabalistico di Tu B’Shvat, con diverse varietà di frutti e vino. Tutto era preparato dagli studenti di Rav Salas nel Beit HaAnusim, il centro culturale di Shavei Israel a Belmonte.

Abbiamo foto dei diversi luoghi di festa.

Belmonte

Alicante

Lisbona