I Bnei Anousim in Portogallo celebrano la Giornata Mondiale della Cultura Ebraica

Di Brian Blum

Seminario-16-300x224Nel 2010, Rav Adin Steinsaltz, conosciuto per le sue traduzioni in inglese e ebraico del Talmud che portano il suo nome, ha stabilito un evento oramai annuale: La Giornata Mondiale della Cultura Ebraica. La giornata vuole “impregnare di apprezzamento i testi che ci identificano, e ispirare speranza nella comunanza che ci unisce”, e ogni anno, migliaia di ebrei si uniscono nelle loro comunità, nelle case e su internet per approfondire e condividere la passione per il sapere ebraico.

Rav Salas alla Giornata Mondiale della Cultura Ebraica in Portogallo Quest’anno per la quinta edizione della Giornata Mondiale della Cultura Ebraica, l’emissario di Shavei Israel in Portogallo, Rav Elisha Salas, si è unito alle celebrazioni di studio. Ha guidato la piccola comunità ebraica di Bnei Anousim a Belmonte, in Portogallo, in una serie di corsi, seguendo il tema della Giornata 2014: “Eroi e criminali, santi e folli: La gente del Libro”, laddove ogni sessione si è focalizzata su un personaggio biblico differente.

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Una mostra fotografica sui Bnei Menashe

Brian Blum

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Una nuova immigrata nella galleria ad Acco dove viene esposta la mostra sui Bnei Menashe

Sambatyon è il nome del fiume leggendario, oltre cui si dice, che vennero esiliate le Dieci Tribù di Israele dal re assiro Shalmaneser, nel 722 p.e.v. Attraverso il Sambatyon è anche il nome di un’esibizione fotografica sui Bnei Menashe, attualmente esposta nel comune di Acco (Acri). Il nome è pertinente: i Bnei Menashe fanno risalire le loro radici alla tribù biblica di Manasse (Menashe), che attraversò il fiume Sambatyon, costretto a lasciare la Terra d’Israele 2700 anni fa. Dopo molti anni di spostamenti, i Bnei Menashe si stabilirono in quello che oggi viene chiamato India nordorientale.

L’antica tribù di Menasse sta facendo attualmente un significativo ritorno nella sua patria; grazie all’aiuto di Shavei Israel già 3000 persone hanno fatto aliyah negli ultimi anni. Continue reading “Una mostra fotografica sui Bnei Menashe”

Gli Ebrei in Giappone

Per anni vi sono state speculazioni secondo cui, una delle Dieci Tribù Perdute sia migrata nella terra del Sol Levante. Mentre questa teoria viene spesso liquidata come bizzarra, vi sono nondimeno un numero interessante di fatti da notare.

Un festival chiamato “Ontohsai” si svolgeva il 15 aprile ogni anno e illustra la storia del sacrificio di Isacco del capitolo 22 della Genesi. Durante il festival, un ragazzo viene legato con una corda ad una colonna in legno, e sistemato su un tappeto di bambù. Un sacerdote scintoista gli si avvicina preparando un coltello e taglia una punta della colonna, ma a quel punto un messaggero (un altro sacerdote) arriva, e il ragazzo viene rilasciato. Dei sacrifici di animali vengono quindi offerti (75 daini con l’orecchio tagliato – pare che ci sia una connessione con il montone preparato da Dio e sacrificato dopo il rilascio di Isacco. Visto che il montone venne catturato nel bosco per le corna, l’orecchio si potrebbe essere tagliato).

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Tefillin giapponesi?

La tradizione del ragazzo si è mantenuta fino all’inizio dell’epoca Meiji. Masumi Sugae, uno studioso giapponese e uno scrittore di viaggi dell’epoca Edo (circa 200 anni fa), ha scritto un diario dei suoi viaggi, annotando cosa aveva visto a Suwa. Si parla nel dettaglio di “Ontohsai”. I suoi appunti sono custoditi presso il museo vicino a Suwa-Taisha.

Dietro al tempio di “Suwa-Taisha” vi è una montagna chiamata Monte Moriya (Moriya-san in giapponese). Gli abitanti dell’area di Suwa chiamano il loro dio “Moriya no kami”, che significa il “dio di Moriya. Questo tempio è stato costruito per onorare questo dio. Si dice che questo dio venga venerato da 78 generazioni. Moriah è il luogo nell’antica Israele dove Abramo portò Isacco per il sacrificio. Continue reading “Gli Ebrei in Giappone”

Cuba

Come nelle altre isole Caraibiche, anche a Cuba i primi abitanti Ebrei sono arrivati con Cristoforo Colombo all’epoca dell’Inquisizione spagnola.

Ben Frank ha fatto molti studi a riguardo, sostenendo che i primi Anousim arrivarono nel 1492 – tra questi vi era Luis de Torres, che venne inviato da Colombo per spedizioni esplorative in cerca di oro. Non vi trovò oro, ma in cambio scoprì qualcosa che avrebbe riempito le casse del regno spagnolo: il tabacco. Torres successivamente si stabilì in Costa Rica.

Altri famosi Anousim che arrivarono con Colombo erano Juan de Cabrera sulla Pinta, e Rodrigo de Triana. Secondo Wikipedia, un altro ebreo – Francisco Gomez de Leon – venne posto davanti ad un tribunale dell’Inquisizione all’Avana. Venne poi giustiziato a Cartagena e il suo grande patrimonio fu confiscato. Continue reading “Cuba”

Dall’individualismo al collettivismo religioso-nazionale

Por Rav Pinchas Punturellogroup

Se poi la casa è troppo piccola per un agnello, ne prenda uno in comune col piú vicino di casa, tenendo conto del numero delle persone; voi determinerete la quantità dell’agnello necessario, in base a ciò che ognuno può mangiare.

Esodo 12, 1-5.

Perché era necessario compiere un sacrificio e consumarlo a livello collettivo prima dell’uscita dall’Egitto? I figli di Israele si predisponevano a lasciare l’Egitto quando Dio gli ordinò di compiere un sacrificio. Non si poteva aspettare un altro giorno prima di compierlo? Non sarebbe stato meglio fare questo sacrificio quando già sarebbero stati fuori dall’Egitto, già liberi? Il popolo di Israele era stato sommerso in Egitto da una cultura, chiaramente non ebraica e marcatamente idolatra. Continue reading “Dall’individualismo al collettivismo religioso-nazionale”

Il processo della redenzione – Parashat Vaerà

Rav Pinchas Punturello

Ed ho anche udito i gemiti de’ figliuoli d’Israele che gli Egiziani tengono in schiavitù, e mi son ricordato del mio patto. Perciò di’ ai figliuoli d’Israele: Io sono l’Eterno, vi sottrarrò ai duri lavori di cui vi gravano gli Egiziani, vi emanciperò dalla loro schiavitù, e vi redimerò con braccio steso e con grandi giudizi. E vi prenderò per mio popolo, e sarò vostro Dio; e voi conoscerete che io sono l’Eterno, il vostro Dio, che vi sottrae ai duri lavori impostivi dagli Egiziani. E v’introdurrò nel paese, che giurai di dare ad Abrahamo, a Isacco e a Giacobbe; e ve lo darò come possesso ereditario: io sono l’Eterno.
Esodo 6,5-9.

La redenzione ( Gheulà) così come ci viene rivelata in questi versetti, non è un unico atto onnicomprensivo, bensì una serie di quattro diverse tappe che formano un processo storico. Continue reading “Il processo della redenzione – Parashat Vaerà”

Le tracce ebraiche in Afghanistan

Vi sono speculazioni secondo cui la famiglia reale Afghana discenda dalla tribù di Beniamino. Per la prima volta pubblicato nel 1635 in un libro chiamato Mahsan-I-Afghani, la tradizione vuole che Re Saul abbia avuto un figlio chiamato Geremia, il cui figlio a sua volta si chiamava Afghana. Geremia morì più o meno nel periodo della morte di Saul e Afghana venne cresciuto da Re David, restando a corte durante il regno di Re Salomone.

Circa 400 anni dopo la famiglia di Afghana fuggì in una terra chiamata Gur, che si trova nell’Afghanistan centrale odierno. Si stabilirono lì, commerciando con le popolazioni locali e nell’anno 662, con l’arrivo dell’Islam, i figli di Israele in Gur si convertirono a questa religione, attraverso i 7 rappresentanti degli Afghani. Il capo dei figli di Israele era Kish, come il nome del padre di Saul.

Secondo questa tradizione, scrive Rabbi Marvin Tokayer, Maometto li premiò e il nome ebraico di Kish venne cambiato in Arab-A-Rashid, a cui venne dato il compito di far conoscere l’Islam nel mondo. Continue reading “Le tracce ebraiche in Afghanistan”

La popolazione Lemba (Zimbabwe, Malawi, Sudafrica)

Due uomini Lemba

I Lemba sono una popolazione presumibilmente ebraica dell’Africa meridionale, molti dei quali vivono tra Zimbabwe, Malawi e Sudafrica. La comunità nell’insieme conta circa 70mila persone. Anche se parlano gli stessi linguaggi Bantu dei loro vicini africani, alcune delle pratiche religiose dei Lemba sono simili a quelle del giudaismo. Le loro tradizioni suggeriscono una loro migrazione in Africa, dalle comunità ebraiche dello Yemen.

Nonostante però i Lemba possano essere discendenti di antenati ebrei, non hanno praticato il giudaismo da molti secoli. Successivamente, alcuni hanno voluto passare all’ebraismo. Oggi, molti Lemba sono Cristiani o Musulmani.

Alcune delle pratiche religiose e credenze simili a quelle del giudaismo includono:
• Sono monoteisti (chiamano il loro Dio creatore Nwali).
• Riservano un giorno alla settimana alla santità e alla preghiera di Nwali (simile allo Shabbat ebraico).
• Pregano Nwali di tutelare i Lemba, considerandosi il popolo eletto.
• Insegnano ai figli di onorare il padre e la madre.
• Non mangiano maiale e altri cibi proibiti dalla Torah, o le combinazioni proibite dei cibi permessi.
• Il loro metodo di macellazione, che permette loro di consumare la carne, assomiglia alla scechità ebraica.
• Praticano la circoncisione maschile (modelli di organi maschili circoncisi sono stati trovati nel Gran Zimbabwe).
• Incidono una Stella di Davide sulle loro pietre tombali.
• Ai Lemba viene sconsigliato di sposare non-Lemba, così come agli ebrei viene sconsigliato di sposare non-ebrei.
• I Lemba seppelliscono i loro morti in posizione distesa piuttosto che accovacciata. Continue reading “La popolazione Lemba (Zimbabwe, Malawi, Sudafrica)”

Aliyah dall’India: Paomang Issachar Haokip canta una nuova canzone nella Terra Santa

Brian Blum

Vi presentiamo una serie di profili dei Bnei Menashe che hanno fatto aliyah in questi ultimi due anni con l’aiuto di Shavei Israel. Questa settimana “cantiamo” le preghiere di Paomang Issachar Haokip.

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Paomang Issachar Haokip ama cantare. Il Bnei Menashe 43enne del piccolo villaggio di Mateyang dello stato indiano nordorientale di Manipur, ha fatto da chazan (cantore) per la sinagoga della comunità, per dieci anni. Successivamente venne nominato presidente della comunità Bnei Menashe di Mateyang.

Nonostante fosse molto gratificante potere cantare lodi a D-o in India, Issachar sognava “da anni e anni” di fare aliyah, per potere “gridare al Creatore” dalla Terra d’Israele.

Il chazan è anche conosciuto come il shaliach tzibur, che significa letteralmente “l’agente della comunità”. Il chazan tramite questa mansione porta un gran carico di responsabilità: rappresentare fedelmente e umilmente tutti quelli che sono venuti a pregare. Per dieci anni, quando Issachar ha recitato le benedizioni della preghiera Amidah a nome della sua comunità, implorando D-o di permettere il rientro degli esiliati a Zion, ha sperato che la sua preghiera si avverasse – e che anche lui fosse incluso nel grande rientro nella Terra Santa. Continue reading “Aliyah dall’India: Paomang Issachar Haokip canta una nuova canzone nella Terra Santa”