La mostra “Figli di Abramo e Sara” risalta gli Ebrei Africani

Tutti gli Ebrei sono considerati figli dell’Abramo e della Sara biblici. Una nuova mostra a Beit Hatufsot, il Museo del Popolo Ebraico a Tel Aviv, mette in luce alcune incredibili diversità di questi figli.

Intitolata “I figli di Abramo e Sara”, la mostra è divisa in due parti. La prima è un video di Nira Pereg che parla del culto alla Grotta dei Patriarchi a Hebron.

La seconda, sezione più ampia, consiste in fotografie eseguite dal fotografo Jono David sulle Comunità Ebraiche dell’Africa.

Le foto di David mostrano i membri e i leader delle comunità, sinagoghe improvvisate, cimiteri e monumenti, particolari manufatti di Judaica, le feste ebraiche e le celebrazioni locali.

David ha dedicato 4 anni al progetto, durante i quali è stato 8 volte in 30 paesi dell’Africa. Ha visitato le comunità del Ghana, dell’Uganda, del Kenya, del Camerun e del Zimbabwe, tra le altre.

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Le comunità di Shavei Israel festeggiano il 68° compleanno di Israele

di Brian Blum

Israele celebra il suo 68° compleanno a partire da questa sera con lo Yom HaZicharon – la Giornata della Memoria per i Caduti – che passa poi nello Yom Ha’atzmaut (Giornata dell’Indipendenza) non appena il sole scende sul Mar Mediterraneo.

E’ un giorno molto speciale per Shavei Israel – dopo tutto, il nostro nome significa letteralmente “Israele Ritorna”. E’ quindi con grande gioia che auguriamo a tutte le nostre comunità e a tutti quelli che ci sostengono – felice Yom Ha’atzmaut!

Shavei Israel ha avuto il privilegio negli ultimi decenni di aiutare migliaia di Ebrei delle Tribù Perdute e le Comunità ebraiche “nascoste” a ritornare al Popolo ebraico e al moderno Stato Ebraico. Non saremmo riusciti da farlo senza di voi – vogliamo quindi condividere la gioia di tutte le nostre comunità nel mondo!

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Le comunità di Shavei Israel hanno celebrato Pesach

Ecco qui come alcune delle comunità di Shavei Israel nel mondo hanno celebrato Pesach!

Varsavia

L’emissario di Shavei Israel Rav Yehoshua Ellis ha tenuto un Seder Modello per i membri della comunità ebraica polacca prima della festa. Per coinvolgere la generazione più giovane, Rav Ellis si è spostato in strada per organizzare una Gara Staffetta delle Dieci Piaghe con le rane (nei sacchetti neri) e una gara bendati per simboleggiare le tenebre.

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Cracovia

Intanto, in un’altra parte della Polonia, Rav Avi Baumol ha intrattenuto la comunità con un corso di ceramiche e piatti da Seder, una sessione sulla preghiera Hallel come parte dell’Haggadà, una chiacchierata con i membri del JCC Senior Club, e infine un chametz party dove si doveva finire tutto il cibo non adatto a Pesach. Rav Baumol si è dovuto bere tanta birra prima dell’inizio di Pesach.

 

Ebrei Kaifeng

Le cinque donne cinesi che Shavei Israel ha aiutato a fare aliyah quest’anno  si sono recate sulle colline della Giudea per una passeggiata di Pesach. Ecco qui Gao Yichen, Yue Ting, Li Jing, Li Yuan e Li Chengjin sotto le famose palme del Moshav Matta, a sud-est di Jerusalem. (Photo credit: Tzipi Agrenat.)

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Nigeria

Infine, la comunità ebraica Igbo in Nigeria è entrata nello spirito del bidikat chametz –cercare ogni resto di chametz prima di dichiarare che non c’è più nulla la notte prima del Seder. La Bidikat Chametz viene solitamente eseguita al lume di candela. Ufficialmente senza chametz, la comunità si è vestita a festa, ha riempito la tavola di vino e ceste di matzà e ha accolto la festa.

Un ebreo cinese si arruola nell’IDF

di Brian Blum

E’ nell’esercito adesso: Tony (Hoshea) Liang è l’ultimo degli ebrei cinesi ad arruolarsi nell’IDF (Forze di Difesa Israeliane).

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Sei anni fa Shavei Israel ha aiutato sette giovani uomini cinesi a fare aliyah dall’antica comunità ebraica di Kaifeng. Gidon Fan e Yonatan Xue hanno già completato il loro servizio nell’esercito, mentre Moshe Li ha ancora qualche mese davanti a sé (e la vita militare gli piace così tanto che vuole firmare per un altro periodo).

Tony, il più giovane tra i sette – aveva solo 18 anni quando arrivò in Israele – si è arruolato a metà dicembre, e servirà per sei mesi, di cui i primi tre saranno un ulpan di ebraico intensivo, con una particolare attenzione alla terminologia che serve nell’esercito. Sarà una specie di ritorno agli inizi della vita in Israele, quando Tony e i suoi amici cinesi studiavano all’ulpan del Kibbutz Sde Eliyahu. A questo sono seguiti diversi anni di studi in una yeshiva a Gerusalemme, prima che i sette uomini facessero conversione ufficiale all’ebraismo, sotto gli auspici del Rabbinato Centrale di Israele, due anni fa.

Da allora hanno seguito percorsi professionali differenti. Yonatan ha sfruttato il suo periodo nell’esercito per approfondire le conoscenze che si era portato dalla Cina, diventando un assistente odontoiatra. Tony nel frattempo, aveva iniziato una carriera nell’industria alberghiera, lavorando prima in un hotel della zona e ultimamente guidando gruppi di turisti cinesi nella Terra Santa – un lavoro che spera di potere continuare dopo il servizio militare.

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Gli ebrei hanno vissuto a Kaifeng, una volta tra le capitali della Cina imperiale, per più di mille anni, arrivando inizialmente come mercanti dalla Persia o dall’Iraq, facendo affari lungo la Via della Seta.

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Storie di Bnei Anousim: Luis, Claudia e Barbara Morao, di Belmonte in Portogallo

di Brian Blum

Luis (Uziel) Morao è venuto a conoscenza delle sue radici ebraiche in Portogallo da bambino…letteralmente: la sua famiglia ha cominciato a praticare l’ebraismo dopo la sua circoncisione, anche se per Luis non è stato a 8 giorni, ma quando aveva 10 anni. Da quel momento, quindi, “la mia vita da adolescente è stata molto intensa, poiché sono stato cresciuto in un ambiente puramente ebraico nel villaggio di Belmonte”, racconta Luis.

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Più di 500 anni fa, la città centrale del Portogallo Belmonte, oggi a due ore di macchina da Lisbona, aveva una comunità ebraica molto vivace – fino a quando i suoi membri non furono costretti a convertirsi al cattolicesimo nel 1497 e l’Inquisizione li costrinse a nascondersi.

Ma gli Anousim – gli ebrei “nascosti” – di Belmonte erano scrupolosi riguardo alle loro osservanze clandestine. Secondo Leah Jaya Bisquert Bertomeu, che ha visitato la comunità nel 2013, “non hanno mai mancato di celebrare Kippur, la festa di Ester (prima di Purim) e Pesach. Sapevano però le date delle feste solo grazie ai pieni di luna”. Il rabbino capo di Efrat, Shlomo Riskin, che ha visitato Belmonte nel 2011, aggiunge “per 500 anni i loro discendenti si sono sposati tra loro tenendo l’ebraismo segreto”.

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L’aliyah dei Kaifeng: la storia di Li Jing

di Brian Blum

L’aliyah dalla Cina continua. Nei prossimi mesi, cinque ragazze ebree della Comunità Ebraica di Kaifeng immigreranno in Israele. Ognuna ha la sua storia affascinante da raccontare. Oggi vi presentiamo Li Jing.

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A 27 anni, Li Jing è la più anziana delle cinque donne. Li è cresciuta a Kaifeng, ma ha studiato Marketing inglese all’Università di Xi’an, cittadina a sei ore di treno da casa e patria dei famosi Guerrieri di Terracotta.

Dopo gli studi Li ha lavorato come customer service manager a Kaifeng fino a due mesi fa, quando ha lasciato il lavoro per prepararsi meglio all’aliyah. “Mi piaceva molto il mio lavoro”, ci dice. Nondimeno è già pronta per nuove opportunità di business in Israele. In questi giorni sta studiando ebraico e inglese online con un tutor speciale di Shavei Israel.

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Diversamente da altre comunità con le quali lavora Shavei Israel, gli ebrei Kaifeng non hanno mai dimenticato o nascosto la loro identità. “Li Jing stessa ci dice che sapeva sin da bambina di essere ebrea. “Mio padre ci disse che i nostri antenati erano venuti da Israele. Tuttavia so che devo ancora imparare molte cose. Quando l’ho saputo ero piena di gioia. Ma poi mi sono confusa. Cosa significa davvero essere ebrei?”

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Laura Ben-David parla di Shavei Israel negli Stati Uniti

Di Brian Blum

 

La direttrice del marketing di Shavei Israel Laura Ben-David è stata in viaggio le ultime due settimane, parlando delle attività di Shavei Israel alle comunità ebraiche in tutti gli Stati Uniti: dal New Jersey a Filadelfia, fino a Los Angeles e San Diego, e qualche altro posto per strada.

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I suoi discorsi si sono concentrati su tre delle comunità che Shavei Israel sta aiutando: i Bnei Menashe in India, gli Ebrei “nascosti” della Polonia, e i Bnei Anousim in Spagna, Portogallo e Sud America. Il filo conduttore: “Vi sono persone in tutto il mondo che ora dimostrano una connessione con Israele”, ha detto Ben-David durante la sue presentazione in Pennsylvania alla sinagoga Lowe Merion. “Sento che stiamo facendo una cosa molto importante”.

Ben-David ha descritto la sua visita ai Bnei Menashe in Manipur, India, dell’anno scorso. “Mi sono recata lì e sono rimasta travolta”, ha detto. “Noi pensavamo che loro fossero scomparsi, e loro pensavano che noi fossimo scomparsi”.

Ma non lo erano, e adesso il loro desiderio più fervente è di fare aliyah. “Per loro è molto semplice”, spiega Ben-David. “Si dovrebbe vivere in Israele, e quindi vivi in Israele”.

Prima del suo discorso alla Southern California Yeshiva High a San Diego, la Ben-David ha descritto al direttore del San Diego Jewish World – Donald Harrison – come la parola “ebreo” fosse sconosciuta ai Bnei Menashe. “Credevano di essere i discendenti di Menasse, il figlio del Yossef biblico, e che erano gli ultimi del loro popolo”. Il Rabbinato di Israele ha accettato la rivendicazione da parte dei Bnei Menashe delle loro origini ebraiche, grazie alla preservazione da parte della comunità di diversi usi ebraici, ha spiegato Ben-David nella sua intervista a San Diego.

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Un nuovo emissario per il centro Zion Torah in India

Di Brian Blum

 

Tamar Tzur è una ginecologa israeliana. Voleva aggiungere alle sue specializzazioni gli interventi con laparoscopia. Poiché il sistema educativo israeliano non prevede questi insegnamenti presso le accademie di medicina, allor Tamar ha cominciato a fare ricerche su internet per trovare un buon corso in qualche parte del mondo. A quel punto suo marito le ha suggerito qualcosa di molto sorprendente.

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Tamar, Noam e Yishai Tzur, prima della partenza per l’India

 

“Cosa ne dici dell’India?” le ha detto. Tamar era scettica. Non faceva parte di quella categoria di israeliani che dopo il servizio militare sono partiti zaino in spalla per l’Asia. Non era mai stata in India.

Ma l’India interessava Yishai per un’altra ragione. Nei precedenti due anni aveva conosciuto Samuel e Anne Devasahayam, capi del centro Zion Torah, nella città di Erode, nella provincia di Tamil Nadu. Nel 2001, Samuel aveva capito che l’ebraismo era la vera strada verso Dio. Dopo dieci anni, oggi è a capo di una comunità che conta 1500 Indiani osservanti della Torah. Gli uomini portano le kippot e sono circoncisi, le mezuzot adornano ogni stipite delle porte, e la comunità osserva lo Shabbat, tutte le feste ebraiche e le regole della kasherut.

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Il nuovo emissario di Shavei Israel in Cile: un vero ingegnere aerospaziale

Di Brian Blum

Rab-Abraham-IsraelNon è che capiti ogni giorno che Shavei Israel assuma un ingegnere aerospaziale. Ma il nostro ultimissimo emissario, Rav Avraham Israel Latapiat, ha un curriculum che potrebbe portarlo fin sulla luna. Per ora, invece, servirà una comunità più terrestre: i Bnei Anousim di Santiago in Cile.

Anche lui originario del Cile, Rav Latapiat ha ottenuto il suo PhD (dottorato) in matematica, dall’Università della Pennsylvania, e successivamente è stato professore presso l’Università Centrale del Venezuela dove è stato tra i cofondatori del programma “Knowing in Freedom” (Conoscere in libertà), collegato alla facoltà di medicina, economia e scienze sociali. E’ un membro della American Mathematical Society e ha molte pubblicazioni sull’astrofisica, incluse quelle via L’Astrophysics Center della NASA e il Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.

Spostandosi dalla matematica alla mishnà, Rav Latapiat ha ricevuto la sua ordinazione rabbinica dal Pirchei Shoshanim Yeshiva in Israele. Ha fondato un kollel (una yeshiva per uomini sposati) chiamato HaOr HaKodesh a Caracas, in Venezuela, prima di ritornare a vivere in Cile, dove risiede adesso assieme a sua moglie. E’ un membro attivo del Kollel Hazon Ish in Cile, è il rappresentante del Sud America per il Machon Anousim, ed è direttore di progetti per Ta’am Kosher, l’agenzia di certificazione dei prodotti casher. E’ anche presidente del CEDIH, un’organizzazione il cui scopo è di “riportare gli uomini allo studio della Torah”. Leggi tutto “Il nuovo emissario di Shavei Israel in Cile: un vero ingegnere aerospaziale”

Michael Freund nella rivista “Commentary”: Predire il futuro ebraico

Di Brian Blum

Commentary-The-Jewish-Future-246x300Come sarà il futuro del popolo ebraico tra 50 anni? La rivista “Commentary” lo ha chiesto a 70 leader ebrei. Il presidente di Shavei Israel era tra questi.

L’articolo di Freund è apparso nel numero di Ottobre 2015. Freund vi scrive: “Il popolo ebraico è nella fase iniziale di una rivoluzione demografica, una cambiamento così profondo e storico nella natura che rimodellerà i contorni, il carattere, e anche il colore dell’ebraismo.”

Il cuore di questa rivoluzione sono le centinaia di migliaia di persone con radici ebraiche – Bnei Anousim, Bnei Menashe, Gli Ebrei nascosti della Polonia, gli Ispanici, gli Ebrei di Kaifeng – che in numero sempre crescente stanno cercando di ritornare all’ebraismo.

Non è solo una domanda accademica. “Per potere contare nel villaggio globale, il numero è sostanza”, scrive Freund. “Demograficamente e spiritualmente, il popolo ebraico dovrà essere in forze per far fronte a questo”.

L’articolo in originale si può leggere qui. Leggi tutto “Michael Freund nella rivista “Commentary”: Predire il futuro ebraico”