Vi presentiamo Revital Haokip, una piccola Bnei Menashe che ha appena fatto aliyà

La piccola Revital Haokip, 18 mesi, era tra i 204 membri della Tribù “Perduta” di Bnei Menashe che Shavei Israel ha assistito nel portare in Israele con l’aliyà questa settimana. Haokip, sua sorella maggiore Emunah, i suoi genitori Yoel e Nurit, sono atterrati all’aeroporto Ben-Gurion martedì, mentre un altro gruppo è arrivato giovedì.

I 204 nuovi immigrati sono arrivati dallo stato dell’India nord-orientale, il Manipur al confine con la Birmania, casa della più numerosa comunità di Bnei Menashe. I nuovi immigrati prevedono di stabilirsi in Galilea, dove vivono già molti altri Bnei Menashe. Inizialmente alloggeranno nel centro di assorbimento di Far Hasidim, dove si convertiranno formalmente all’ebraismo.  Continue reading “Vi presentiamo Revital Haokip, una piccola Bnei Menashe che ha appena fatto aliyà”

Dall’Ucraina a Eretz Israel: la storia di Reuven Yaari

Abbiamo incontrato per la prima volta Reuven Yaari negli uffici di Shavei Israel poco dopo il suo arrivo in Israele dalla piccola cittadina di Reni, in provincia di Odessa nell’Ucraina meridionale. Si era stabilito qui con la famiglia di suo zio, da allora sono passati diversi anni.

Oggi Reuven ha 21 anni, studia nella yeshivà “Machon Meir” a Gerusalemme, è divenuto ufficialmente ebreo ottenendo finalmente i suoi documenti. Reuven ci racconta del suo percorso spirituale, della vita della comunità ebraica di Odessa e dei suoi progetti in Israele. Ci fa vedere la sua teudat zeut, la carta d’identità israeliana che ha appena ricevuto.

Reuven è nato a Reni, cittadina dalla storia interessante, ma la sua famiglia proviene dal villaggio di Burlaceni in Moldavia. Suo nonno, Fedor Yalanzhi (oggi chiamato Avraham), era nato nella comunità dei Gaugazi e si era interessato all’ebraismo durante il suo servizio nell’esercito sovietico. Lì aveva incontrato Israel, un ebreo religioso, con il quale aveva discusso di spiritualità, storia del popolo ebraico, costumi e tradizioni. Queste discussioni spinsero Fedor a divenire ebreo, tramite il processo della circoncisione. Diverse famiglie della zona seguirono il suo esempio.

Nonostante le difficoltà presentate dal regime sovietico, la comunità voleva espandersi e approfondire la propria conoscenza. All’inizio si raccoglievano in casa di Fedor, dove leggevano i passi dell’Antico Testamento in russo, prima di portare una vera e propria Torah da Israele.

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Un Bnei Menashe rimasto gravemente ferito durante un attacco terroristico torna per la prima volta a casa

Even Ezer Holaring, un membro della comunità Bnei Menashe rimasto gravemente ferito durante un attacco terroristico lo scorso novembre, è tornato a casa.

Per la prima volta in due mesi, da quando un terrorista palestinese si è lanciato con la sua macchina su Holaring all’incrocio del Gush Etzion, il 35enne Bnei Menashe padre di sei bambini, è stato accompagnato a casa dall’ospedale Hadassah per una visita del fine settimana. E’ tornato nella struttura sul Monte Scopus il sabato sera per continuare la sua riabilitazione.

Holaring è stato accolto gioiosamente con una piccola festa organizzata da famiglia e amici a Kiryat Arba, dove vive. Il capo del consiglio comunale Malachi Levinger ha visitato la casa dei Holaring: “Even Ezer, sei un simbolo di coraggio, e tutti noi preghiamo affinché ritorni a casa definitivamente il più presto possibile, con l’aiuto della tua comunità”. Continue reading “Un Bnei Menashe rimasto gravemente ferito durante un attacco terroristico torna per la prima volta a casa”

“Separare la challà”

La mitzvà dello “separare la challà” è una delle tre mitzvot donate unicamente alle donne. In origine, un pezzo di impasto veniva “separato” e donato al Kohen che faceva da sacerdote al Tempio. Questa pratica viene istituita nuovamente nell’epoca del Messia – adesso si brucia il pezzo di impasto prima che il pane venga mangiato.

La comunità in El Salvador si è preparata allo scorso Shabbat organizzando una grande hafrashat challah – la cerimonia della separazione della challà. Questo è un evento annuale durante il quale si riunisce la comunità assieme ai propri ospiti.

L’evento si è svolto nel ristorante “Volcano” nella capitale San Salvador.  Potete rivedere il nostro racconto dello scorso anno a questo link.

Una cerimonia simile di hafrashat challah è stata organizzata in Cile, da una piccola comunità guidata da Rav Avraham Latapiat.

Ecco alcune foto dei due eventi divenuti oramai una bella tradizione locale.

El Salvador

Cile

VIDEO: #OperazioneMenashe riunisce le famiglie in Israele

Preparate i fazzolettini, perché sarà dura trattenere le emozioni dopo avere guardato questi filmati. Famiglie che non si sono incontrate da anni scoppiano in lacrime mentre grida di gioia arrivano in sottofondo, da parte dei nuovi immigrati. Madri, figlie, sorelle e fratelli si riuniscono: questi sono tre video che non potete perdervi.

La festa di Rosh HaShana per i bambini di Cracovia, al suono dello shofar

L’emissario di Shavei Israel a Cracovia – Rav Avi Baumol – ha invitato i membri della comunità ebraica per una cena pre-Rosh HaShana per i bambini e le loro famiglie.

Gli ospiti sono stati più del previsto: 47 persone che “hanno condiviso la gioia di Rosh HaShana”, ci ha raccontato Rav Baumol.

E qui alcune foto della serata: