Seder Etico

Rav Pinchas Punturello

shutterstock35648752-4-Antico uso per molte comunità è quello di celebrare un seder di Rosh Hashanà le due sere festive della ricorrenza. Origine e storia di questo uso possono essere ritrovate in Nechemia 8, 9-10, nella Ghemarà, Horajot 12a sono presenti i cibi da assaggiare con i relativi giochi simbolici ad essi abbinati, mentre in Kerethot 5b/6b si discute anche del senso dei segni e degli auspici che ci si augurano attraverso di essi.

Viviamo in una generazione che oltre agli auspici ed ai “simanim tovim” per l’anno entrante, dovrebbe chiedere, per ogni cibo rituale che si assaggia per la sera di Rosh Hashana, una invocazione ad Hashem che ci aiuti nelle emergenze identitarie e di valori morali che stiamo vivendo.

Propongo qui alcuni spunti di idee e richieste da fare al nostro Padre ed al nostro Re e seguendo il filo logico dell’antico seder di Rosh Hashana ad uso dei sefarditi, proviamo ad affiancare al seder tradizionale, un seder con richieste etiche, verso noi stessi e verso il mondo.

1. Fichi: Sia tua volontà O Signore Dio nostro e Dio dei nostri padri che si rinnovi per noi un anno consapevolmente dolce, per ogni giorno come il salmo 90, versetto 12: Insegnaci a contare i nostri giorni, affinché possiamo portare il nostro cuore alla saggezza. לִמְנ֣וֹת יָ֭מֵינוּ כֵּ֣ן הוֹדַ֑ע וְ֝נָבִ֗א לְבַ֣ב חָכְמָֽה
2. Zucca קרא: Sia tua volontà O Signore Dio nostro e Dio dei nostri padri che si strappi la nostra abitudine al giudizio.
3. Finocchio רוביה: Sia tua volontà O Signore Dio nostro e Dio dei nostri padri che si moltiplichino gli amici di Am Israel e le persone sincere, non necessariamente buone, ma decisamente limpide.
4. Porri כרתי: Sia tua volontà O Signore Dio nostro e Dio dei nostri padri che vengano distrutti coloro che distruggono, che vengano eliminati coloro che odiano, che vengano annullati coloro che annullano il bene.
5. Bietola סלקא: Sia tua volontà O Signore Dio nostro e Dio dei nostri padri che si allontani da noi il desiderio del male.
6. Datteri תמרי: Sia tua volontà O Signore Dio nostro e Dio dei nostri padri che finisca l’odio per noi cosi come noi faremo finire l’odio tra noi.
7. Melagrana רימון: Sia tua volontà O Signore Dio nostro e Dio dei nostri padri che si moltiplichino le persone che avranno meriti grazie ai nostri insegnamenti ed esempi.
8. Testa ראש: Sia tua volontà O Signore Dio nostro e Dio dei nostri padri che sapremo sempre usare la nostra tosta e non staremo attenti nel guardare la coda degli altri.
9. Pesci דגים: Sia tua volontà O Signore Dio nostro e Dio dei nostri padri che cresceremo e ci moltiplicheremo ed investiremo in educazione e matrimoni ebraici, figli ebrei e valori condivisi sotto il tuo sguardo protettore dall’Alto.

Il patto di ognuno di noi – Parashat Nitzavim

Rav Eliahu Birnbaum

manosOgni cultura concepisce forme divers di relazione ed impegno tra le persone e le istituzioni. Noi ci rapportiamo alle persone ed alle istituzioni, per iscritto o oralmente, sia attraverso le emozioni, che l’intelletto, che la legge. In questa parashà la Torà pone di fronte a noi una formula diversa di impegno: il Patto.

“Tutti voi siete oggi presenti di fronte l’Eterno vostro Dio: i vostri capi, i vostri anziani ed i vostri giudici, con tutti gli uomini di Israele; i vostri figli, le vostre mogli e gli stranieri che vivono nel vostro accampamento, dal tagliatore di alberi fino al raccoglitore di acqua, per entrare nel Patto con l’Eterno vostro Dio e nel giuramento con il quale Dio si impegna con te. Con esso Egli ti consacra oggi come Suo popolo, essendo Egli il tuo Dio come lo ha giurato a te, ai tuoi padri, Abraham, Itzhak e Yaakov. Però non solo con voi ha stabilito questo patto, ma anche con coloro che non sono presenti oggi qui.” Continue reading “Il patto di ognuno di noi – Parashat Nitzavim”

Shavei Israel al Limmud di Gerusalemme

Brian Blum

1La direttrice del marketing di Shavei Israel – Laura Ben-David, ha fatto una presentazione la scorsa settimana alla conferenza di Limmud a Gerusalemme. Era la prima volta che Shavei Israel partecipava a Limmud, che vanta oramai una trentina d’anni di conferenze ebraiche in giro per il mondo. Dalla sua basa a Birmingham in Gran Bretagna, Limmud si è espanso a 40 comunità, da Melbourne a Mosca, e più recentemente nella capitale di Israele.

Limmud Gerusalemme ha raccolto circa 600 persone quest’anno. La presentazione di Laura Ben-David era intitolata “Una nazione, molti volti – la demografia ebraica e il suo destino”, ed era ovviamente ispirata al lavoro di Shavei Israel con le comunità ebraiche “perse” e “nascoste”, in alcuni degli angoli più remoti del globo. Per molti partecipanti al Limmud, questa era la prima occasione di incontro con Shavei Israel.

Limmud inaugura una stagione autunnale piena di programmi e presentazioni per Shavei. Per gli ascoltatori negli Stati Uniti, vi saranno due occasioni per incontrare lo staff di Shavei Israel di persona. A novembre, la Ben-David si recherà nell’area metropolitana di New York. Il presidente e fondatore di Shavei Israel – Michael Freund seguirà con una visita a dicembre.

Sapevate che Shavei Israel può organizzare una presentazione, grazie al suo ufficio dinamico, su “Demografia ebraica e destino” o altri argomenti interessanti sul futuro di Israele e sul popolo ebraico? Se siete interessati ad avere Shavei Israel ospite della vostra organizzazione, per favore scrivete a Laura Ben-David (laura@shavei.org).

Shavei Israel pubblica nuovi volumi in vista delle Sante Feste

Di Brian Blum

1Shavei Israel ha appena pubblicato due nuovi volumi, giusto in tempo per le Sante Feste ebraiche.

Il primo è il molto richiesto libello di Selichot, i canti di penitenza e preghiere, che vengono recitati tradizionalmente nei giorni tra Rosh Hashana e Yom Kippur. Contengono il testo originale ebraico assieme a una traslitterazione. Inoltre vi sono istruzioni generali e spiegazioni in Mizo e Thadou-Kuki, le due lingue più importanti parlate dai Bnei Menashe. Il libello è stato redatto da Itzhak Colney, uno dei due Bnei Menashe volontari che servono la comunità.

Il libro è stato subito messo in uso, come potete vedere dalla foto, dove un gruppo di Bnei Menashe lo usa per le preghiere al Muro del Pianto.

La pubblicazione del Selichot completa la serie di Shavei Israel per i Bnei Menashe in lingua Mizo e Thadou-Kuki, chiamata Na’aseh VeNishma. A maggio è stato pubblicato il nostro libro che copriva il periodo fino alle ferie di Shavuot, e altri sono in arrivo.

Per i Bnei Anousim in Portogallo, Brasile e Israele, Shavei Israel ha appena rilasciato la seconda edizione del suo Machzor di Rosh Hashana (libro di preghiere per le feste). La prima edizione era uscita due anni fa. Questa nuova versione include una lettera di benedizione dal Rabbino capo di Gerusalemme (già Rabbino capo di Israele) Rav Shlomo Amar.

Il linguaggio dei simboli e i rituali ebraici – Parashat Kitavo

Rav Eliahu Birnbaum

d7a2d793d799-d7a7d7a8d79f-10-d794d793d791d7a8d795d7aa-001I segni costituiscono un linguaggio attraverso cui individui e culture traducono la realtà e le esperienze. Il sistema dei segni e dei simboli che appartiene ad una comunità culturale è il linguaggio che permette di collocare quanto all’interno di se stessa ed intorno a sé in una mappatura preesistente e che può essere mutata dal labirinto della vita.

La Torà si occupa in questa parashà di stabilire i simboli che dovranno guidare l’interpretazione che il popolo di Israele darà alle sue realtà e alle sue esperienze. La stessa vita dell’ebreo moderno è basata sui simboli ereditati dalla Torà, tradotti in ogni generazione nel segno referenziale della sua vita reale. In questo modo ogni parola ed ogni atto, ogni festività ed ogni suono sono partii di questo linguaggio peculiare che costituisce il subcosciente di tutti gli ebrei e al quale essi si richiamano di continuo.

La maggioranze degli ebrei del nostro tempo non approfondisce il significato o la ragion d’essere di molti dei propri rituali, però è il valore simbolico che essi conservano che sostiene la volontà di osservarli, evocando una tradizione lasciata dalle generazioni precedenti. Tutti i sentimenti umani si traducono in simboli, in un linguaggio che trasla (tale è il significato del termine “metafora”) ogni azione quotidiana ad un livello che trascende l’esperienza individuale e la connette con la vita millenaria di una nazione ed una cultura, fatta di lingue, rituali, aromi e colori. Continue reading “Il linguaggio dei simboli e i rituali ebraici – Parashat Kitavo”

I miracoli improvvisi e i miracoli costanti

Di Rav Yitzhak Rapoport

"SLICHOT" PRAYER SERVICE DURING THE DAYS OF       REPENTANCE PRECEDING YOM KIPPUR, AT THE WESTERN WALL IN     JERUSALEM'S OLD CITY äòéø éøåùìéí. áöéìåí, úôéìú "ñìéçåú" ì÷øàú éåí äëéôåøéí, áëåúì äîòøáé            áòéø äòúé÷ä.

Nel trattato Shabbat, foglio 53b, è scritto: “Rav Yehuda ha detto: Vieni e vedi come sia difficile per HaShem dare all’uomo i beni primari (mezonot), perché per loro sono state cambiate le leggi della natura. Rav Nachman ha detto: Devi sapere che il miracolo può accadere (più facilmente), mentre i beni necessari all’uomo (tuttavia) non si possono creare così facilmente”.

(L’espressione mezonot nel Talmud indica il livello di ricchezza materiale dell’uomo).

Un passo difficile del Talmud e duro da comprendere. Presenterò qui l’interpretazione del saggio Maharal di Praga, grande rabbino e cabalista del XVII secolo. Dobbiamo prima capire che mezonot comprenda tutte le cose del mondo fisico, necessarie alla vita dell’uomo. Ergo cibo, bevande ecc.

Il Maharal aveva distinto tra due concetti spirituali che riguardano le relazioni di HaShem verso di noi, cioè: netinà (dare) e shinui (cambiamento). Il miracolo rientra nella categoria del shinui (cambiamento), invece i beni necessari all’uomo (mezonot) rientrano nella categoria della netinà (dare). Nonostante le apparenze, il miracolo è più “facile” per HaShem, perché richiede solo un momentaneo cambiamento delle leggi della natura. Invece mezonot, che rientra nella categoria della netinà, è più “difficile” per HaShem, poiché richiede un’influenza spirituale costante sul mondo materiale, e non solo un cambiamento temporaneo. Le necessità di ogni persona richiedono una “discesa” di energia spirituale da parte di HaShem sul nostro mondo materiale, e questo è molto più “duro” di un momentaneo avvenimento straordinario. Continue reading “I miracoli improvvisi e i miracoli costanti”

Gli amuleti e le cure a Shabbat

Di Rav Yitzhak Rapoport

colar-pingente-hamsa-amuleto-filigranado-cristais-turquesa-10423-MLB20028627415_012014-F-250x300Dobbiamo fare una introduzione riguardo al concetto di Eruv a Shabbat. L’Eruv è la “recinzione” di un luogo pubblico, per esempio di una città o di una parte di città. Molti dei lettori sicuramente sapranno, che l’Halachà impedisce di portare a Shabbat con sé le cose negli spazi pubblici, non si può portare nemmeno un fazzolettino in tasca. L’Eruv permette di portare le cose con sé, poiché in un certo modo cambia gli spazi pubblici in spazi privati.

Il suddetto divieto, che vige esclusivamente nei luoghi dove non c ‘è l’Eruv, ovviamente non riguarda i vestiti e i gioielli, orologi inclusi. Ma ci si pone la domanda, se sia permesso a Shabbat portare negli spazi pubblici e dove non c’è l’Eruv, gli amuleti che in qualche modo dovrebbero aiutare la salute delle persone? Nel Talmud, trattato Shabbat 60a, è scritto che si può indossare un amuleto negli spazi pubblici e dove non c’è l’Eruv, solo se sono degli “amuleti degli esperti”. Che genere di amuleti sono questi? I Rabbini ci dicono che è un termine per definire due tipi di amuleti:

a. Un amuleto eseguito da un esperto, che abbia guarito con i suoi manufatti come minimo tre persone.
b. Un amuleto semplice, che abbia guarito come minimo tre persone. Continue reading “Gli amuleti e le cure a Shabbat”

La responsabilità dei padri verso i figli – Parashat Ki Tetze

Rav Elihau Birnbaum

hijos-rebeldesQuesta parashà è, sicuramente, una delle più strane della Torà. Il suo tema centrale è la deviazione morale di un figlio di buona famiglia, un figlio che presumibilmente non ha avuto una infanzia difficile, che non ha sofferto grandi crisi familiari e che ancor meno ha subito carenze importanti nella sua educazione.

“Se qualcuno dovesse avere un figlio disobbediente e ribelle che non presta attenzione a quello che gli dicono i suoi genitori e che non obbedisce loro quando viene punito, i suoi genitori dovranno portarlo al tribunale degli Anziani della città…” e, dopo che siano state provate le sue trasgressioni, dovrà essere lapidato-secondo quanto stabilito dalla Legge, fino alla sua morte. Se la Torà avesse stabilito che questa norma come inappellabile non avremmo avuto possibilità di scelta o di opposizione. La Torà, al contrario, stabilisce che i saggi di Israele possano interpretare o restringere la Torà stessa e conferisce loro la prerogativa di far applicare la Legge nelle diverse circostanze. Continue reading “La responsabilità dei padri verso i figli – Parashat Ki Tetze”

Unisciti a noi nel creare un asilo ebraico in Polonia

Di Laura Ben David

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Bambini si dirigono verso Gan Matanel a Lodz, in Polonia

Shavei Israel, in partenariato con la Comunità Ebraica di Lodz, sta aprendo il primo asilo in decenni in questa città polacca, circa 70 anni dopo che i Tedeschi hanno liquidato il Ghetto di Lodz, mandando gli ebrei rimasti ad Auschwitz. Il nuovo asilo, Gan Matanel, rappresenta una rinascita dello spirito ebraico in Polonia mentre le persone continuano a riscoprire le loro radici ebraiche e abbracciano il loro destino ebraico.

Per molti anni, visto che gli ebrei sopravvissuti di Lodz nascosero la loro identità, a seguito dell’avvento del regime comunista, non vi è stata educazione formale ebraica per i bambini della loro età. L’ultima scuola post II guerra a Lodz – la I.L. Peretz – venne forzatamente chiusa nel 1968, a causa della repressione comunista. Gan Matanel, che aprirà le sue porte questo settembre, cambierà tutto questo.

Prima della II guerra mondiale, in Polonia vivevano più di 3 milioni di ebrei. Lodz era la sede di una delle più grandi comunità ebraiche d’Europa, seconda solo a Varsavia. Nel gennaio del 1945, quando il Ghetto di Lodz venne liberato dai sovietici, solo 877 ebrei erano rimasti. Continue reading “Unisciti a noi nel creare un asilo ebraico in Polonia”

Il libro di Shavei Israel sulla ricerca delle radici ebraiche, batte ogni record

Di Brian Blum

כריכהQuando Shavei Israel ha annunciato la settimana scorsa la pubblicazione del suo nuovo libro in spagnolo, “Hai radici ebraiche?”, ci aspettavamo qualche centinaio di richieste per il download gratuito della versione eBook. Invece, nell’arco di 48 ore, così tante persone hanno cliccato per avere la loro copia, che il sito speciale che avevamo creato, è andato in tilt.

Il numero totale di richieste è arrivato a 5.000, la capacità massima del sito, spiega Estee Dahan del J. Media Group, che sta supervisionando il sistema di download per Shavei Israel. Inutile aggiungere, “eravamo molto sorpresi da questi incredibili risultati”, dice la Dahan. J. Media Group aveva già guidato simili campagne, ma non aveva mai toccato il limite con nessun altro cliente. Per fortuna il problema è stato individuato rapidamente, e il sito era di nuovo in piedi funzionante un paio di ore dopo. Le richieste continuano ad arrivare e presto supereranno le 10.000 presenze.

La nostra collega di Shavei Israel, Tzivia Kusminsky, a capo dei dipartimento per i Bnei Anousim e redattore del nostro libro, diche che è “scioccata dal numero di persone che sono in cerca di informazioni riguardo alle loro origini, ogni giorno su internet. E’ incredibile! Sapevo che ci fossero tante persone interessate, ma mai così tante.” Continue reading “Il libro di Shavei Israel sulla ricerca delle radici ebraiche, batte ogni record”