Bellissima mostra di fotografie a Gerusalemme

La scorsa settimana è stata inaugurata una bellissima mostra di fotografie presso l’ AACI di Gerusalemme, intitolata “Cameraderie”. La mostra presenta le foto dei partecipanti al corso di Yehoshua Halevi’s 2018 Master Photographer Year Course, tra questi Laura Ben-David, direttore marketing e media di Shavei Israel.

Le foto di Laura sono dedicata al viaggio dei Bnei Menashe, dall’India nord-orientale fino in Israele, e narrano i molti capitoli della loro storia: partenza dall’India, aliyà in Israele e la loro nuova vita nello Stato Ebraico.

L’ingresso alla mostra è libero, e si svolgerà fino al 31 dicembre. L’AACI si trova all’angolo tra 37 Pierre Koenig/2 Poalei Tzedek, a Talpiot quartiere di Gerusalemme.

Per avere informazioni riguardo un mostra da tenere alla vostra sinagoga, comunità o altro, contattateci alla mail office@shavei.org.

 

Lodz, Polonia: riconoscere il presente sotto l’influenza del passato

Shosh Chovav, volontaria di Shavei Israel, nel 2018 ha aiutato la nostra comunità di Lodz (in Polonia), insegnando ebraico e organizzando eventi per i nostri fratelli polacchi. In questo articolo, Shosh descrive le sue impressioni…

“Secondo le stime del presidente della Comunità – Joseph Weininger – ci sono circa 10mila ebrei a Lodz, che tuttora hanno timore nel rivelare le proprie radici. Nonostante le persecuzioni antisemite siano illegali in Polonia, le paure legate alla storia sono indelebili. Alcuni addirittura temono  che la comunità sia un ordine missionario religioso, ricordandosi delle persecuzioni subite dai missionari cristiani in passato.

Con il tempo, sono riuscita a capire meglio i membri di questa comunità ebraica, grazie a profonde conversazioni. La comunità sente un forte spirito di appartenenza alle proprie origini, nonostante tre generazioni di identità ebraica molto vaga (dopo la II guerra mondiale).

Sono stata inviata a Lodz per fare da insegnante, considerando la mia preparazione: consulente pedagogica, psicologa e terapeuta familiare. So cosa siano la comprensione, l’empatia, l’ascolto, il supporto e il senso di appartenenza. Questa vicinanza tra me e la comunità ha rimosso qualsiasi barriera culturale tra noi, e le lezioni di ebraico sono andate lisce come l’olio. Ho capito quanto sia importante per l’individuo il senso di appartenenza all’interno della comunità e la vicinanza alle proprie radici. Continue reading “Lodz, Polonia: riconoscere il presente sotto l’influenza del passato”

L’asilo Gan Kohavim a Bogotà, in Colombia

Ci sono tante piccole novità in arrivo dalla nostra comunità a Bogotà, in Colombia. In particolare riguardano i nostri piccoli dell’asilo Gan Kohavim (Il giardino delle stelle) presso la comunità Beit Hillel. Sono stati organizzati nuovi programmi e eccitanti attività, per i membri più piccoli.

Uno dei progetti sviluppati presso il Gan Kohavim è “Capsule di Torah”, creato da Natan Villaveces e supervisionato da Rav Shimon Yehoshua, emissario di Shavei Israel in Colombia. Si tratta di brevi video educativi e illustrativi, che possono catturare l’attenzione dei bambini, insegnando loro la Torah. Ogni video è creato in modo da spiegare al meglio i concetti e le idee fondamentali dell’ebraismo, attraverso l’interazione con le esperienze di altri bambini.

Questo progetto include anche il fantastico programma Gan Connect, dove attraverso l’uso di internet, Gan Kohavim si connette con altri asili in tutto il mondo, condividendo così le proprie esperienze. Continue reading “L’asilo Gan Kohavim a Bogotà, in Colombia”

Parashà Chukkat – In cosa ha sbagliato Moshè?

Qual è stato il peccato di Moshè? In questa parashà di Chukkat leggiamo il terribile episodio che condannerà Moshè a non entrare nella terra promessa, lui che era guida e maestro del popolo ebraico.
Al capitolo 20 ed ai versetti dal 9 al 13 leggiamo: “Moshe prese il bastone che era davanti come il Signore gli aveva ordinato, e radunarono Moshè ed Aaron tutta la comunità davanti alla roccia e Moshe disse loro: “ Ascoltate, ribelli, faremo noi uscire da questa roccia dell’acqua per voi? Moshe alzò la mano, percosse la roccia con il bastone due volte e ne uscì acqua in abbondanza: ne bevvero la comunità ed il bestiame. Ma il Signore disse a Moshe ed Aaron: “Poiché non avete creduto in me, in modo che manifestassi la mia santità agli occhi dei figli di Israele, per questo motivo voi non accompagnerete questa comunità nella terra che io gli do. Queste sono le acque di Merivà, dove i figli di Israele litigarono con il Signore e dove Egli si mostrò Santo in mezzo a loro.”
Ma in definitiva qual è stato il peccato di Moshè? Il grande maestro italiano, Shemuel David Luzzatto scrive: “Moshe Rabbenu peccò davvero molto ed i commentatori gli hanno imputato tredici e più sbagli, ognuno dei quali gli ha causato nel suo cuore una nuova colpa, giacchè Don Itzhak Abravanel riportò dieci opinioni ed aggiunse la sua, Rashban nel libro Maghen Avot alla pagina 75 aggiunge una altra opinione, Ramban un’altra ancora e probabilmente sono state scritte altre opinioni che io non conosco;
così che avevo sempre evitato una approfondita indagine di ciò, temendo che attraverso questa mia indagine venisse fuori un nuovo commento ed anche io stesso mi sono ritrovato ad aggiungere un nuovo peccato per Moshè Rabbenu.” Continue reading “Parashà Chukkat – In cosa ha sbagliato Moshè?”

Lezioni di ebraismo ad Alicante, in Spagna

Rav Elisha Salas si è recato per qualche giorno ad Alicante, in Spagna, per tenere svariate lezioni e attività per i membri della comunità locale Bnei Anusim. Il programma includeva corsi di ebraismo, lezioni di ebraico sia per adulti che per bambini, e preghiere di Shabbat seguite da una cena sociale all’Hotel Leuka – luogo dove si sono già svolti altri eventi, come la cena delle Festa dell’Indipendenza.

Ecco alcune foto delle intense giornate:

Parashà Behar Sinai – Che cosa è la libertà?

Esistono due parole bibliche per libertà. Una è chofshi/chofesh, חופש חופשי utilizzata con il precetto della libertà degli schiavi (come è scritto in Esodo 21, 2).  Questa stessa parola è usata nell’inno nazionale di Israele, Hatikva, che cita “i duemila anni di speranza di essere un popolo libero (עם חופשי בארצנו) nella nostra terra”.

L’altra parola è dror, דרור che viene usata nel contesto dell’anno del Giubileo, parola anche scolpita nella Campana della Libertà a Filadelfia: “Proclamate la libertà (dror דרור) in tutto il paese per tutti gli abitanti.” (Levitico. 25,10), che si trova esattamente nella parashà di Behar Sinai.

Il Dror è la libertà di movimento, di commercio, una libertà che ben si adatta ad una società che per la prima volta si affaccia alla vita collettiva in una nuova terra. Continue reading “Parashà Behar Sinai – Che cosa è la libertà?”

Parashà Acharei Kedoshim – La Santità

Dalla parashà di Shemin, seguendo un cammino interpretativo interessante, ci ritroviamo a confrontarci con il concetto di santità all’interno di  vari aspetti del mondo ebraico: la kasherut, le regole alimentari, la santità della nascita in Tazrià, delle relazioni  sociali in Metzorà, delle abitazioni,  dei luoghi di vita.

“ Siate Santi, perché Io, il Signore vostro Dio, sono santo.” Levitico 19,2.

E’ interessante, in questo versetto, il cambio tra un comandamento al plurale, “Siate santi, (kedoshim)” e la contestualizzazione, al singolare, di questo stesso comandamento: “Perché Io il Signore vostro Dio, sono santo,(kadosh).”

Nella sua completezza il versetto recita: “Il Signore disse ancora a Mosè: “Parla a tutta la comunità degli Israeliti e ordina loro: Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo.”

Alla santità unica, inimitabile ed irripetibile di Dio corrisponde un comandamento collettivo che richiama la santità della comunità, di tutta la comunità dei figli di Israele e ci invita ad ulteriori riflessioni.

Una santità che non è mai un richiamo astretto, ma passa per il cibo, per le relazioni intime, per ogni azione quotidiana con significato, li dove la Torà richiama alla santità come impegno e come luogo non sempre razionalmente comprensibile.  Continue reading “Parashà Acharei Kedoshim – La Santità”

Pesach – La festa dell’impegno per la libertà

“ Commuove il cuore come se si ascoltasse la dolcezza di una delicata ninna nanna. Persino quegli ebrei che si sono allontanati dalla fede dei loro padri nella folle ricerca di altre gioie ed altre glorie sono portati verso il profondo del loro essere quando, per caso, sentono di nuovo le vecchie melodie di Pesach che una volta a loro erano tanto care.”

Chi dice queste parole è Heinrich Heine poeta, scrittore, letterato ebreo tedesco che per seguire lui stesso la sua carriera nel 1825 si battezzò definendo questo gesto: “Il proprio biglietto di ingresso in società”. In definitiva un ebreo di quelli che egli stesso descrive: Persino quegli ebrei che si sono allontanati dalla fede dei loro padri nella folle ricerca di altre gioie ed altre glorie sono portati verso il profondo del loro essere quando, per caso, sentono di nuovo le vecchie melodie di Pesach che una volta a loro erano tanto care.”

Di fronte alle parole di Heine possiamo scegliere di intraprendere due strade che conducono a due tipi di reazioni diverse. Una è la strada della commozione, della lacrima identitaria che vede alla nostalgia dei nostri fratelli lontani con speranza di redenzione e di ritorno….verso quel “profondo del loro essere” che viene mosso e commosso dall’ascolto del mah nishtana.

L’altra strada è quella della consapevolezza che sul romanticismo, sulla nostalgia, sul sospiro identitario non si basa Pesach, né la preparazione necessaria ad essa né alcuna delle mitzvot legate al seder ed ai sette giorni di festa che ci aspettano. Continue reading “Pesach – La festa dell’impegno per la libertà”