La raccolta fondi di Shavei Israel è stata un grande successo

Gli uffici di Shavei Israel erano in pieno fermento per la nostra più grande raccolta fondi organizzata finora, facilitata dalla piattaforma ‘Charidy‘: che ci ha aiutati nel raccogliere 270.000 dollari in 36 ore!

Ci siamo preparati per settimane. Nel giorno della campagna ci siamo armati di computer, volontari, palloncini, stuzzichini, cellulari e numeri di telefono dei tanti amici e sostenitori. Nelle successive 36 ore non ci siamo fermati; chiamavamo, messaggiavamo, whatsappavamo, mailavamo e postavamo sui nostri social, per riuscire a raggiungere tutte quelle persone che tengono alla nostra importante missione.

Nelle ultime ore di raccolta, abbiamo capito che stavamo per avvicinarci al nostro obiettivo. Ci siamo tutti riuniti davanti ad un computer osservando la crescita di fondi su Charidy, in tensione. Ad un certo punto il monitor si è illuminato, sono apparsi coriandoli e palloncini mentre ci veniva mostrata la somma totale: 278.183 dollari. Ce l’avevamo fatta!!! Ma ancora di più TUTTI VOI ce l’avete fatta. Non ci saremmo mai avvicinati al nostro traguardo senza l’amore e il supporto di tutti i nostri amici sparsi per il mondo. Supporto che aiuta così tanti nel ritorno alle proprie radici ebraiche. Supporto che nello specifico aiuterà a portare 230 Bnei Menashe in aliyà proprio in questi giorni!

Allora, grazie! E mettiamoci a lavoro…c’è ancora così tanto da fare.

Per collaborare con Shavei nella nostra importante missione clicca qui.

Serie di Conferenze del Centro Ma’ani: Comunità ebraiche nascoste e perdute

Il Centro Ma’ani di Shavei Israel ha organizzato una serie di interessanti ed emozionanti conferenze dedicate alle comunità di ebrei perduti e nascosti di tutto il mondo.

Lo staff presenta lezioni a diversi gruppi, sia israeliani che stranieri, studenti, pensionati, famiglie che accompagnano i nuovi immigrati, gruppi Bnei Akiva, gruppi di turisti e altri. Inoltre, vengono organizzate lezioni settimanali per gli stessi immigrati, su feste e tradizioni ebraiche.

Qui una descrizione dei temi affrontati e le foto delle conferenze:

Le prime due conferenze hanno trattato il tema della comunità Bnei Menashe in India e la loro Aaliyah e assimilazione in Israele. Hanno parlato Avi Mizrahi, direttore del Progetto Aliyah Bnei Menashe e del Dipartimento di Assorbimento, assieme a Tzvi Khaute, coordinatore dei Bnei Menashe, quest’ultimo ad un pubblico di studenti statunitensi.

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Cinque discendenti di ebrei cinesi si sono ufficialmente convertite all’ebraismo

Cinque giovani cinesi, discendenti dell’antica comunità ebraica di Kaifeng, in Cina, hanno completato il processo di conversione a Gerusalemme. Tutte nate e cresciute a Kaifeng, una città al centro della provincia di Hanan a sud-ovest di Pechino, discendenti di una comunità ebraica che ha prosperato nella regione per più di mille anni.

Li Changjin, Li Jing, Gao Yichen, Yue Ting e Li Yuan hanno completato il loro processo di conversione con il supporto di Shavei Israel, organizzazione senza scopo di lucro che li ha accompagnati per i due anni del processo.

“I discendenti degli ebrei di Kaifeng sono il filo che collega la Cina e il popolo ebraico”, ha detto Michael Freund, presidente e fondatore di Shavei Israel. “Dopo secoli di assimilazione, un numero crescente di discendenti degli ebrei di Kaifeng ha iniziato a tornare alle proprie radici negli ultimi anni e a riappropriarsi della propria identità ebraica”.

“Queste cinque giovani donne hanno deciso di unirsi al popolo ebraico, e siamo lieti e orgogliosi di contribuire alla realizzazione del loro sogno”, ha detto Freund, raccontando come negli ultimi anni l’organizzazione Shavei Israel abbia aiutato circa una dozzina di persone della comunità ebraica cinese ad immigrare in Israele. Continue reading “Cinque discendenti di ebrei cinesi si sono ufficialmente convertite all’ebraismo”

Gli Ebrei per scelta di San Nicandro in Puglia

Questo articolo di Itamar Eichner è apparso nel giornale israeliano, molto letto, Ynet.

“Un remoto villaggio dell’Italia Meridionale contiene tra le sue mura una sinagoga piccola e unica nel suo genere, virtualmente sotto controllo femminile. Tutto è iniziato circa un secolo fa, quando il “profeta” Donato Manduzio si è innamorato dell’ebraismo e ha riunito una comunità di fedeli. Dopo che dozzine di residenti si sono convertite e hanno fatto Aaliyah, sono rimaste solo le donne che hanno sposato gentili del luogo. Adesso, tutti insieme, celebrano lo Shabbat e le feste ebraiche, mangiano solo cibo kosher e studiano Torah. “Ogni giorno, quando prego”, ci dice Grazia Sochi, “sogno di essere al Muro del Pianto a Gerusalemme”. 

La sezione femminile di questa sinagoga così originale, è tre volte più ampia di quella maschile. Le donne della comunità mantengono una florida vita ebraica nel cuore di un’area fortemente cattolica. Molti dei loro mariti sono cattolici e molti abitanti di San Nicandro non sono nemmeno considerati ebrei secondo la legge ebraica – ma questo non li scoraggia dal sentirsi degli orgogliosi ebrei.

La sinagoga si trova in un piccolo edificio acquistato nel 1994 dalle donne, molte delle quali si occupano di agricoltura, con i soldi che hanno raccolto tra loro, senza nessun aiuto esterno. “Dicevamo ai nostri mariti che un abito costava di più e così mettevamo insieme la differenza per comprare la sinagoga”, ci dice una con un sorriso furbesco.

Abbiamo visitato il villaggio assieme a Michael Freund, fondatore e presidente di Shavei Israel, e a Rav Pinhas Punturello, emissario dell’organizzazione per l’Italia. Le donne della comunità erano molto emozionate e ci hanno accolto con canti italiani e ebraici. Siamo stati ospitati da Lucia Guellano Leone, 50 anni, una delle leader della comunità. Suo marito Matteo, già cattolico, si è convertito assieme a lei e ora lavora come supervisore casher in un pastificio di Bari. Continue reading “Gli Ebrei per scelta di San Nicandro in Puglia”

Shavei Israel introduce un nuovo frasario per aiutare i Bnei Menashe nello studio dell’ebraico

Il viaggio di una tribù dall’antico regno di Israele fino alle pendici dell’Himalaya – e ritorno in un Israele cambiato completamente, può essere descritto in un solo modo: miracoloso.

I Bnei Menashe, che discendono dal nipote di Giacobbe – Menasse, hanno una storia antica come la Bibbia stessa.

Dopo essere stati esiliati dall’armata Assira, gran parte della loro cultura e delle loro tradizioni si sono perse in questo viaggio lungo millenni verso i villaggi del Manipur, Mizoram e Chin nell’India rurale.

Nel 1948 è nato, intanto, lo Stato di Israele, fondato da una comunità oppressa e proveniente da tutto il mondo. E nel 1997, Michael Freund, Direttore delle Comunicazioni nel gabinetto del primo ministro Netanyahu, ha ricevuto una lettera dal Consiglio Regionale dei Bnei Menashe, dove spiegavano chi fossero e perché volessero immigrare in Israele.  Continue reading “Shavei Israel introduce un nuovo frasario per aiutare i Bnei Menashe nello studio dell’ebraico”

Vi presentiamo Revital Haokip, una piccola Bnei Menashe che ha appena fatto aliyà

La piccola Revital Haokip, 18 mesi, era tra i 204 membri della Tribù “Perduta” di Bnei Menashe che Shavei Israel ha assistito nel portare in Israele con l’aliyà questa settimana. Haokip, sua sorella maggiore Emunah, i suoi genitori Yoel e Nurit, sono atterrati all’aeroporto Ben-Gurion martedì, mentre un altro gruppo è arrivato giovedì.

I 204 nuovi immigrati sono arrivati dallo stato dell’India nord-orientale, il Manipur al confine con la Birmania, casa della più numerosa comunità di Bnei Menashe. I nuovi immigrati prevedono di stabilirsi in Galilea, dove vivono già molti altri Bnei Menashe. Inizialmente alloggeranno nel centro di assorbimento di Far Hasidim, dove si convertiranno formalmente all’ebraismo.  Continue reading “Vi presentiamo Revital Haokip, una piccola Bnei Menashe che ha appena fatto aliyà”

Un commovente ritorno a Casa, dopo 2700 anni

Dopo più di 2700 anni in esilio, circa 200 Bnei Menashe stanno per compiere un viaggio di 5.000 km per ritornare a Casa, in Israele.

Ecco il commovente video dei primi momenti di Aliyah, da un villaggio del Manipur, in India.

Nuove classi di Ulpan per i Bnei Menashe

Siamo lieti di annunciarvi l’apertura del primo di tre nuovi Centri di Studio per i nuovi immigrati Bnei Menashe, che di recente si sono stabiliti nel Nord di Israele.
Una buona conoscenza dell’ebraico è la chiave per una rapida integrazione e per il successo dell’aliyà in Israele. Siamo grati a tutti quelli che l’hanno reso possibile, tra cui Yom Tom e Matnas Furst (Centro Comunitario), Dafna (direttrice dei corsi), Marina (rappresentante del Centro di Assorbimento), per avere preparato i permessi e certificati. Tutto questo, ovviamente, con il sostegno di Shavei Israel.

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I Beni Menashe si preparano per l’aliyà

Dopo 2700 anni in esilio, poco più di 200 Bnei Menashe si preparano al loro Ritorno a Casa, in Israele. Gli aerei dovrebbero arrivare il 20 e 22 marzo, giusto in tempo per celebrare Pesach in Israele per la prima volta, provando così sulla propria pelle “l’Esodo” personale.

Nel frattempo sono tutti molto occupati con i preparativi, come infilare in valigia tutto quello che può servire ad iniziare una nuova vita in Terra Santa!

Alcune foto di persone felici e eccitate, con i loro bagagli sono quasi pronti a partire:

 

Dall’Ucraina a Eretz Israel: la storia di Reuven Yaari

Abbiamo incontrato per la prima volta Reuven Yaari negli uffici di Shavei Israel poco dopo il suo arrivo in Israele dalla piccola cittadina di Reni, in provincia di Odessa nell’Ucraina meridionale. Si era stabilito qui con la famiglia di suo zio, da allora sono passati diversi anni.

Oggi Reuven ha 21 anni, studia nella yeshivà “Machon Meir” a Gerusalemme, è divenuto ufficialmente ebreo ottenendo finalmente i suoi documenti. Reuven ci racconta del suo percorso spirituale, della vita della comunità ebraica di Odessa e dei suoi progetti in Israele. Ci fa vedere la sua teudat zeut, la carta d’identità israeliana che ha appena ricevuto.

Reuven è nato a Reni, cittadina dalla storia interessante, ma la sua famiglia proviene dal villaggio di Burlaceni in Moldavia. Suo nonno, Fedor Yalanzhi (oggi chiamato Avraham), era nato nella comunità dei Gaugazi e si era interessato all’ebraismo durante il suo servizio nell’esercito sovietico. Lì aveva incontrato Israel, un ebreo religioso, con il quale aveva discusso di spiritualità, storia del popolo ebraico, costumi e tradizioni. Queste discussioni spinsero Fedor a divenire ebreo, tramite il processo della circoncisione. Diverse famiglie della zona seguirono il suo esempio.

Nonostante le difficoltà presentate dal regime sovietico, la comunità voleva espandersi e approfondire la propria conoscenza. All’inizio si raccoglievano in casa di Fedor, dove leggevano i passi dell’Antico Testamento in russo, prima di portare una vera e propria Torah da Israele.

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