Le benedizioni della tavola ebraica

Netilat Yadaim e Hamotzy (abluzione delle mani e la benedizione su pane)

Parte 1

Apriamo ora l’argomento inerente al lavaggio delle mani prima di mangiare il pane e alla benedizione sul pane. Ogni qualvolta una persona desideri mangiare il pane, deve necessariamente seguire questo iter:

Netilat Yadaim2 – Hamotzy3 – Birkat hamazon
Lavaggio delle maniBenedizione sul paneBenedizione finale. Al termine del pasto si ringrazia il Signore mediante questa benedizione. 

Andiamo ora ad analizzare ogni singolo passaggio.

  1. Netillat Yadaim

La netillat yadaim deve essere eseguita con un recipiente integro, senza fori e col margine superiore privo di intaccature. È necessario che il Kelì (recipiente) possa contenere almeno la quantità di 86 cc. di acqua. Prima di eseguire la netilat Yadaim, è fondamentale che le mani siano già pulite e che non vi sia nessun oggetto che possa fare separazione tra l’acqua e le mani, ad esempio anelli.

 In seguito, riempio il kelì e inizio a versare l’acqua su tutta la mano, partendo dal polso. È bene iniziare versando l’acqua sulla mano destra prima di versarla sulla sinistra.

Su ogni mano dovrò versare almeno 86 cc. (1 reviit) di acqua in una sola volta. Pertanto dovrò versare per due volte su ciascuna mano un reviit d’acqua.

Dopo aver completato l’abluzione,prima di asciugarsi le mani, si recita la seguente benedizione:

“ Baruch Attò Hashem Elokenu Melech ha’Olam Asher kiddeshanu Bemizvotav vetzivanu al Netillat Yadaim”

  • Benedetto sii Tu o Signore, Dio nostro, Re del mondo, che ci ha santificato con i suoi precetti e ci hai comandato di lavare le mani.

Dopo aver recitato la benedizione si asciughino le mani, e ci si affretti a recitare la benedizione sul pane. Da quando si inizia la netillat Yadaim fino a quando non si è mangiato il pane non si deve parlare o occuparsi di altro.

Morà Chana Grazia Gualano

Fonte: Kizzur Shulchan ‘Aruch, benedizioni

Recitare le benedizioni con concentrazione

Quando si recita una benedizione, bisogna prestare attenzione al significato di ogni singola parola che si sta pronunciando. Nel momento in cui una persona si appresta a recitarla e in particolar modo quando pronuncia il Nome del Signore, deve essere pienamente consapevole di ciò che sta facendo e del fatto che le sue parole sono rivolte all’ Eterno. Inoltre, in questo lasso di tempo, è assolutamente vietato occuparsi di altro, in modo da non dare l’impressione di dire del tutto casualmente una cosa che si considera priva di importanza[1].

Si raccomanda di recitare la benedizione a voce alta sia perché questo contribuisce a tenere desta l’attenzione e sia per far uscire d’obbligo coloro che non la sanno recitare da soli. Nel momento in cui la si pronuncia, non si deve avere nulla in bocca, qualora avesse introdotto del cibo senza recitare la rispettiva benedizione, se può, lo deve togliere, dire la relativa benedizione e poi rimetterlo in bocca. Se il cibo introdotto non fosse più in condizione di essere estratto e poi mangiato nuovamente, lo si metta da un lato della bocca e poi la si pronunci[2]. Come espresso nel salmo 71, 8: ‹‹possa la mia bocca essere colma della Tua Lode›› a significare che la bocca deve contenere soltanto la benedizione del Signore e null’altro.

Colui che recita una benedizione con attenzione e concentrazione si rafforza nella propria fede, poiché ognuna di esse lo fortifica nel Signore dal quale dipende ogni cosa, senza il Suo consenso e le Sue direttive, nulla esisterebbe al mondo.

Morà Chana Grazia Gualano


[1] Shulchan Aruch 191,

[2] Shulchan Aruch 172

Hilchot Berachot

Premessa

Esprimere gratitudine al Signore

Iniziamo lo studio delle benedizioni (berachoth in ebraico) che si recitano prima di mangiare, quando si trae giovamento di qualcosa, prima di compiere delle mitzvoth o in speciali occasioni.

Qual è lo scopo delle benedizioni? Esprimere gratitudine al Signore.

Nel momento in cui pronunciamo una benedizione riconosciamo che tutto il mondo e tutto ciò che è in esso è un dono del cielo. Recitare una benedizione ci aiuta a riconoscere le meraviglie della creazione, a elevarci dalla routine quotidiana portandoci a un livello di vita piena di motivazioni e significati. È il nostro modo di dire grazie. I nostri Maestri ci hanno insegnato che un uomo non può trarre beneficio da nulla in questo mondo senza benedire Dio e chiunque ne goda senza la dovuta benedizione, commette un sacrilegio, perché sarebbe come se si servisse (senza autorizzazione) di qualcosa di consacrato perché è scritto (sal. 24,1) ‹‹al Signore appartiene la terra e tutto ciò che contiene››.

Le benedizioni si suddividono in tre categorie:

Birkot hanehenim Birkot hamitzvot Birkot hashevach
Si recitano prima di godere di qualcosa come, ad esempio, prima di mangiare , di bere, di odorare un profumo Si recitano prima di compiere un mitzvà(precetto) come, ad esempio, prima di accendere i lumi dello shabbath(sabato), prima di agitare il lulav ecc. Benedizioni di lode. Ringraziamo e lodiamo il Signore per la sua bontà e grandezza come, ad esempio la guarigione per una malattia, per le cose nuove ecc.

Morà Chana Grazia Gualano

Shavei Israel pubblica il primo “birkon” in cinese!

Gli ebrei Kaifeng sono una antica comunità ebraica con una storia ricca e drammatica. Oggi sempre più discendenti sono interessati allo studio del loro patrimonio culturale e spirituale. Pe rafforzare questa unione con l’ebraismo e lo Stato Ebraico, Shavei Israel ha deciso di pubblicare il primo birkon (libro di preghiere) in cinese mandarino. Il volume include uno kiddush per shabbat, benedizioni e canzoni, per aiutare le comunità di lingua cinese a mantenere viva la connessione con la tradizione ebraica.

L’introduzione del birkon è stata redatta dal fondatore e presidente di Shavei Israel, Michael Freund, assieme a Rav Chanoch Avitzedek, focalizzandosi sull’importanza dei precetti dello shabbat. La traduzione è stata curata dal coordinatore di Shavei Israel per gli ebrei Kaifeng, Eran Barzilay, con l’aiuto di quei membri della comunità che hanno già fatto un formale processo di conversione e aliyà in Israele.

Se la tua lingua madre è il cinese e vorresti avere una copia, puoi ordinare il volume alla pagina Shavei bookstore.