Appunti di viaggio da Guarda, in Portogallo

Quanto segue è un estratto degli scritti di Nora Goldfinger, che sta viaggiando tra i quartieri ebraici di Spagna e Portogallo e ha acconsentito a condividere la sua esperienza con noi.

Guarda, Portogallo

Si sa che gli ebrei sono arrivati in Spagna secoli fa. Se ne trova traccia anche negli antichi rotoli di Qumran, che citano la presenza ebraica in Spagna.

In Portogallo invece i primi ebrei sono apparsi nelle regione di Beira solo agli inizi del Duecento, e Guarda fu la prima città ad accoglierli.

Trancoso, Covilha e Castelo Branco accettarono immigrati ebrei nel Trecento, viste le persecuzioni antisemite in Spagna e la crescente immigrazione a seguito dell’editto di espulsione del 1492.

I cognomi venivano dati agli ebrei in accordo alla città di residenza. Alcuni di questi erano nomi di città spagnole: Caceres, Valladolid, Calahorra, Estela, Navarra, mentre altri dal Portogallo: Estela, Querido, Amado, Adida, Rodrigo, Franco, Caro, Justo, Barzelai, Vizinho etc. Continue reading “Appunti di viaggio da Guarda, in Portogallo”

Due comunità si uniscono per uno Shacharit in Colombia

Le comunità ebraiche Shomer Israel e e Maghen Avraham di Cali in Colombia, si sono unite per uno Shacharit speciale (la preghiera del mattino): hanno pregato e poi fatto colazione tutti insieme.

L’occasione per dare il benvenuto al nostro emissario – Rav Shimon Marcelo Yechua.

Ecco alcune foto:

La Fondazione Raoul Wallenberg ha premiato l’arcivescovo Corrado Lorefice per avere donato l’edificio per la Sinagoga di Palermo

Consegnata nelle mani di monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, la medaglia “Raoul Wallenberg” conferita dall’omonima fondazione internazionale in segno di riconoscimento “per il suo impegno nel dialogo interreligioso”. E in particolare per la donazione di un locale di proprietà della Chiesa palermitana alla neonata sezione ebraica cittadina che in futuro diventerà una sinagoga e un luogo di studio. Donazione che da molti è stata definita storica, a oltre cinque secoli dalla cacciata degli ebrei dalla Sicilia.
“Una giornata ricca di significati” ha sottolineato il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giulio Disegni, intervenuto oggi alla cerimonia tenutasi al palazzo arcivescovile insieme tra gli altri alla delegata della sezione ebraica palermitana Evelyne Aouate e al rabbino Pierpaolo Punturello in rappresentanza dell’associazione Shavei Israel. A prendere la parola anche, oltre allo stesso Lorefice, il direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso Pietro Magro; il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il vicepresidente della Fondazione Wallenberg Guillermo Bruschtein e Silvia Costantini, vice presidente della Fondazione per l’Europa, che ha letto un messaggio inviato agli organizzatori dall’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Oren David.
Palermo come luogo di rilancio di una cultura ebraica viva. Una sfida che sarà alimentata anche in occasione della prossima Giornata Europea della Cultura Ebraica (domenica 10 settembre) con il capoluogo siciliano designato città capofila per l’Italia.

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Anche il New York Times parla della nostra comunità di Palermo!

In un articolo di Elisabetta Povoledo, il New York Times parla della comunità di Benè Anusim di Palermo che Shavei Israel segue da anni.

L’articolo, corredato dalle bellissime foto di Gianni Cipriano, descrive la storia degli Ebrei di Sicilia e la rinascita della comunità che a breve avrà la sua sinagoga – la prima in 500 anni – nel cuore di Palermo. E ovviamente si parla del nostro inviato in Italia, Rav Pinhas Punturello.

Per leggere l’articolo cliccare qui.