Parashà Tetzaveh – I luoghi del nostro incontro con Dio

La parashà di Terumà si apre con l’indicazione divina della costruzione del mikdash, un santuario, dove Dio avrebbe avuto, per così dire, il suo spazio di residenza in mezzo al popolo di Israele ( Esodo 25,8). Al verso successivo lo stesso comandamento torna a riferirsi alla costruzione di un mishkan (Esodo 25,9) che era il vero e proprio tabernacolo trasportabile nel deserto. Mikdash e mishkan sono quindi il luogo di incontro tra popolo e Dio e sono due elementi ben distinti e con significati diversi.

Il mishkan è il luogo del movimento, il luogo che il popolo può smontare e condurre con sé, è il luogo che segue l’uomo nel suo camminare, nel suo salire e scendere, sia fisicamente che spiritualmente. Il mishkan è la “tenda della radunanza”, la tenda dell’incontro, l’incontro tra l’uomo e Dio attraverso lo studio e la trasmissione della Torà. Per questo motivo nella parashà di Tetzaveh troviamo un versetto di fondamentale importanza. “…all’ingresso della tenda di convegno, davanti all’Eterno, dove io v’incontrerò per parlare con te.” (Esodo 29,42) Nel mishkan Dio si incontra con tutto il popolo di Israele, ma parla con Moshè, quel “te” che è specificato nel versetto. E cosa significa parlare con te? Rav Dessler z”l ci insegna che in quel contesto “parlare” significa trasmettere Torà, perché lo studio della Torà significa avvicinarsi a Dio con gioia e con pienezza di significato. Continue reading “Parashà Tetzaveh – I luoghi del nostro incontro con Dio”

Appunti di viaggio da Guarda, in Portogallo

Quanto segue è un estratto degli scritti di Nora Goldfinger, che sta viaggiando tra i quartieri ebraici di Spagna e Portogallo e ha acconsentito a condividere la sua esperienza con noi.

Guarda, Portogallo

Si sa che gli ebrei sono arrivati in Spagna secoli fa. Se ne trova traccia anche negli antichi rotoli di Qumran, che citano la presenza ebraica in Spagna.

In Portogallo invece i primi ebrei sono apparsi nelle regione di Beira solo agli inizi del Duecento, e Guarda fu la prima città ad accoglierli.

Trancoso, Covilha e Castelo Branco accettarono immigrati ebrei nel Trecento, viste le persecuzioni antisemite in Spagna e la crescente immigrazione a seguito dell’editto di espulsione del 1492.

I cognomi venivano dati agli ebrei in accordo alla città di residenza. Alcuni di questi erano nomi di città spagnole: Caceres, Valladolid, Calahorra, Estela, Navarra, mentre altri dal Portogallo: Estela, Querido, Amado, Adida, Rodrigo, Franco, Caro, Justo, Barzelai, Vizinho etc. Continue reading “Appunti di viaggio da Guarda, in Portogallo”

Un viaggio alle radici per i Bnei Menashe

E’ stata una lunga notte per i Bnei Menashe…A due mesi e mezzo dal loro così desiderato arrivo in Israele, hanno fatto un tour molto particolare legato alla loro discendenza.

E’ iniziato a mezzanotte alla Tomba di Giuseppe, padre del loro antenato biblico Menasse, nel cuore della Samaria; è proseguito a Betlemme alla Tomba di Rachele, madre di Giuseppe. Infine sono giunti al Muro del Pianto per una commovente preghiera dell’alba, nel cuore di Gerusalemme, il luogo più santo per un ebreo.

Abbiamo alcune foto…

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Ha riaperto la scuola domenicale di Vysoki, in Russia

L’inizio dell’anno 2018 è stato accompagnato da un evento gioioso per la comunità Subbotnik di Vysoki, in Russia: dopo una lunga pausa, la scuola domenicale ha riaperto le sue porte per i bambini del luogo, che potranno così studiare ufficialmente Torah e tradizioni ebraiche.

La cerimonia di apertura si è svolta in un’atmosfera allegra e calorosa- gli studenti hanno accolto gli ospiti con un programma pieno e divertente.

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Tu B’Shvat a Palermo

La scorsa settimana il mondo ebraico ha celebrato Tu B’Shvat, l’annuale “Capodanno degli Alberi” e la comunità di Palermo, seguita da Shavei Israel, si è unita ai festeggiamenti.

Per saperne di più su questa festa vi ricordiamo i nostri articoli di Rav Punturello, qui e qui.

E intanto condividiamo con voi qualche foto del gioioso Seder, all’insegna della gioia della natura che rinasce.

 

Parashà Itrò – I Dieci Comandamenti

“ Con dieci comandi fu creato il mondo” Pirkè Avot 5, 1.

Dieci espressioni sono alla base della Creazione e questo ebraicamente non è un caso, sebbene il calcolo compiuto dal Pirkè Avot parta dalle nove volte nelle quali compare l’espressione “Vayomer” nel testo che racconto la creazione nella Genesi, compreso il primo versetto della Genesi stessa.

Eppure Dieci espressioni sono anche i comandamenti che incontriamo per la prima volta sul Sinai e che sono parte centrale della parashà di questa settimana.

Insegna rav J. B. Soloveitchik che la parola gioca un ruolo unico all’interno della Torà e della nostra tradizione.

Dio ha creato ogni cosa, dagli abissi ai cieli, dalle montagne ai deserti solo attraverso la parola. Dio si è rivelato al mondo attraverso la parola e Dio si è diretto all’uomo attraverso la parola ed è sempre attraverso la parola che ha impegnato il popolo ebraico con la missione di essere “un regno di sacerdoti, una nazione santa” (Esodo 19,6). Continue reading “Parashà Itrò – I Dieci Comandamenti”

Matrimonio di gruppo Bnei Menashe – Secondo Round

A seguito della loro aliyà in Israele e la conversione formale all’ebraismo, le coppie Bnei Menashe già sposate in India hanno la possibilità di entrare sotto la chuppà, grazie a Shavei Israel che organizza per loro una “seconda” cerimonia di nozze, secondo la legge ebraica.

Nove coppie Bnei Menashe si sono già sposate a dicembre. La scorsa settimana, un secondo gruppo, di otto coppie, si è sposato a Kfar Hasidim, centro di assorbimento dove vivono i nuovi immigrati.

Ecco alcune foto…

 

E qualcuna ancora…