Parashà Tazria Metzorà – La purità

Levitico 12, 1-8 L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 2 “Parla così ai figli d’Israele: Se una donna è rimasta incinta e partorisce un maschio, sarà impura per sette giorni, sarà impura come nei giorni delle sue mestruazioni. 3 L’ottavo giorno si circonciderà la carne del prepuzio del bambino. 4 Poi ella resterà ancora trentatrè giorni a purificarsi del sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione.”

E’ sempre complicato relazionarsi con il testo biblico e con il senso del suo insegnamento rispetto alla purità ed all’impurità. D’istinto noi moderni saremmo portati ad allontanarci dal testo o ad abbandonarlo liquidando il senso della purità rituale come un retaggio del passato, come una sorta di strana cerimonia sacra che altro non era se non una forma di ritualizzazione di un dettame igienico.

Sarebbe facile e sarebbe semplicistico liberarsi di questo dettame biblico e relegarlo tra gli scaffali di ciò che non ci appartiene più in quanto figli della contemporaneità. Continue reading “Parashà Tazria Metzorà – La purità”

Parashà Shemini – Cielo e Terra

La parashà di Shemini ha al centro del proprio messaggio le regole della kasherut ed il senso di una costante distinzione tra ciò che è adatto alla tavola ebraica e ciò che non lo è.

La kasherut è sempre stata un luogo di dibattito e di discussione sia internamente al popolo ebraico che nella sua relazione con il resto del mondo, creando spazi di opinioni molto diversi tra di loro e scatenando reazioni non ebraiche differenti. Pensiamo per esempio al mondo greco-ellenistico ed al suo sguardo sul mondo ebraico. Noi siamo soliti guardare alla battaglia dei greci, nel periodo di Channukka per esempio, dal punto di vista di Israele. Una battaglia del non sacro e del sacro, della luce e del buio, della materia e dello spirito. Ma questa è una visione molto parziale. La Grecia era intrisa di due discipline diverse, una, l’occupazione in una cultura del bello e dello sviluppo del corpo, la seconda la filosofia che promuoveva una completa astensione da ogni vita naturale. Si trattava di due mondi e due realtà lontane e separate l’uno dall’altro. Colui che si occupava del corpo non poteva certo occuparsi dello spirito. Colui che si occupava nello spirito non poteva certo occuparsi del corpo. I decreti greco ellenistici contro gli ebrei erano contro l’unione del mondo spirituale con quello fisico, contro l’incontro tra Cielo e terra. Prendiamo per esempio il divieto dell’osservanza dello Shabbat: lo Shabbat simboleggia la materia nei pasti, nel vino, nel cibo e nel bere ma anche lo spirito nello studio della Torà, nelle mitzvot, con la vicinanza a Dio.

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