Parashà Tazria Metzorà – La purità

Levitico 12, 1-8 L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 2 “Parla così ai figli d’Israele: Se una donna è rimasta incinta e partorisce un maschio, sarà impura per sette giorni, sarà impura come nei giorni delle sue mestruazioni. 3 L’ottavo giorno si circonciderà la carne del prepuzio del bambino. 4 Poi ella resterà ancora trentatrè giorni a purificarsi del sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione.”

E’ sempre complicato relazionarsi con il testo biblico e con il senso del suo insegnamento rispetto alla purità ed all’impurità. D’istinto noi moderni saremmo portati ad allontanarci dal testo o ad abbandonarlo liquidando il senso della purità rituale come un retaggio del passato, come una sorta di strana cerimonia sacra che altro non era se non una forma di ritualizzazione di un dettame igienico.

Sarebbe facile e sarebbe semplicistico liberarsi di questo dettame biblico e relegarlo tra gli scaffali di ciò che non ci appartiene più in quanto figli della contemporaneità. Continue reading “Parashà Tazria Metzorà – La purità”

Parashà Vayikra – Il significato dei sacrifici

Dobbiamo ammettere che è davvero complicato per noi moderni comprendere il significato profondo dei sacrifici, elemento centrale del libro del Levitico. Levitico 1, 5-6: “Poi immolerà il capo di grosso bestiame davanti al Signore, e i sacerdoti, figli di Aronne, offriranno il sangue e lo spargeranno intorno all’altare, che è all’ingresso della tenda del convegno. Scorticherà la vittima e la taglierà a pezzi…” Animali tagliati, scorticati, fatti a pezzi…un mondo come il nostro dove la sensibilità verso il mondo animale è davvero profonda il sacrificio rituale resta qualcosa di incomprensibile. Forse la domanda che dovremmo porci è se il nostro mondo è davvero profondamente sensibile nei confronti del mondo animale.

Commentando questo passaggio della Torà Rav Kook scrive in in Igrot haReiyà IV, 24 che per poter comprendere il ritorno dei sacrifici nel nostro mondo dobbiamo, in un certo senso, liberarci da un certo peso della cultura europea. I sacrifici, agli occhi di Rav Kook, non sono un rito primitivo, bensì contengono un messaggio di santità che non può essere compreso se non attraverso la rivelazione divina rispetto allo stesso messaggio messianico che si rivelerà nella sua completezza con la Redenzione finale del popolo ebraico e del mondo intero. In altre parole l’intera cornice degli aspetti pratici dei sacrifici si rivelerà solo con la volontà divina che ci svelerà il senso profondo del rituale. Continue reading “Parashà Vayikra – Il significato dei sacrifici”

L’emissario di Shavei Israel porta ancora più cibo casher in Portogallo

L’emissario di Shavei Israel, Elisha Salas, è sempre stato in prima linea per quanto riguarda la produzione di cibo casher in Portogallo. E i giornalisti sono interessati al suo lavoro. Cnaan Lipshitz di JTA si è ultimamente recato presso la comunità di Belmonte, dove vive Rav Salas, nella zona di Serra da Estrela (le montagne più alte del Portogallo). I turisti da tutto il mondo si recano nella Serra per assaggiare i famosi formaggi di pecora lì prodotti. E adesso arrivano anche i consumatori di cibo casher.

Lipshitz scrive:

“La criniera montuosa più alta del Portogallo, la Serra da Estrela, è famosa per le sue cascate spettacolari, i laghi turchesi, le colline terrazzate e gli avventurosi percorsi ciclistici tra i boschi.
In particolare in inverno, molti turisti dall’Europa settentrionale scendono verso la Serra soleggiata , un piccolo pezzo di terra, per assaggiarne i vini squisiti, i famosi formaggi di pecora e i gustosi piatti regionali (come sardine in salsa dolce e stufato di manzo al ginepro).

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“Separare la challà”

La mitzvà dello “separare la challà” è una delle tre mitzvot donate unicamente alle donne. In origine, un pezzo di impasto veniva “separato” e donato al Kohen che faceva da sacerdote al Tempio. Questa pratica viene istituita nuovamente nell’epoca del Messia – adesso si brucia il pezzo di impasto prima che il pane venga mangiato.

La comunità in El Salvador si è preparata allo scorso Shabbat organizzando una grande hafrashat challah – la cerimonia della separazione della challà. Questo è un evento annuale durante il quale si riunisce la comunità assieme ai propri ospiti.

L’evento si è svolto nel ristorante “Volcano” nella capitale San Salvador.  Potete rivedere il nostro racconto dello scorso anno a questo link.

Una cerimonia simile di hafrashat challah è stata organizzata in Cile, da una piccola comunità guidata da Rav Avraham Latapiat.

Ecco alcune foto dei due eventi divenuti oramai una bella tradizione locale.

El Salvador

Cile

Una catena israeliana di supermercati ha donato buoni per 50mila shekel ai nuovi immigrati

Sta diventando una dolce tradizione per i nuovi immigrati che arrivano in Terra Santa con l’aiuto di Shavei Israel: i buoni omaggio dalla catena di supermercati Shufersol.

Per la seconda volta in occasione di Rosha HaShana ( e per la terza in generale vista la donazione per Pesach 2016), Shufersol sta donando buoni per 50mila shekel (circa 14mila dollari) ai nuovi olim, per aiutarli nella preparazione delle feste.

Anche se questi coupons sono pensati per alleggerire il costo delle feste, possono essere usati in qualsiasi momento dell’anno.

Shavei Israel distribuirà i coupons agli immigrati Bnei Menashe, Bene Anusim, Kaifeng dalla Cina e alle comunità russe Subbotnik. Molti di questi sono appena arrivati con l’aliyah!

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Parashà Shemini – Cielo e Terra

La parashà di Shemini ha al centro del proprio messaggio le regole della kasherut ed il senso di una costante distinzione tra ciò che è adatto alla tavola ebraica e ciò che non lo è.

La kasherut è sempre stata un luogo di dibattito e di discussione sia internamente al popolo ebraico che nella sua relazione con il resto del mondo, creando spazi di opinioni molto diversi tra di loro e scatenando reazioni non ebraiche differenti. Pensiamo per esempio al mondo greco-ellenistico ed al suo sguardo sul mondo ebraico. Noi siamo soliti guardare alla battaglia dei greci, nel periodo di Channukka per esempio, dal punto di vista di Israele. Una battaglia del non sacro e del sacro, della luce e del buio, della materia e dello spirito. Ma questa è una visione molto parziale. La Grecia era intrisa di due discipline diverse, una, l’occupazione in una cultura del bello e dello sviluppo del corpo, la seconda la filosofia che promuoveva una completa astensione da ogni vita naturale. Si trattava di due mondi e due realtà lontane e separate l’uno dall’altro. Colui che si occupava del corpo non poteva certo occuparsi dello spirito. Colui che si occupava nello spirito non poteva certo occuparsi del corpo. I decreti greco ellenistici contro gli ebrei erano contro l’unione del mondo spirituale con quello fisico, contro l’incontro tra Cielo e terra. Prendiamo per esempio il divieto dell’osservanza dello Shabbat: lo Shabbat simboleggia la materia nei pasti, nel vino, nel cibo e nel bere ma anche lo spirito nello studio della Torà, nelle mitzvot, con la vicinanza a Dio.

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Shufersol e Shavei Israel aiutano gli immigrati ad accogliere l’Anno Nuovo

I recenti immigrati in Israele, delle comunità Bnei Anousim, Bnei Menashe e Subbotnik, hanno un altro motivo per celebrare questo Anno Nuovo: la catena di supermercati israeliani Shufersol ha donato 50mila Shekel (circa 12mila euro) in coupons, per i nuovi Olim, per aiutarli nelle spese festive.

Questa è la seconda volta che Shufersol aiuta le comunità seguite da Shavei Israel; la catena aveva fatto la stessa donazione prima delle ultime feste di Pesach.

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