Foto: i Bnei Menashe condividono la loro festa di Sukkot in India

La scorsa settimana vi abbiamo mostrato le foto delle capanne di Sukkot in costruzione e ora ecco le costruzioni completate, in India.

L’anno prossimo a Gerusalemme!

e ancora qualcuna…

 

 

Un messaggio per Rosh HaShana di Michael Freund

Mentre gli ebrei di tutto il mondo si preparano per Rosh Ha Shana per l’inizio del nuovo anno ebraico, un gruppo di 150 persone nel nord-est dell’India, nel Manipur della comunità Bnei Menashe sta realizzando i propri preparativi, per ritornare in Israele, per fare aliyà più di 2700 anni dopo che i loro antenati sono stati esiliati da questa terra.
Shavei Israel ha il permesso di portare 150 Bnei Menashe con l’aliyà alla metà di novembre.
In questo momento abbiamo i fondi sufficienti per portarne 100 dei 150 previsti. Dobbiamo raccogliere altri 50mila dollari nelle prossime settimane per potere portare queste persone a casa.
Per ogni 1000 dollari che raccogliamo un altro Bnei menashe potrà intraprendere il lungo cammino di ritorno a casa a Zion.
Mentre Rosh HaShana si avvicina per favore considerate di fare una donazione che cambierà la vita di un ebreo nel nord-est dell’India per riunire lui o lei al nostro popolo e alla nostra terra.
Shana Tova! Che sia un anno nuovo felice e benedetto.
(Se non dovessero apparire in automatico i sottotitoli in italiano, una volta aperto il video clicca sulla chiave inglese che appare in basso e scegli la lingua)

 

Molti israeliani visitano il centro Zion Torah in India

Il centro Zion Torah della comunità di Erode in India, è stato benedetto quest’anno dalle molte visite di Israeliani. I capi della comunità Anne e Samuel Devashayam ci hanno inviato tante belle foto. Chi sapeva che ci fosse così tanta energia ebraica nello stato dell’India meridionale del Tamil Nadu!

Leggi tutto “Molti israeliani visitano il centro Zion Torah in India”

Anche il New York Times parla della nostra comunità di Palermo!

In un articolo di Elisabetta Povoledo, il New York Times parla della comunità di Benè Anusim di Palermo che Shavei Israel segue da anni.

L’articolo, corredato dalle bellissime foto di Gianni Cipriano, descrive la storia degli Ebrei di Sicilia e la rinascita della comunità che a breve avrà la sua sinagoga – la prima in 500 anni – nel cuore di Palermo. E ovviamente si parla del nostro inviato in Italia, Rav Pinhas Punturello.

Per leggere l’articolo cliccare qui.

 

 

Come è stato Pesach in Italia, Cile, Colombia, El Salvador e Israele

Pesach è finito – la matzà è stata messa da parte per l’anno prossimo e il pane lievitato è tornato ad ornare le nostre tavole. Ma non potremmo resistere senza condividere con voi le foto che ci hanno inviato le comunità di Shavei Israel in tutto il mondo.

Cile

C’erano tanti sorrisi e tanta matzà per i Bnei Anusim del Cile. Abbiamo alcune foto dei preparativi del Seder e di un Seder più piccolo presso la famiglia Algunas in Sus Hogares.

Leggi tutto “Come è stato Pesach in Italia, Cile, Colombia, El Salvador e Israele”

Parashà Vayakel Pekudei – L’identità comunitaria

La parashà di Vaiakhel si apre con questo grande raduno organizzato da Moshè (Esodo 35,1): “Mosè convocò tutta la radunanza dei figli d’Israele, e disse loro: “Queste son le cose che l’Eterno ha ordinato di fare: “Sei giorni si dovrà lavorare, ma il settimo giorno sarà per voi un giorno santo, un sabato di solenne riposo, consacrato all’Eterno.” E’ interessante notare che la parola ebraica per radunanza è עדת בני ישראל ed è interessante notare che questa parola compare per la prima volta, riferita ai figli di Israele, nel loro diventare comunità “consacrata” da un tempo comune.

Infatti in Esodo 12,3 leggiamo: “Parlate a tutta la radunanza di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa.” La prima volta che quindi incontriamo la parola עדה è quando ai figli di Israele viene comandato il sacrificio di Pesach, un momento, un tempo sacro, di condivisione, di sacralizzazione dello scorrere dei giorni, dell’incontro con gli altri attraverso un progetto comune di identità personale e comunitaria che trova la sua massima espressione in un radunarsi con uno scopo che sia legato al tempo, legato al fare spirituale e che santifichi sia il tempo che il nostro fare.

Leggi tutto “Parashà Vayakel Pekudei – L’identità comunitaria”

Uno Shabbaton speciale a Cosenza

La scorsa settimana, il nostro emissario in Italia – Rav Pinhas Punturello -ha raggiunto i fratelli calabresi per uno Shabbaton, a Cosenza.

Venerdì e sabato sono state giornate di preghiera, discussione, raccoglimento ma anche di gioia e festa.

Shavei Israel da tempo è impegnata nella ricostruzione delle Comunità in Italia Meridionale e la Calabria è uno dei punti focali per la rinascita ebraica.

Sono state delle giornate speciali e toccanti. Grazie!

16807252_1384377101593853_7596356039262585915_n 16832411_10212615189920420_5722493082318678624_n

 

Il presidente del Portogallo parla alla comunità ebraica di Lisbona

Il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, ha fatto una storica – prima in assoluto – visita alla comunità ebraica di Lisbona, lo scorso dicembre.

Poiché la comunità non ha un rabbino capo ufficiale, l’emissario di Shavei Israel Rav Elisha Salas è stato invitato a fare gli onori di casa.

whatsapp-image-2016-12-20-at-01-33-23

Rav Salas era assieme a diverse altre importanti autorità, incluso l’ambasciatore di Israele in Portogallo e i rappresentanti delle tre comunità portoghesi.

Leggi tutto “Il presidente del Portogallo parla alla comunità ebraica di Lisbona”

Parashà Noach – Il reale soggetto dell’elevazione

In questa parashà gli abitanti della terra provano ad avvicinarsi a Dio costruendo una grande torre materiale. Ignorando l’impossibilità di poter superare la distanza fisica tra la creatura ed il Creatore, fanno ricorso all’altezza materiale per potersi avvicinare a Dio: “Costruiamo una città e una torre la cui sommità giunga al cielo e saremo famosi perché non saremo dispersi sopra la faccia della terra.” L’ingenuità della proposta diventa palese nell’ironica reazione del Creatore: “Scendiamo e confondiamo le lingue perché non possano più intendersi in questo modo.” Dio sembra sorridere di fronte alla pretesa umana di arrivare in cielo attraverso una scala materiale.

Questo episodio si è ripetuto in maniera costante nel corso della storia. Una infinità di uomini, con modalità le più diverse, ha cercato una gloria trascendente dal materiale, attraverso il potere terreno. Abbiamo cercato senza alcun limite la soddisfazione personale esercitando il potere su altri uomini, ricorrendo a immagini e a discorsi di apoteosi, trionfalistici ed escatologici. E tristemente, ciò accade anche ai nostri giorni.

L’obbiettivo che si pongono i costruttori della Torre di Babele sembrava essere totalmente positivo: essi volevano essere uniti, non disperdersi, avvicinarsi al Creatore, raggiungere allo stesso tempo una elevazione spirituale, collettiva ed individuale. Nonostante l’obbiettivo avesse un carattere solo apparentemente positivo, esso fu attuato sulla terra per decisione dello stesso Creatore. Secondo quanto espresso da molti esegeti biblici, il paradosso consiste nel fatto che una torre, un edificio materiale, tende ad essere motivo di separazione e di situazioni conflittuali tra le persone, anziché essere motivo di unificazione attorno ad un progetto spirituale.

Leggi tutto “Parashà Noach – Il reale soggetto dell’elevazione”