Parashà Vayetzè – La Diaspora

Genesi 28, 10-11: “Giacobbe partì da Beer-Sceba e giunse a Charan. Capitò in un certo luogo, e vi passò la notte, perché il sole era già tramontato.”

Il Talmud Chullin 91b interpreta questo versetto seguendo un filo interpretativo molto preciso.

Yaakov va a Charan, dopo di che “capita” in un certo luogo (makom), che è il posto dove egli sognerà gli angeli che salgono e scendono sulla scala e sappiamo che quel luogo è ancora in terra di Israele. Come è dunque possibile che egli fosse giunto a Charan? Per risolvere questa difficoltà del testo il Talmud afferma che Yaakov era giunto a Charan, ma poi era tornato indietro verso la terra di Israele e questo suo ritornare fu benedetto con un miracolo che accorciò per lui le distanze da Charan ad Israele, facendo in modo che egli potesse coprire quel tragitto in poco tempo. Yaakov torna indietro, stando a questa interpretazione, perché si rende conto di essere passato oltre il luogo dove i suoi padri, Avraham ed Itzhak, avevano pregato ed allora si decide a tornare indietro e miracolosamente “capita” in quel luogo che altro non era che il monte Moriah, il posto dove sarebbe stato costruito il futuro Bet HaMikdash. Leggi tutto “Parashà Vayetzè – La Diaspora”

Sono arrivati! Il primo gruppo di 82 immigrati #OperazioneMenashe è atterrato

Sono atterrati!

Il primo dei due voli di immigrati Bnei Menashe è attivato all’aeroporto di Ben-Gurion martedì notte. 82 Membri della comunità Bnei Menashe sono arrivati dopo un viaggio rocambolesco durato diversi giorni, con diversi voli, treni e automobili, dalle loro precedenti case nello stato indiano del Manipur alle loro nuove case in Israele.

Il gruppo è stato accolto all’aeroporto dallo staff di Shavei Israel, che ha reso la loro Aliya possibile, da diversi giornalisti, da studenti della yeshivà Ma’alot (dove diversi giovani Bnei Menashe studiano e servono nell’IDF) e dal gruppo israeliano Keep Olim.

Ma questo non è tutto. Un altro gruppo di 80 Bnei Menashe arriverà giovedì. Avremo ancora più foto e video nei prossimi post.

Intanto una favolosa galleria di arrivi del primo gruppo:

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Parashà Toledot – Il rapporto tra padre e figlio

“Questa è la discendenza di Isacco, figlio di Abramo. Abramo aveva generato Isacco.” Genesi 25,19.

Se leggiamo con attenzione questo versetto ci rendiamo conto che esso ci presenta un problema interpretativo. Perché il verso afferma che Isacco era figlio di Abramo e ripete che Abramo ha generato Isacco? E’ ovvio che se Tizio è figlio di Caio, Caio è stato generato da Tizio.

Il commentatore Sforno, grande maestro italiano del Rinascimento, afferma che il verso ripete il fatto che Abramo abbia generato Isacco, perché Itzhak è il vero discendente di Abraham, nel senso che solo in lui si completa la promessa fatta da Dio ad Abraham rispetto alla sua discendenza futura. Leggi tutto “Parashà Toledot – Il rapporto tra padre e figlio”

The Jewish Chronicle parla della nuova Sinagoga di Palermo

La nuova Sinagoga di Palermo, ancora da inaugurare, sta facendo scalpore in tutto il mondo.

Questa volta è The Jewish Chronicle a parlarne, tramite la giornalista Julie Carbonara, e noi ne pubblichiamo qualche estratto.

“…Situata nel cuore di quello che è stato l’antico quartiere ebraico, in un’area già occupata dalla Sinagoga Maggiore. L’edificio deve essere sottoposto a una profonda ristrutturazione prima dell’apertura ufficiale, programmata per il 2018.

 

La Sinagoga è già oggetto di grande interesse. E’ stata uno dei luoghi principali delle Giornate Europee della Cultura Ebraica a settembre, ed è stata anche inclusa nel prestigioso annuale Sentiero dei Tesori, che espone i tesori nascosti della regione.

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L’emissario di Shavei Israel tiene una lezione di legge ebraica presso l’Università di Cracovia

Gli studenti dell’Università Jagellonica di Cracovia hanno partecipato a una lectio speciale sulla Legge Ebraica, tenuta dall’emissario di Shavei Israel presso la città polacca. Rav Avi Baumol ha offerto agli studenti polacchi, in gran parte non ebrei, delle nozioni fondamentali sulle corti ebraiche, sul genere di legge che si trova nella Torah, e cosa ben importante – sulle leggi di Dio e le leggi degli uomini.

Erano presenti 83 persone.

Il luogo della lezione era particolarmente significante: prima della seconda guerra mondiale, il 31% degli studenti presso l’Università Jagellonica erano ebrei. Era la prima volta in cui Rav Baumol parlava in questo ateneo.

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Parashà Chaiè Sarah – Lo sguardo rivolto al futuro

La morte di Sarah porta Avraham ad un confronto con la popolazione locale, i Chittei, ai quali deve chiede un pezzo di terra o un qualunque luogo di sepoltura. Avraham apre con queste parole la sua richiesta:“Io sono forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la proprietà di un sepolcro in mezzo a voi, perché io possa portar via la salma e seppellirla” (Genesi 23,4). In ebraico il testo si esprime con le parole: gher e toshav, straniero e residente che sono, in realtà, concetti che potrebbero essere in contraddizione.

Ad ogni modo per quale motivo Avraham si presenta con queste caratteristiche rispetto alla necessità di seppellire Sarah sua moglie? Ramban ci fa notare che esisteva un uso presso i Chittei di seppellire i propri morti nelle proprietà di appartenenza familiare, mentre esistevano altri giardini cimiteriali dedicati agli stranieri. La sepoltura segnava anche essa una appartenenza familiare, uno sguardo al passato del defunto ed ai suoi legami familiari terreni, non ultimo al suo lignaggio. La divisione dei giardini cimiteriali nella società chittea è rivolto al passato e richiama il passato.

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Parashà Vaierà – La discendenza di Abramo

I versetti del capitol 21 della Genesi che raccontano della cacciata di Hagar, concubina di Avraham, e di loro figlio Yshmael non sono di facile lettura.

(Genesi 21:9-21)

“ E Sara vide che il figliuolo partorito ad Avraham da Agar, l’egiziana, rideva; allora ella disse ad Avraham: «Caccia via questa serva e il suo figliuolo; perché il figliuolo di questa serva non ha da essere erede col mio figliuolo, con Isacco» E la cosa dispiacque fortemente ad Abrahamo, a motivo del suo figliuolo.”

Sara, la stessa che a suo tempo ha voluto che Avraham concepisse un figlio con la sua serva Hagar, dopo aver partorito un suo figlio naturale, Itzhak, vuole che il primogenito del marito venga mandato via dalla loro casa verso un destino poco certo e con pochissime probabilità di sopravvivenza. Perché? Perché Sara lo ha visto ridere e secondo l’interpretazione dei nostri maestri, Rashi in primo luogo, quel ridere si riferisce a comportamenti idolatri, immorali se non vicini all’assassinio. E’ chiaro agni occhi di Sara il pericolo educativo e morale rappresentato da Yshmael, fratello maggiore, nei confronti del fratello minore, Itzhak, appena nato.

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