Parashà Ekev – Il rispetto per le minoranze

In questa parashà veniamo istruiti sul rispetto con il quale si devono trattare le minoranze che vivono all’interno della società ebraica. E ciò vale come esempio per insegnarci il rispetto per le minoranze in generale, cosa che significa parlare dell’inalienabile diritto alla differenza.

“Dio fa giustizia dell’orfano e della vedova e ama lo straniero che vive tra di voi, dandogli pane e abbigliamento. Voi dovrete amare lo straniero perché voi foste stranieri in Egitto.” E la Torà in seguito afferma: “ Amerai l’Eterno tuo Dio…”
La Torà si riferisce con questo precetto a tutti coloro che si trovano in una condizione di minoranza o in inferiorità: l’orfano, la vedova e lo straniero, coloro che appartengono ad un altro popolo o un’altra nazione, che sono fedeli di un’altra religione, che sostengono un’altra idea o appartengono ad un altro schieramento politico: tutti coloro che, in definitiva, sono “diversi” ma abitano nella stessa terra in cui noi siamo la maggioranza.

Questo precetto è quello che è ripetuto il maggior numero di volte nella Torà. Per ben quarantadue volte ci viene detto di rispettare la minoranza e il debole. I nostri saggi hanno addotto due motivazioni per spiegare la necessità di tale reiterazione: la prima è la rilevanza di un precetto che riguarda le relazioni umane e regola la vita di una comunità; la seconda perché si tratta di un precetto “molto facile da dimenticare”, trascurare o eludere, invocando argomenti il cui carattere fallace non è sempre facile scoprire. Continue reading “Parashà Ekev – Il rispetto per le minoranze”

Pinhas e Linor – Una storia d’amore Bnei Menashe

Che piacere avere celebrato con Pinhas e Linor, un matrimonio che hanno atteso per cinque lunghi anni, fino a quando non hanno fatto ambedue aliyà in Israele. La nostra Laura Ben-David, ospite al matrimonio, ha fatto le foto di questo evento da favola.

Unitevi a noi nell’augurare MAZAL TOV alla coppia!

 

La volontaria di Shavei Israel è a Lodz, in Polonia, per insegnare ebraico

Ultimamente, l’insegnante di ebraico e volontaria di Shavei Israel, Shosh Hovav,si è recata presso la comunità di Lodz in Polonia. Shosh e suo marito sono stati accolti calorosamente dai membri della comunità, dove un programma di studi ebraici per studenti di tutte le età è in corso.

La comunità di Lodz ha invitato i nostri volontari a prendere parte nelle attività locali e li ha portati per un giro dei posti più significativi.

Hanno preso anche parte a un “tish” (un informale anche se tradizionale ricevimento attorno a una tavola con il capo della comunità), con piatti tipici e canzoni, alla presenza di Rav Dawid Szychowski, rabbino della comunità.

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Parashà Vaetchannan – Ogni processo ha bisogno di un leader diverso.

Il popolo di Israele si appresta ad attraversare il Giordano e ad entrare nella Terra promessa. In quel luogo la sua vita cambierà e si dovrà confrontare con sfide mai conosciute prima. Questo è il momento culminante di tutto il percorso che, lungo i quaranta anni del deserto, darà luogo ad una nazione, partita come popolo di schiavi.

Da quel momento in poi la vita sarà diversa, il confronto quotidiano si relazionerà con le normali necessità di un popolo e non più con il rischio dell’imprevedibile. Per questo anche le strutture della leadership e del potere dovranno cambiare.

Moshé era cosciente di tutto questo. Egli era stato il visionario, il sognatore che aveva insegnato ad un intero popolo una utopia che stava per divenire realtà. Aveva guidato la liberazione di un popolo che non aveva voglia di essere liberato e lo aveva guidato attraverso il deserto, per tappe dove tutte le necessità vitali della sua gente furono soddisfatte in modo miracoloso.

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Un giorno tragico per il popolo ebraico: la cacciata degli ebrei di Spagna, 9 di Av 1492

Pubblichiamo la traduzione di questo articolo di Sharon Katz, uscito sul quotidiano israeliano Arutz Sheva 7.

“Oltre alla litania di catastrofi, Tisha be Av ha portato l’espulsione degli ebrei di Spagna nel 1492 e la fine della gloriosa comunità sefardita nella Penisola Iberica.

Quando re Ferdinando e la regina Isabella espulsero circa 200mila ebrei dalla Spagna il 9 di Av 1492, pensavano di avere risolto il loro problema ebraico. Mentre altri 200mila convertiti/Nuovi Cristiani sono rimasti, secondo il Decreto di Alhambra del 1492, i monarchi spagnoli credevano che senza una influenza ebraica questi Nuovi Cristiani si sarebbero assimilati completamente nella società cattolica spagnola. Alcuni lo hanno fatto, mentre altri hanno vissuto vite cristiane in apparenza, mentre in segreto continuavano a professare la fede ebraica, nei modi possibili.

Il piano di Ferdinando e Isabella era quello di usare l’Inquisizione come mezzo per fare ordine con tutti quei cristiani ribelli e infedeli, perseguitandoli con torture ed esecuzioni. Mentre non si conoscono le cifre esatte delle vittime dell’Inquisizione, tra quelli che ne hanno sofferto vi erano cripto-ebrei, mori, streghe, preti sposati ecc. Il numero esatto di quelli assassinati sotto tortura o tramite auto da fe (arsi sul rogo) varia drasticamente tra gli studiosi; si dice possano essere circa 300mila tra il 1478 e la metà dell’800, quando l’Inquisizione spagnola seguì i sospettati fino nel Nuovo Mondo.

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L’asilo Gan Kohavim a Bogotà, in Colombia

Ci sono tante piccole novità in arrivo dalla nostra comunità a Bogotà, in Colombia. In particolare riguardano i nostri piccoli dell’asilo Gan Kohavim (Il giardino delle stelle) presso la comunità Beit Hillel. Sono stati organizzati nuovi programmi e eccitanti attività, per i membri più piccoli.

Uno dei progetti sviluppati presso il Gan Kohavim è “Capsule di Torah”, creato da Natan Villaveces e supervisionato da Rav Shimon Yehoshua, emissario di Shavei Israel in Colombia. Si tratta di brevi video educativi e illustrativi, che possono catturare l’attenzione dei bambini, insegnando loro la Torah. Ogni video è creato in modo da spiegare al meglio i concetti e le idee fondamentali dell’ebraismo, attraverso l’interazione con le esperienze di altri bambini.

Questo progetto include anche il fantastico programma Gan Connect, dove attraverso l’uso di internet, Gan Kohavim si connette con altri asili in tutto il mondo, condividendo così le proprie esperienze. Continue reading “L’asilo Gan Kohavim a Bogotà, in Colombia”

Genie Milgrom di Miami, Florida, ha ricevuto la Medaglia delle Quattro Sinagoghe Sefardite di Gerusalemme

Genealogista, scrittrice, e promotrice del Patrimonio Ebraico nella Penisola Iberica, buona amica di Shavei Israel, Genie Milgrom, è stata insignita della tanto ambita Medaglia delle Quattro Sinagoghe Sefardite di Gerusalemme.

E’ stata insignita dell’onorificenza la scorsa settimana a Zamora, in Spagna, dove ha fatto un discorso sulla diaspora dei suoi antenati, da Fermoselle, per l’appunto nella regione spagnola di Zamora.

Il Presidente del Consiglio delle Comunità Sefardite di Spagna, Abraham Haim, è volato da Gerusalemme per presentarle questo prestigioso premio. Le è stato conferito visto il suo impegno decennale per la riscoperta delle radici ebraiche della sua famiglia cubana cattolica, andando indietro fino a 22 generazioni. Non solo è stata in grado di ricostruire la sua genealogia usando metodi da lei stessa brevettati, ma è riuscita anche a riscoprire la storia ebraica dell’intero villaggio di famiglia, e di molti altri sulle rive del fiume Duero, che separa la Spagna dal Portogallo. Continue reading “Genie Milgrom di Miami, Florida, ha ricevuto la Medaglia delle Quattro Sinagoghe Sefardite di Gerusalemme”

Serata Sefardita

Invitiamo tutte le signore a Gerusalemme, mercoledì 25 luglio alle ore 20, per una serata del Patrimonio Spagnolo.

Per Tisha b’Av nel 1492, più di 150mila ebrei furono espulsi dalle loro case in Spagna. Alcuni sono rimasti tenendo segrete le loro tradizioni.

E’ stata organizzata, quindi, una serata di storie dei Bnei Anusim, canti in ladino e di anteprima del nuovo musical “Hidden: The secret Jews of Spain”.

Vi aspettiamo!

Il figlio di un emissario di Shavei Israel, combatte il “terrorismo degli aquiloni” a Sderot

Yishai Salas di Sderot, figlio di Rav Elisha Salas, emissario di Shavei Israel in Spagna e Portogallo, combatte ogni giorno con gli aquiloni incendiari che vengono fatti atterrare in Israele, bruciando così i campi degli agricoltori e causando enormi danni ai raccolti e all’ambiente.

Salas che lavora come pompiere nella città oramai da 5 anni, ha aiutato a spegnere dozzine di incendi recentemente. “Sento il dovere di proteggere gli abitanti di Sderot e delle zone circostanti”, ci dice. “Per me e per i miei amici, il confronto con il fuoco è una vera e propria guerra, ma diamo il massimo delle nostre forze e capacità per permettere ai nostri residenti di condurre una vita normale, contenere i danni e salvare vite”.

Yishai, 27 anni, nato in Cile, è immigrato in Israele, da solo, per fare il soldato, servendo in un’unità medica nel battaglione Duchifat. Dopo la fine del servizio, ha deciso di rimanere a Sderot, per questioni ideologiche. “Sono orgoglioso di vivere in Israele”, ci dice, “mio padre è rabbino della comunità in Portogallo e ogni volta prima che inizi il mio turno, mi chiama per sapere come mi sento e per augurarmi buona fortuna”.

Lo staff di Shavei Israel è immensamente orgoglioso di Yishai e prega per il successo e l’incolumità, per lui e per tutti i nostri coraggiosi pompieri.