Parashà Vaera – L’agenda della redenzione

Gli anni della schiavitù e della sofferenza sembrano essere giunti alla fine, Moshe lo apprende allorché, a partire da questo parashà, Dio si rivolge al popolo di Israele per spiegargli come sarà liberato dall’Egitto e sarà fisicamente e spiritualmente redento da tutte le sue sofferenze.

Questa è la parashà nella quale Dio presenta a Moshe il “programma della redenzione” con tutti i suoi dettagli: quali passi saranno necessari, con quale ritmo, come si determineranno la varie tappe del processo, alla fine del quale il popolo di Israele si ritroverà realmente libero da tutte le limitazioni che lo affliggono.

Dio espone quindi una “agenda” che rivela un aspetto importante della sua intenzione: la liberazione del popolo e dei singoli componenti deve avvenire attraverso un processo che tenga conto della natura umana; gli elementi magici o miracolosi non sono che accessori. La redenzione come stato finale, deve includere una memoria del processo, una memoria analizzabile, dalla quale la presente e le future generazioni del popolo ebraico potranno trarre insegnamento e prendere esempio.

Continue reading “Parashà Vaera – L’agenda della redenzione”

Michael Freund vince il “Premio Aliyah”

Il presidente di Shavei Israel Michael Freund ha vinto il secondo annuale “Premio Aliyah”, come riconoscimento per le migliaia di ebrei che Shavei Israel ha portato in Israele dall’India, dalla Cina, dalla Penisola Iberica, dal Sud America, dalla Polonia e da altri angoli del mondo.

La cerimonia si è svolta la scorsa settimana presso il Kibbutz Ramat Rachel a Gerusalemme, alla presenza di circa 2mila pellegrini da circa 150 paesi. Il premio è stato presentato dal pastore Tom Hess della All Nations Prayer Convocation e dal presidente dell’Agenzia Ebraica – Natan Sharansky.

Che modo meraviglioso per iniziare l’Anno Nuovo. E un ottimo modo per ricordare del difficile lavoro che Shavei Israel svolge nel costruire un futuro ebraico in Terra Santa. A tutti gli ebrei che aspettano il loro turno per fare aliyah, vogliamo augurare “Prossimo anno a Gerusalemme!”.

Anche il Jerusalem Post ha dedicato all’evento spazio nella versione a stampa:

michael-wins-aliyah-award-use-text