A Gerusalemme la prima presentazione del libro di Rav Pinhas Punturello

Il nostro emissario per l’Italia, Rav Pinhas Punturello ha appena pubblicato il suo libro “Napoli, Via Cappella Vecchia 31. Voci ebraiche da dietro il vicolo” con la casa editrice Salomone Belforte di Livorno.

La prima presentazione si svolgerà a Gerusalemme il 12 aprile 2018, alle ore 19:30, presso il Museo di Arte Ebraica Italiana U. Nahon in rehov Hillel 25.

Nel corso della serata l’autore presenterà il libro, insieme al Dr. Samuele Rocca.

Vi aspettiamo!

Una ragazza di Brooklyn scopre le sue radici ebraiche “Chueta”

Nonostante la diaspora, le varie sfide e dispersioni, il sangue ebraico anche dopo molte generazioni può farsi risentire. E così inizia la ricerca delle proprie origini…

Karina Barro, la protagonista di questa storia, è cresciuta a Brooklyn NY e sin da piccola ha sentito di essere diversa. Abituata a considerare se stessa e i suoi genitori come Cubani, Karina non aveva il loro aspetto, non parlava lo stesso linguaggio e in generale le veniva difficile identificarsi da un punto di vista nazionale. “Cosa significa in realtà essere Cubani?” si chiedeva, sentendosi sempre più lontana da questo gruppo, ha iniziato così a cercare le origini della sua famiglia.

“Un giorno mia zia mi ha chiamato dicendomi che la sua prozia aveva un libro scritto da Baruch Braunstein nel 1936 “I Chuetas di Majorca”, racconta Karina. “In quel libro la mia prozia aveva scritto i nomi dei parenti a Mallorca raccontando di essere una Chueta e un’ebrea. Queste informazioni mi fecero partire quindi dalla ricerca delle origini di mia madre. Avevo anche più informazioni da quel lato”.

 

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Nella Giudecca di Salemi la stele commemorativa è stata restaurata

In Sicilia, il Lions Club di Salemi ha voluto restaurare la stele che commemorava la cacciata degli ebrei  – dopo l’editto di Spagna del 1492 – dalla città siciliana.

La stele era stata collocata nella ex Giudecca nel 1992, a ricordo del 500nario dell’editto dei re spagnoli.

Negli anni si erano perse diverse lettere della stele e quindi il Lions Club della città ha deciso di intervenire. Il 31 maggio 2017 si è svolta la cerimonia di consegna, al Sindaco e alla città, del monumento già restaurato.

Successivamente, si è svolta anche una conferenza sulla Giudecca di Salemi presso il Castello della città, alla presenza di oltre cento persone, tenuta dal prof. Salvatore Angelo – socio fondatore dell’Istituto di Cultura Ebraica SLM, presente a Salemi dal 1991.

Nella foto il sindaco di Salemi e il presidente del Lions Club.

(Ringraziamo Salvatore Angelo per le informazioni)

Shufersol e Shavei Israel aiutano gli immigrati ad accogliere l’Anno Nuovo

I recenti immigrati in Israele, delle comunità Bnei Anousim, Bnei Menashe e Subbotnik, hanno un altro motivo per celebrare questo Anno Nuovo: la catena di supermercati israeliani Shufersol ha donato 50mila Shekel (circa 12mila euro) in coupons, per i nuovi Olim, per aiutarli nelle spese festive.

Questa è la seconda volta che Shufersol aiuta le comunità seguite da Shavei Israel; la catena aveva fatto la stessa donazione prima delle ultime feste di Pesach.

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Gli Ebrei di Bukara

Ebrei Di Bukara nel 1890
Ebrei Di Bukara nel 1890

Il termine “Ebrei di Bukara” si riferisce agli ebrei dell’Asia Centrale dell’entità politica del Di Bukara, quelli di Samarcanda, e della Valle di Fergana. Oggi, la regione è divisa tra le ex Repubbliche Sovietiche dell’Uzbekistan, Tagikistan, e Kirghizistan.

Secondo la tradizione degli Ebrei di Bukara, sarebbero discendenti di una delle Dieci Tribù Perdute di Israele, esiliate dagli Assiri nell’VIII sec. p.E.V., in particolare da quella di Naftali e di Issachar.

Un’altra tradizione sosterrebbe che gli Ebrei di Bukara possono far risalire le loro origini fino alla conquista di Babilonia da parte di Ciro, re di Persia, nel 539 p.E.V. In ogni caso gli Ebrei di Bukara sono considerati uno dei gruppi etnico-religiosi più antichi dell’Asia Centrale e nei secoli hanno sviluppato una loro distinta cultura.

Riguardo alla seconda ipotesi, i ricercatori hanno capito che gli Ebrei hanno vissuto in Persia fino al 331 p.E.V., quando Alessandro Magno soggiogò il re Sogdiano – Sopitamene e conquistò la regione. Alla morte improvvisa di Alessandro nel 323 p.E.V., i Seleucidi presero il controllo, seguiti dai Parti, che ristabilirono l’Impero Persiano.

I Parti diedero agli ebrei la cittadinanza ebraica e permisero loro di professare l’ebraismo liberamente. Sotto il regno dei Parti, le comunità Bukhara fiorirono. Nel 224 E.V., però, i Sassanidi conquistarono la regione. Fecero del Zoroastrismo la religione principale e cominciarono a perseguitare gli ebrei per il loro rifiuto alla conversione. Alcuni Ebrei di Bukara si trasferirono nelle zone settentrionali e orientali della regione, a causa delle ostilità antiebraiche.

Durante l’espansione dell’Islam nel secoli VII e VIII, il controllo del Bukara venne spartito tra molti regnanti Arabi. Nell’874, i Samanidi presero il controllo e fecero di Bukara la capitale del loro impero. Furono abbastanza tolleranti verso gli Ebrei, anche se costrinsero tutti i non musulmani che non volevano convertirsi a pagare delle tasse molto alte. Agli ebrei venne concesso lo status di dhimmi, o “Infedeli Protetti”.

Nel 1219, i Mongoli, guidati da Gengis Khan, conquistarono di Bukara, saccheggiando e dando alle fiamme la città fino alle fondamenta, distruggendo la comunità ebraica di Bukara. Nel 1300, un nuovo leader – Timur, ricostruì Samarcanda e Di Bukara, e fece insediare gli Ebrei Persiani per lavorare come tintori e tessitori, per sviluppare l’industria tessile dell’impero. Si dice che si potesse riconoscere un Ebreo di Bukara per le sue mani tinte di viola. La comunità costruì una sinagoga che fu in uso per i successivi 500 anni. Gli Ebrei di Bukara in generale si facevano chiamare “Isro’il” (Israeliti).

Interno della Sinagoga Grande a Bukara, schizzo basato su una fotografia di Elkan Nathan Adler
Interno della Sinagoga Grande a Bukara, schizzo basato su una fotografia di Elkan Nathan Adler

Bukara passò per le mani di molti regnanti, dai Musulmani agli Uzbeki (nomadi Turchi) ed infine ai Russi. La storia più recente sulla comunità si trova qui e qui.

I Rusape in Zimbabwe

Il Tabernacolo dei Rusape
Il Tabernacolo dei Rusape

Vi è una comunità di autoproclamati ebrei nel villaggio di Rusape, a circa due ore di strada da Harare, in Zimbabwe. I Rusape sostengono di essere ebrei spiritualmente, anche se non geneticamente, discendendo da una delle Tribù Perdute di Israele, esiliate dalla nostra Terra dagli Assiri nel 722 p.e.V.

Secondo il sito Jews of Africa, gli ebrei Rusape possono tracciare la loro recente incarnazione all’incontro del 1903, tra un ex schiavo americano – William Saunders Crowdy, che era stato anche pastore battista, e Albert Christian che portò gli insegnamenti di Crowdy, infine, in Sud Africa.

La comunità Rusape ha costruito il proprio “tabernacolo” a circa 7 km dalla cittadina, dove si riuniscono tutti insieme per pregare. Celebrano le stesse feste degli ebrei occidentali, studiano l’ebraico, e seguono le regole di vita ebraica, con origine nel Vecchio Testamento. La comunità conta diverse migliaia di persone.

Solomon Guwazah, della comunità Rusape, ha scritto una lettera al giornale The African Sun. Eccone qui un estratto:
“Noi crediamo che gran parte degli Africani (Neri) discenda di fatto dai primi Ebrei e quindi che la maggior parte dei Neri discenda dai 12 figli di Israele….Noi crediamo che la vera fede dei discendenti africani sia l’Ebraismo e non l’Islam, poiché l’Islam è la rivelazione dei discendenti di Ismaele”. Continue reading “I Rusape in Zimbabwe”

La lasagna mediterranea di Grazia

Di Alessandra Rovati, The Jewish Week

Lasagna alle melanzane
Lasagna alle melanzane

Nell’arco della storia, intere comunità di Ebrei si sono “perse” a causa delle conversioni forzate e della graduale assimilazione. Tuttavia, in molti casi i loro discendenti si sono passati (più o meno segretamente) la conoscenza di regole speciali, rituali, nomi o più gustosamente, ricette, che li distinguevano dalle popolazioni attorno.

Negli ultimi anni, molte di queste tribù leggendarie e molti Ebrei nascosti, stanno cercando di fare un pieno ritorno al popolo ebraico. Dall’India alla Spagna, dal Portogallo al Brasile, dalla Cina all’Africa, dall’Italia Meridionale alla Polonia: innumerevoli persone stanno abbracciando uno stile di vita ebraico religioso – sia che abbiano già fatto un “ritorno” formale che una conversione, o meno.

Ovviamente, in questo processo, devono spesso ripensare al loro modo di mangiare. Il risultato è l’abbraccio di tradizionali usi culinari, o la creazione di nuovi. Continue reading “La lasagna mediterranea di Grazia”

Gli Ebrei in Giappone

Per anni vi sono state speculazioni secondo cui, una delle Dieci Tribù Perdute sia migrata nella terra del Sol Levante. Mentre questa teoria viene spesso liquidata come bizzarra, vi sono nondimeno un numero interessante di fatti da notare.

Un festival chiamato “Ontohsai” si svolgeva il 15 aprile ogni anno e illustra la storia del sacrificio di Isacco del capitolo 22 della Genesi. Durante il festival, un ragazzo viene legato con una corda ad una colonna in legno, e sistemato su un tappeto di bambù. Un sacerdote scintoista gli si avvicina preparando un coltello e taglia una punta della colonna, ma a quel punto un messaggero (un altro sacerdote) arriva, e il ragazzo viene rilasciato. Dei sacrifici di animali vengono quindi offerti (75 daini con l’orecchio tagliato – pare che ci sia una connessione con il montone preparato da Dio e sacrificato dopo il rilascio di Isacco. Visto che il montone venne catturato nel bosco per le corna, l’orecchio si potrebbe essere tagliato).

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Tefillin giapponesi?

La tradizione del ragazzo si è mantenuta fino all’inizio dell’epoca Meiji. Masumi Sugae, uno studioso giapponese e uno scrittore di viaggi dell’epoca Edo (circa 200 anni fa), ha scritto un diario dei suoi viaggi, annotando cosa aveva visto a Suwa. Si parla nel dettaglio di “Ontohsai”. I suoi appunti sono custoditi presso il museo vicino a Suwa-Taisha.

Dietro al tempio di “Suwa-Taisha” vi è una montagna chiamata Monte Moriya (Moriya-san in giapponese). Gli abitanti dell’area di Suwa chiamano il loro dio “Moriya no kami”, che significa il “dio di Moriya. Questo tempio è stato costruito per onorare questo dio. Si dice che questo dio venga venerato da 78 generazioni. Moriah è il luogo nell’antica Israele dove Abramo portò Isacco per il sacrificio. Continue reading “Gli Ebrei in Giappone”

Cuba

Come nelle altre isole Caraibiche, anche a Cuba i primi abitanti Ebrei sono arrivati con Cristoforo Colombo all’epoca dell’Inquisizione spagnola.

Ben Frank ha fatto molti studi a riguardo, sostenendo che i primi Anousim arrivarono nel 1492 – tra questi vi era Luis de Torres, che venne inviato da Colombo per spedizioni esplorative in cerca di oro. Non vi trovò oro, ma in cambio scoprì qualcosa che avrebbe riempito le casse del regno spagnolo: il tabacco. Torres successivamente si stabilì in Costa Rica.

Altri famosi Anousim che arrivarono con Colombo erano Juan de Cabrera sulla Pinta, e Rodrigo de Triana. Secondo Wikipedia, un altro ebreo – Francisco Gomez de Leon – venne posto davanti ad un tribunale dell’Inquisizione all’Avana. Venne poi giustiziato a Cartagena e il suo grande patrimonio fu confiscato. Continue reading “Cuba”