Allo scoperto

di Laura Ben-David

Durante un lungo viaggio di conferenze alle quali ho partecipato negli Stati Uniti, ogni minuto era contato e ogni azione programmata. Quindi quando sono stata avvicinata, dopo un discorso che ho tenuto a Southfield in Michigan, da una donna che voleva sapere se potevo fare un discorso ad un altro gruppo quel pomeriggio stesso, la mia iniziale reazione era di crederlo impossibile.

Quando però mi ha detto che gruppo rappresentava, non ho avuto dubbi, avrei partecipato. Così un’aggiunta dell’ultimo minuto è diventata il momento più commovente di tutta la mia attività di relatore.

Mi ha detto di essere Esther Posner, una bambina che era stata nascosta durante la Shoah. Il suo “gruppo” si sarebbe riunito quel pomeriggio e avrebbero apprezzato forse il mio intervento.

Ma che gruppo è esattamente? Ho chiesto aspettandomi un club di lettura o di tè per signore. Mi ha detto che era la World Federation of Jewish Child Survivors of the Holocaust and Descendants. Questo sarebbe stato l’incontro annuale di Hanukkà del Michigan. Ci sarebbero state circa 70 persone, la maggior parte di loro bambini nascosti durante la Shoah.

Mi sono venuti i brividi solo a sentire dell’esistenza di un tale gruppo. E ad essere la relatrice principale…ero onorata come non mai. Ovviamente l’avrei fatto, anche se significava creare una nuova presentazione, adattarla al pubblico, avere solo poche ore per prepararmi e infilare il tutto in un programma già molto intenso.

Il programma esistente che avevo organizzato per il viaggio tratta degli Ebrei “perduti” e “nascosti” in tutto il mondo, ai quali Shavei Israel, dove lavoro come direttrice del marketing e dei nuovi media, aiutava a riconnettersi con il proprio patrimonio ebraico e con lo Stato di Israele. Una di queste comunità che seguiamo sono gli Ebrei nascosti della Polonia durante la Shoah – quasi l’inverso del gruppo al quale avrei parlato.

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Laura Ben-David parla di Shavei Israel negli Stati Uniti

Di Brian Blum

 

La direttrice del marketing di Shavei Israel Laura Ben-David è stata in viaggio le ultime due settimane, parlando delle attività di Shavei Israel alle comunità ebraiche in tutti gli Stati Uniti: dal New Jersey a Filadelfia, fino a Los Angeles e San Diego, e qualche altro posto per strada.

Laura-Ben-David-speaks-in-Pennsylvania

I suoi discorsi si sono concentrati su tre delle comunità che Shavei Israel sta aiutando: i Bnei Menashe in India, gli Ebrei “nascosti” della Polonia, e i Bnei Anousim in Spagna, Portogallo e Sud America. Il filo conduttore: “Vi sono persone in tutto il mondo che ora dimostrano una connessione con Israele”, ha detto Ben-David durante la sue presentazione in Pennsylvania alla sinagoga Lowe Merion. “Sento che stiamo facendo una cosa molto importante”.

Ben-David ha descritto la sua visita ai Bnei Menashe in Manipur, India, dell’anno scorso. “Mi sono recata lì e sono rimasta travolta”, ha detto. “Noi pensavamo che loro fossero scomparsi, e loro pensavano che noi fossimo scomparsi”.

Ma non lo erano, e adesso il loro desiderio più fervente è di fare aliyah. “Per loro è molto semplice”, spiega Ben-David. “Si dovrebbe vivere in Israele, e quindi vivi in Israele”.

Prima del suo discorso alla Southern California Yeshiva High a San Diego, la Ben-David ha descritto al direttore del San Diego Jewish World – Donald Harrison – come la parola “ebreo” fosse sconosciuta ai Bnei Menashe. “Credevano di essere i discendenti di Menasse, il figlio del Yossef biblico, e che erano gli ultimi del loro popolo”. Il Rabbinato di Israele ha accettato la rivendicazione da parte dei Bnei Menashe delle loro origini ebraiche, grazie alla preservazione da parte della comunità di diversi usi ebraici, ha spiegato Ben-David nella sua intervista a San Diego.

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