I discendenti dei Chuetas celebrano il loro matrimonio ebraico, in Israele – per la prima volta in 500 anni!

La scorsa settimana, Shavei Israel ha partecipato con commozione al matrimonio di Antonio (Pinchas) Piña Florit e Xisca (Iscah) Oliver Valls, ambedue discendenti dei Chuetas di Palma di Maiorca. L’evento è stato unico nel suo genere, visto che in 500 anni non si è mai svolta una cerimonia simile! Per più di 500 anni i Chuetas (discendenti dai primi abitanti ebrei dell’isola spagnola di Maiorca, convertiti forzatamente al cattolicesimo secoli fa) non avevano il diritto di sposarsi secondo le leggi ebraiche.

Pinchas ha seguito un viaggio spirituale verso l’ebraismo, attraverso una conversione ufficiale. Oggi è uno chef di successo, famoso autore di diversi libri di cucina e maggiore esperto della speciale cucina di Maiorca. Assieme alla moglie, è arrivato in Israele appositamente per stare sotto la chuppà, nel matrimonio celebrato dal nostro Rav Eliyahu Birnbaum, che ha anche organizzato un ricevimento per la coppia ad Efrat. Anche Rav Nissan Ben Abraham,   già emissario di Shavei Israel a Palma, ha partecipato al grande evento e ha dato una benedizione alla coppia in catalano.

Auguriamo agli sposi un grande MAZAL TOV e, con grande piacere, condividiamo alcune foto e dei video del matrimonio.

Uno dei video mostra il momento più commovente di tutta la cerimonia, Pinchas che dedica una poesia in catalano a sua moglie.

Foto di Laura Ben-David

Il matrimonio si è svolto in una yeshivà vicino a Gerusalemme:

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Genie Milgrom di Miami, Florida, ha ricevuto la Medaglia delle Quattro Sinagoghe Sefardite di Gerusalemme

Genealogista, scrittrice, e promotrice del Patrimonio Ebraico nella Penisola Iberica, buona amica di Shavei Israel, Genie Milgrom, è stata insignita della tanto ambita Medaglia delle Quattro Sinagoghe Sefardite di Gerusalemme.

E’ stata insignita dell’onorificenza la scorsa settimana a Zamora, in Spagna, dove ha fatto un discorso sulla diaspora dei suoi antenati, da Fermoselle, per l’appunto nella regione spagnola di Zamora.

Il Presidente del Consiglio delle Comunità Sefardite di Spagna, Abraham Haim, è volato da Gerusalemme per presentarle questo prestigioso premio. Le è stato conferito visto il suo impegno decennale per la riscoperta delle radici ebraiche della sua famiglia cubana cattolica, andando indietro fino a 22 generazioni. Non solo è stata in grado di ricostruire la sua genealogia usando metodi da lei stessa brevettati, ma è riuscita anche a riscoprire la storia ebraica dell’intero villaggio di famiglia, e di molti altri sulle rive del fiume Duero, che separa la Spagna dal Portogallo. Continue reading “Genie Milgrom di Miami, Florida, ha ricevuto la Medaglia delle Quattro Sinagoghe Sefardite di Gerusalemme”

Viaggio nella Napoli Ebraica – Parte II

Continuiamo il racconto sulla Napoli Ebraica, pubblicato da Ariel Borestein sul giornale israeliano Israel HaYom a questo link.  Il precedente episodio tradotto in italiano, si trova sul nostro blog www.anousimitalia.shavei.org

Gli ebrei cattolici

La stessa cosa vale per la famiglia di Ciro, originario di una piccola cittadina vicino a Napoli: inspiegabilmente si evitava di andare in chiesa (a parte lo stretto necessario), vi erano strane tradizioni per evitare il consumo di certi cibi, e storie raccontate dalla nonna. Quando capì di essere un discendente di ebrei, Ciro decise di convertirsi, però ha sempre lamentato del modo in cui gli Anusim vengono trattati dalle comunità ebraiche già organizzate. I sospetti verso di loro sono un deterrente, e secondo lui il popolo ebraico ha già perso un buon numero di potenziali ritorni. Ma le difficoltà non hanno spaventato Ciro D’Avino, che ha completato il suo processo nei primi anni ’80, quando pochi sapevano dei processi di ritorno dei discendenti dei “marrani”. A seguito della sua conversione ha aggiunto al suo nome così tipicamente napoletano, quello ebraico – Moses (Moshe).

Secondo Rav Pinhas Punturello, i Bnei Anusim arrivano quasi ogni giorno. “E’ una questione di post-modernità”, ci spiega, “i tempi in cui viviamo ci portano verso una ricerca di identità, le persone cercano le proprie radici, ma la vita moderna sta distruggendo qualsiasi forma di tradizione e eredità in Italia. Possiamo essere anche testimoni quotidianamente delle esperienze dei discendenti dei “marrani”. Continue reading “Viaggio nella Napoli Ebraica – Parte II”

Una televisione ebraica via internet – per la prima volta in Polonia

Shalom.tv (szalom.tv in polacco) è la prima tv ebraica via internet in Polonia. Il canale trasmesso da Lodz – città dalla forte tradizione cinematografica – è gestito da professionisti; persone della comunità ebraica esperte in questioni ebraiche e cineasti con molti anni di esperienza alle spalle.

Lo scopo di szalom.tv è di unire tutte le istituzioni ebraiche della Polonia. I materiali servono a creare un dialogo tra le varie realtà ebraiche. Si vuole creare così un senso di grande comunità, ma anche trasmettere a tutti le ultime notizie.

I programmi, trasmessi su scala nazionale, verranno anche tradotti in inglese, per potere così coinvolgere il maggior numero di persone da tutto il mondo. Continue reading “Una televisione ebraica via internet – per la prima volta in Polonia”

Gli Ebrei per scelta di San Nicandro in Puglia

Questo articolo di Itamar Eichner è apparso nel giornale israeliano, molto letto, Ynet.

“Un remoto villaggio dell’Italia Meridionale contiene tra le sue mura una sinagoga piccola e unica nel suo genere, virtualmente sotto controllo femminile. Tutto è iniziato circa un secolo fa, quando il “profeta” Donato Manduzio si è innamorato dell’ebraismo e ha riunito una comunità di fedeli. Dopo che dozzine di residenti si sono convertite e hanno fatto Aaliyah, sono rimaste solo le donne che hanno sposato gentili del luogo. Adesso, tutti insieme, celebrano lo Shabbat e le feste ebraiche, mangiano solo cibo kosher e studiano Torah. “Ogni giorno, quando prego”, ci dice Grazia Sochi, “sogno di essere al Muro del Pianto a Gerusalemme”. 

La sezione femminile di questa sinagoga così originale, è tre volte più ampia di quella maschile. Le donne della comunità mantengono una florida vita ebraica nel cuore di un’area fortemente cattolica. Molti dei loro mariti sono cattolici e molti abitanti di San Nicandro non sono nemmeno considerati ebrei secondo la legge ebraica – ma questo non li scoraggia dal sentirsi degli orgogliosi ebrei.

La sinagoga si trova in un piccolo edificio acquistato nel 1994 dalle donne, molte delle quali si occupano di agricoltura, con i soldi che hanno raccolto tra loro, senza nessun aiuto esterno. “Dicevamo ai nostri mariti che un abito costava di più e così mettevamo insieme la differenza per comprare la sinagoga”, ci dice una con un sorriso furbesco.

Abbiamo visitato il villaggio assieme a Michael Freund, fondatore e presidente di Shavei Israel, e a Rav Pinhas Punturello, emissario dell’organizzazione per l’Italia. Le donne della comunità erano molto emozionate e ci hanno accolto con canti italiani e ebraici. Siamo stati ospitati da Lucia Guellano Leone, 50 anni, una delle leader della comunità. Suo marito Matteo, già cattolico, si è convertito assieme a lei e ora lavora come supervisore casher in un pastificio di Bari. Continue reading “Gli Ebrei per scelta di San Nicandro in Puglia”

A Gerusalemme la prima presentazione del libro di Rav Pinhas Punturello

Il nostro emissario per l’Italia, Rav Pinhas Punturello ha appena pubblicato il suo libro “Napoli, Via Cappella Vecchia 31. Voci ebraiche da dietro il vicolo” con la casa editrice Salomone Belforte di Livorno.

La prima presentazione si svolgerà a Gerusalemme il 12 aprile 2018, alle ore 19:30, presso il Museo di Arte Ebraica Italiana U. Nahon in rehov Hillel 25.

Nel corso della serata l’autore presenterà il libro, insieme al Dr. Samuele Rocca.

Vi aspettiamo!

Una ragazza di Brooklyn scopre le sue radici ebraiche “Chueta”

Nonostante la diaspora, le varie sfide e dispersioni, il sangue ebraico anche dopo molte generazioni può farsi risentire. E così inizia la ricerca delle proprie origini…

Karina Barro, la protagonista di questa storia, è cresciuta a Brooklyn NY e sin da piccola ha sentito di essere diversa. Abituata a considerare se stessa e i suoi genitori come Cubani, Karina non aveva il loro aspetto, non parlava lo stesso linguaggio e in generale le veniva difficile identificarsi da un punto di vista nazionale. “Cosa significa in realtà essere Cubani?” si chiedeva, sentendosi sempre più lontana da questo gruppo, ha iniziato così a cercare le origini della sua famiglia.

“Un giorno mia zia mi ha chiamato dicendomi che la sua prozia aveva un libro scritto da Baruch Braunstein nel 1936 “I Chuetas di Majorca”, racconta Karina. “In quel libro la mia prozia aveva scritto i nomi dei parenti a Mallorca raccontando di essere una Chueta e un’ebrea. Queste informazioni mi fecero partire quindi dalla ricerca delle origini di mia madre. Avevo anche più informazioni da quel lato”.

 

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Nella Giudecca di Salemi la stele commemorativa è stata restaurata

In Sicilia, il Lions Club di Salemi ha voluto restaurare la stele che commemorava la cacciata degli ebrei  – dopo l’editto di Spagna del 1492 – dalla città siciliana.

La stele era stata collocata nella ex Giudecca nel 1992, a ricordo del 500nario dell’editto dei re spagnoli.

Negli anni si erano perse diverse lettere della stele e quindi il Lions Club della città ha deciso di intervenire. Il 31 maggio 2017 si è svolta la cerimonia di consegna, al Sindaco e alla città, del monumento già restaurato.

Successivamente, si è svolta anche una conferenza sulla Giudecca di Salemi presso il Castello della città, alla presenza di oltre cento persone, tenuta dal prof. Salvatore Angelo – socio fondatore dell’Istituto di Cultura Ebraica SLM, presente a Salemi dal 1991.

Nella foto il sindaco di Salemi e il presidente del Lions Club.

(Ringraziamo Salvatore Angelo per le informazioni)

Shufersol e Shavei Israel aiutano gli immigrati ad accogliere l’Anno Nuovo

I recenti immigrati in Israele, delle comunità Bnei Anousim, Bnei Menashe e Subbotnik, hanno un altro motivo per celebrare questo Anno Nuovo: la catena di supermercati israeliani Shufersol ha donato 50mila Shekel (circa 12mila euro) in coupons, per i nuovi Olim, per aiutarli nelle spese festive.

Questa è la seconda volta che Shufersol aiuta le comunità seguite da Shavei Israel; la catena aveva fatto la stessa donazione prima delle ultime feste di Pesach.

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Gli Ebrei di Bukara

Ebrei Di Bukara nel 1890
Ebrei Di Bukara nel 1890

Il termine “Ebrei di Bukara” si riferisce agli ebrei dell’Asia Centrale dell’entità politica del Di Bukara, quelli di Samarcanda, e della Valle di Fergana. Oggi, la regione è divisa tra le ex Repubbliche Sovietiche dell’Uzbekistan, Tagikistan, e Kirghizistan.

Secondo la tradizione degli Ebrei di Bukara, sarebbero discendenti di una delle Dieci Tribù Perdute di Israele, esiliate dagli Assiri nell’VIII sec. p.E.V., in particolare da quella di Naftali e di Issachar.

Un’altra tradizione sosterrebbe che gli Ebrei di Bukara possono far risalire le loro origini fino alla conquista di Babilonia da parte di Ciro, re di Persia, nel 539 p.E.V. In ogni caso gli Ebrei di Bukara sono considerati uno dei gruppi etnico-religiosi più antichi dell’Asia Centrale e nei secoli hanno sviluppato una loro distinta cultura.

Riguardo alla seconda ipotesi, i ricercatori hanno capito che gli Ebrei hanno vissuto in Persia fino al 331 p.E.V., quando Alessandro Magno soggiogò il re Sogdiano – Sopitamene e conquistò la regione. Alla morte improvvisa di Alessandro nel 323 p.E.V., i Seleucidi presero il controllo, seguiti dai Parti, che ristabilirono l’Impero Persiano.

I Parti diedero agli ebrei la cittadinanza ebraica e permisero loro di professare l’ebraismo liberamente. Sotto il regno dei Parti, le comunità Bukhara fiorirono. Nel 224 E.V., però, i Sassanidi conquistarono la regione. Fecero del Zoroastrismo la religione principale e cominciarono a perseguitare gli ebrei per il loro rifiuto alla conversione. Alcuni Ebrei di Bukara si trasferirono nelle zone settentrionali e orientali della regione, a causa delle ostilità antiebraiche.

Durante l’espansione dell’Islam nel secoli VII e VIII, il controllo del Bukara venne spartito tra molti regnanti Arabi. Nell’874, i Samanidi presero il controllo e fecero di Bukara la capitale del loro impero. Furono abbastanza tolleranti verso gli Ebrei, anche se costrinsero tutti i non musulmani che non volevano convertirsi a pagare delle tasse molto alte. Agli ebrei venne concesso lo status di dhimmi, o “Infedeli Protetti”.

Nel 1219, i Mongoli, guidati da Gengis Khan, conquistarono di Bukara, saccheggiando e dando alle fiamme la città fino alle fondamenta, distruggendo la comunità ebraica di Bukara. Nel 1300, un nuovo leader – Timur, ricostruì Samarcanda e Di Bukara, e fece insediare gli Ebrei Persiani per lavorare come tintori e tessitori, per sviluppare l’industria tessile dell’impero. Si dice che si potesse riconoscere un Ebreo di Bukara per le sue mani tinte di viola. La comunità costruì una sinagoga che fu in uso per i successivi 500 anni. Gli Ebrei di Bukara in generale si facevano chiamare “Isro’il” (Israeliti).

Interno della Sinagoga Grande a Bukara, schizzo basato su una fotografia di Elkan Nathan Adler
Interno della Sinagoga Grande a Bukara, schizzo basato su una fotografia di Elkan Nathan Adler

Bukara passò per le mani di molti regnanti, dai Musulmani agli Uzbeki (nomadi Turchi) ed infine ai Russi. La storia più recente sulla comunità si trova qui e qui.