Parashat Korach – Come giungere a Dio

Qual è stata la vera colpa di Korach? Perché fallisce il suo movimento popolare contro Moshè ed Aaron? In fondo Korach non aveva tutti i torti, almeno in teoria. Il suo movimento di protesta parte da un assunto: Moshe ed Aaron avevano concentrato troppi incarichi nelle loro mani ed questa organizzazione non rispecchiava più la nuova realtà politica e spirituale del popolo ebraico.

Una frase chiave della critica di Korach fu questa: “ Questo vi basti, perché l’intera assemblea, tutti loro, sono santi e l’Eterno è in mezzo a loro. Perché, dunque, vi dovete innalzare al di sopra della congregazione dell’Eterno?” (Numeri 16,3) In altre parole la critica di Korach era questa: “Dal momento che abbiamo ricevuto al Torà e quindi Dio si è manifestato realmente in mezzo al popolo, tutto il popolo è santo e quindi la stessa presenza di una organizzazione spirituale, di guide, di leggi non ha più senso: la santità intrinseca della legge ci rende tutti santi e quindi al di sopra delle legge stessa.”

Più volte lungo il corso della Storia ebraica il popolo ebraico si confronterà con questo tipo di critica, non ultimo nel mondo occidentale. L’uomo accetta con difficoltà l’idea di una legge, di un mondo spirituale regolato da leggi attraverso le quali relazionarsi con Dio, come se la spiritualità non abbia bisogno di ritmi, di precetti, di leggi con le quali esprimersi. Dai tempi di Korach, che in realtà inseguiva anche motivazioni personali, il mondo della fede e della spiritualità viene sdoganato da regole perché esse sembrano desuete o non consone per una libera espressione dell’anima. Allora come oggi sembra che solo l’anarchia, o l’assenza di leggi, sia la giusta strada per giungere a Dio, mentre invece proprio lo scorrere dei precetti, il ritmo di una vita regolata da passi comandati da Dio è la miglior maniera per esprimere la nostra religiosità, così come la nostra spiritualità e l’amore ed il timore che siamo chiamati a provare nei confronti di Dio.