Cos’è Chanukkà

All’epoca del Secondo Tempio, quando dominava il regno dei greci, furono emanati dei decreti ostili verso i figli di Israele che rendevano vietata la loro religione e non consentivano loro di occuparsi dello studio della Torà e dell’osservanza delle mitzvot (precetti). I greci erano entrati nel tempio, avevano praticato delle brecce nelle mura e reso impuri gli arredi sacri.

Tutto ciò era causa di grande pena per il popolo di Israele, il quale disperato dalle continue angherie iniziò a ribellarsi. Allora gli Asmonei organizzarono un piccolo esercito di ebrei e dopo dure battaglie, con l’aiuto di Dio, prevalsero sui greci liberando Israele dal loro dominio.

Quando riuscirono a sconfiggere i loro nemici, era il 25 del mese di kislev, essi entrarono nel Santuario e in esso, il solo olio che rinvennero, fu quello che si trovava dentro una ampolla con il sigillo del grande Sacerdote ma che ne conteneva soltanto la quantità sufficiente per un giorno. Con quell’olio fu invece possibile mantenere accese le luci del candelabro per otto giorni, il tempo necessario per spremere le olive e ottenerne dell’altro olio puro.

Per questa ragione i saggi del tempo decisero che quegli otto giorni, che iniziano il 25 di kislev sarebbero stati celebrati come giorni di gioia e lode al Signore per tutti i miracoli che aveva operato. In essi, per tutte le otto sere, si accendono dei lumi presso l’ingresso delle abitazioni per rendere manifesto e pubblico il miracolo. Questi giorni sono chiamati Chanukkà che significa “inaugurazione” perché durante questi giorni, hanno potuto inaugurare il Santuario che gli oppressori avevano contaminato.

Fonte Kitzur Shulchan ‘Aruch di Rav Shlomo Ganzfrid

Gioisci, affinché tu possa diventare un tutt’uno con la Sukkà

È giunto il momento di gioire, è giunto il momento di uscire e risiedere nelle Sukkot. Tutto intorno a noi è un tripudio di colori, di allegria e serenità. La festività di Sukkot è nota come “il tempo della nostra gioia”, ci viene comandato di rallegrarci e di deliziare coloro che ci circondano.                                                                                                

Nei Pirkè Avot è detto: “Su tre cose si poggia il mondo: “sul giudizio, sulla verità e sulla pace”. Durante le festività del mese di Tishrei, che aprono l’anno, affrontiamo questo viaggio completo e costruiamo il nostro mondo per il prossimo anno.

Rosh Hashanah è il giorno del Giudizio in cui “tutto il mondo passa davanti a Lui come figli dell’Altissimo”, Yom Kippur è il giorno della verità nel quale il Signore pone i sigilli per il prossimo anno, mentre a Sukkot completiamo il percorso costruendo una “Sukkah di Shalom (pace)”.

Nella capanna l’uomo risiede diventando parte di essa. Medita sul suo essere fragile in questo mondo, dove tutto è “vanità delle vanità” e affida tutto se stesso a Colui che l’ha creato.

Nella mente riecheggiano le frasi finali del Kohelet: “Ancora un avvertimento figlio mio: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo.”

Possa il Santo Benedetto Egli sia porre su di noi e su tutto il popolo di Israele una Sukkà di protezione, di pace e serenità.

Chag Sameach!

Morà Chanà Grazia Gualano