VIDEO: #OperazioneMenashe riunisce le famiglie in Israele

Preparate i fazzolettini, perché sarà dura trattenere le emozioni dopo avere guardato questi filmati. Famiglie che non si sono incontrate da anni scoppiano in lacrime mentre grida di gioia arrivano in sottofondo, da parte dei nuovi immigrati. Madri, figlie, sorelle e fratelli si riuniscono: questi sono tre video che non potete perdervi.

Immigranti dalla Colombia celebrano due anni di aliyà

Mentre Rosh HaShana si avvicina, è tradizione fare il conto delle proprie benedizioni. Per le famiglie Antolinez, Camargo e Maloof c’è una benedizione particolarmente importante: il privilegio (zechut) di iniziare una nuova vita in Israele.

Queste tre famiglie Bene Anusim, assieme a Rivka Sisa, arrivata in Israele per conto suo, sono tra gli orgogliosi nuovi immigrati che Shavei Israel ha aiutato nel fare aliyà dalla Colombia. Celebrano due anni nella Terra Santa proprio questo Rosh HaShana.

Gli uomini della famiglia Camargo e Maloof studiano attualmente in una yeshiva. I bambini vanno a scuola. E la signora Camargo ha aperto un mischpachton – un asilo nido a casa sua.

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Gli ebrei del Kurdistan vogliono un maggiore riconoscimento

I discendenti degli ebrei nella regione del Kurdistan iracheno chiedono maggiore riconoscimento. Dopo decenni, durante i quali hanno dovuto nascondere le proprie radici ebraiche, vogliono avere la libertà di potere scegliere la propria identità, come riporta da Irbil Judit Neurink del Deutsche Welle.

“Israele ci dovrebbe accettare” dice Sherko Sami Rachamim, un curdo dalle radici ebraiche, che vive e lavora nel Kurdistan iracheno. Per anni ha cercato di stabilirsi con la sua famiglia in Israele, “ma gli israeliani ci hanno chiuso le loro porte”.

Dice che molti ebrei convertiti all’islam, si sentono come lui. Rachamim è uno delle migliaia degli ebrei del Kurdistan iracheno, i cui nonni si sono convertiti prima e durante le persecuzioni nell’area, a seguito della fondazione dello Stato di Israele. Negli anni 1950, due terzi dei circa 150mila ebrei che vivevano in Iraq sono fuggiti in Israele e altri paesi. Altri si sono convertiti, o sono fuggiti negli anni ’70, quando il dittatore Sadam Husein ha ripreso le persecuzioni.

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